"Che ci fa Slobodan Milosevic all'Aja? La Jugoslavia non aveva un problema diverso da quello che ha oggi Israele. Ventimila uomini in armi stazionavano in Kosovo e, come tutti gli indipendentisti, costretti ad affrontare eserciti regolari molto più forti, facevano ampio uso del terrorismo."a mio avviso ha ragione; anzi quello che sta succedendo è un motivo in più per denunciare la mostruosità dei processi nei quali i vincitori giudicano i vinti, sì compreso quello di Norimberga. Un amico ricordava l'altro giorno che quando Winston Churchill seppe come gli americani avrebbero processato i tedeschi esclamò:
"d'ora in avanti dovremo fare molta attenzione a vincerle, le guerre, perché per chi perde le cose si metteranno veramente male!"
"Per parte mia non considero moralmente riprovevoli né gli uni né gli altri: è la guerra di guerriglia, l'abbiamo accettata quando la facevano i partigiani, dobbiamo accettarla ora insieme alla legittimità della sua repressione". Per me la guerriglia è una piccola guerra e non un'azione criminale, quando i suoi obbiettivi sono militari o direttamente funzionali a questo. Quando un'azione ha per primo obbiettivo l'uccisione di civili si tratta di terrorismo. La stessa cosa è quando si colpisce non per indebolire il nemico, ma per farlo diventare più feroce: solo Pannella in tutti questi anni ha continuato a dire la verità su via Rasella e le fosse Ardeatine.
"La "colpa dei palestinesi" è semplice, conosciuta, non confutata, ma oggi sottovalutata: tutta la classe dirigente araba antisionista nel 1940 si schiera col nazismo."Non credo però che il suo discorso porti molto lontano: è evidente che la Shoa non possa garantire una perenne impunità allo stato d'Israele.