Questo numero


È crudeltà dire la verità senza carità. Certo, ma non è pietosa la menzogna che falsifica alla radice: è carità pelosa, libido dominandi. Forse saranno poco caritatevoli le osservazioni che seguono, ma le spero chiare.
Pertinentissima, sullo stesso argomento, anche PesceVivo, il cui blog leggo regolarmente, come fosse il giornale; la trovate più sotto.
 

Moderni, ma non troppo


Non mi ha stupito vedere che nei blog de L'Espresso si attacca violentemente la legge sulla fecondazione assistita varata pochi giorni fa. La legge, tra l'altro, proibisce la donazione anonima del seme, cioè afferma il diritto di ognuno a conoscere i propri genitori biologici.
Dal canto mio (da anni mi occupo della questione, v. n° 179) la ritengo una legge piena di limiti e contraddizioni, ma anche un passo avanti; anzi voglio segnalare il comportamento di Rutelli che ha votato a favore, ci sta abituando alle sue uscite dal coro della sinistra acefala. (*)
Il post di Magister ha ricevuto una valanga di commenti, tutti concordi; a mia volta voglio commentare uno di questi, firmato Clem. Non so se è autentico, ma è comunque esemplare di una mentalità e di un tipo umano.
“Andrò all'estero. Amo un uomo meraviglioso. Anche lui mi ama. Da 8 anni, ogni giorno di più. Lui è azospermico. Brutta parola vero? Sa di malattia…
Eppure per il nostro Stato non è malato. Solo un "potenziale" cornuto che dovrebbe chiudere gli occhi (come si chiudono bene in Italia..) e lasciare che la moglie si abbandoni al primo "idraulico"...
Andremo all'estero. A ricevere il dono più grande che il mio uomo vuole farmi. E diventeremo una famiglia. E mio figlio (ma speriamo che sia femmina...) avrà un papà con la "P" maiuscola.” Clem
Curioso modo di ragionare: da una parte vediamo una coppia ultramoderna che non ha paura di provette e biotecnologie, dall’altra capiamo che la ragione di tutta questa tecnologia ha motivazioni arcaiche, che ci ricordano la Sicilia di Pietro Germi, la paura dell’uomo di essere “cornuto”.
Ma altro emerge dal commento della pneumatica Clem: la paura della contaminazione con elementi inferiori. “Mio Dio! Un idraulico…”. Ovvio che, “all’estero”, alla banca del seme che Clem sceglierà, gli artigiani non saranno ammessi: solo spermatozoi di classe. Purtroppo, devo disilluderla: “Si sappia che il volgo è dappertutto: nella stessa Corinto, nella famiglia più eletta.” (Baltasar Graciàn, Oracolo manuale e arte di prudenza, 206).
Si dirà che sto scherzando con materia grave. Ma sto pensando al bambino e ciò mi adira: lui non avrà scelta, dovrà essere moderno per forza, non saranno accettate retrograde domande sul padre “secondo la carne”.
Due parole ancora sullo sfortunato uomo, del quale si percepisce la fragilità. Non sopporta l’idea di un tradimento e al contempo si sente sicuro di reggere, per anni, il rapporto col futuro figlio della compagna e di uno sconosciuto (magari molto meno, o molto più che è anche peggio, intelligente di lui). Pensa che la mancanza di un contatto fisico tra sua moglie e questo sconosciuto risolverà la questione. E i suoi sogni? E quelli di lei? Ci sono già stati padri putativi che non ce l’hanno fatta e hanno abbandonato moglie e figlio, ma tanto i bambini sono l’ultimo problema.
 
Stefano Borselli
 
(*) Non ha stupito, invece, lo schieramento di Rifondazione e dei Verdi contro la legge: il loro preteso ecologismo no-global è notoriamente solo strumentale. Zanotelli e la rete Lilliput hanno fatto i pesci in barile non dicendo una parola sull’argomento, si scaldano solo per gli OGM o se bevi una Coca.
È questa una prima risposta alle domande dell’amico Colimberti (v. n° 177)
 

La perduta origine (di PesceVivo)


Una delle trasmissioni preferite negli ultimi anni in famiglia è Chi l’ha visto?. Ce ne domandiamo il perché, visto che un certo tipo di morbosità da cronaca vera non è mai stata di casa a casa nostra. Ogni tanto diamo una sbirciatina anche noi rimanendo sempre incollate al video e colpite dalle persone e dalle loro drammatiche storie, per le quali nutriamo il massimo rispetto.
 
In qualche puntata, forse è una rubrica fissa, c’è sempre qualche persona, abbandonata dalla nascita dalla madre o da un padre che hanno proseguito la loro vita altrove, che cerca il proprio genitore naturale. Di solito, poi si viene a capire, i genitori adottivi oppure la madre ed il patrigno sono state persone buone ed affettuose, che non hanno fatto mai mancare nulla.
 
Allora perché cercare attraverso la potenza del mezzo televisivo (la trasmissione viene diffusa via satellite in tutta Europa e nei paesi del bacino del mediterraneo) la propria madre o il proprio padre naturali? Il desiderio di conoscere la propria origine naturale è fortissimo, come se completasse un disegno di senso per la persona. Non è affatto un desiderio intellettualistico o una mera curiosità. E’ qualcosa che tormenta l’individuo nell’animo. Lo si vede dai volti, dal torcersi della mani inquadrate dalla telecamera. Non sono adolescenti in cerca di identità, ma persone adulte, mature e consapevoli, di livelli culturali diversi, magari già con una propria famiglia. […]
 
E’ stata appena approvata alla Camera la legge che dà delle regole per la fecondazione artificiale assistita. Ne abbiamo già parlato in altri post, per cui buona o cattiva che sia la legge, essa pone anche il divieto alla fecondazione eterologa, ovvero ottenuta da donazioni anonime attraverso banche apposite. Il collegamento con questi casi umani di ricerca disperata del proprio genitore naturale vi parrà audace, persino fuori luogo, ma non a noi dalla immaginazione estrema. Negare la possibilità, sia pure remota, della ricerca della propria origine alle persone è negare loro molto, moltissimo.
 
PesceVivo   http://pescevivo.splinder.it