Questo numero


Da qualche tempo ai lettori capita di ricevere, invece di questa Newsletter, degli “inoltri”; si tratta di materiale, spesso avvisi, che invio così come li ho ricevuti, senza commenti o elaborazioni. Scelgo la forma dell’inoltro per risparmiare tempo ed evitare di dover mettere poi nel mio sito (come faccio per tutte le NL) materiale troppo occasionale, come avvisi ecc, ma anche per sottolineare l’origine esterna.
 
Venerdì scorso ho inoltrato una mail di Giannozzo Pucci contenente un appello di Riccardo Novi contro la nuova legge toscana sulla “libera scelta del sesso”; Giannozzo ha aggiunto una sua breve riflessione. Io ho aderito all’appello (nella NL n° 66 del maggio 2002 mi ero già occupato del tema pubblicando una arguta critica ai PACS francesi trovata nel sito di Claude Rochet) e altri amici hanno inviato la loro adesione, ma c’è chi non è per niente d’accordo. Parliamone, anche se ci vorrà un po’ di tempo. Oggi il primo intervento critico e l'invito a leggere un testo informativo: L'omosessualità, di Bruto Maria Bruti, disponibile a www.alleanzacattolica.org/idis_dpf/voci/o_omosessualita.htm
 

Il dissenso di Grazia Collini


Caro Stefano, come sai spesso apro io la posta e stamattina come al solito mi sono svegliata all'alba e ho trovato il tuo inoltro.
Io non ho letto l'intero testo della legge ma soltanto l'articolo del Sig. Novi. Come donna della strada, mugellana e, come mi rimprovera il marito, troppo scarna nei miei pensieri, nelle interpretazioni e nelle mie opinioni non riesco a capire diverse cose:
"radicalmente contrarie alla normale visione della persona umana"
questo normale è da quando ero bambina che viene considerato come una specie di bestemmia, sono cresciuta leggendo cose che si scagliavano sempre e comunque contro il termine "normale", per chi e per cosa, rispetto a chi e a che cosa etc...
"si dà, infatti, come per scontato che ogni persona debba - nella propria vita - operare una 'scelta dell'orientamento sessuale o della identità di genere' (art.10)"
a parte che non mi sembrerebbe, se lo fosse, una imposizione così grave come per esempio: ogni persona deve nella propria vita decidere se avere figli o meno oppure se mangiare carne oppure no. Questo perchè queste sarebbero decisioni che una volta prese e non modificabili sarebbero frutto di una scelta e di una imposizione della ragione.
Ma la scelta dell'orientamento sessuale o della identità di genere non è in realtà una scelta, è solo l'espressione di te stesso. Tanto è verso che l'articolista dice: SI DÀ PER SCONTATO... È ovvio che si dia per scontato, è scontato. È scontato come sei fatto, ti piace fare l'amore con uno dello stesso sesso, dell'altro o di tutti e due, ti piacciono le donne con i capelli rossi, non ti piacciono i dolci con gli amaretti, ti piacciono i film dell'orrore. Nella vita forse gli amaretti non ti piaceranno da subito, altre cose piano piano le sceglierai e continuerai a sceglierle per tutta la vita. Nella vita si sceglie un orientamento, nelle piccole e nelle grandi cose, è scontato.
"Si dispone inoltre di favorire 'offerta di eventi culturali e forme di intrattenimento aperte ai diversi stili di vita, così come caratterizzati, tra l'altro, dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere' (art.15) di politiche regionali del lavoro per i 'transessuali e i 'transgender' ed ancora di 'promuovere iniziative di particolare rilievo sociale ed istituire circuiti...di solidarietà tra gli utenti' al cui scopo le 'USL possono stipulare convenzioni etc etc'"

Io sono felice che la Regione Toscana esprima questa apertura, verso chi non importa, verso tutti. L'articolista dice che la regione confonde il necessario e dovuto rispetto con la promozione di un'antropologia assolutamente contraria alla legge naturale.
"Per la legge", cito, "ogni scelta avrebbe lo stesso valore e sarebbe degna di una positiva promozione."
Vorrei ben vedere che per la regione non fosse così, dovrebbe essere così per tutti. La Regione non promuove una categoria di persone che ci fa del male, non promuove una categoria di degenerati che meritano di vivere ai margini, nascosti e reietti, la regione promuove una categoria che di fatto in molti casi è debole, è discriminata, che ha bisogno di un supporto autorevole, più di quanto abbiamo bisogno NOI NORMALI.
E se grazie a questo sarà più facile per qualche disgraziato che batte la strada, trovare un posto di lavoro e una qualsiasi integrazione, bene. Io sono contenta.
La Regione Toscana non "marcia deliberatamente verso l'oscuramento della differenza o dualità dei sessi", la Regione Toscana tutela una categoria che come altre ha bisogno di tutela.
Quanto poi alla "promozione di una cultura perversamente disumana, contraria alla dignità della persona, alla ragione ed alla legge naturale universale ancora prima che-evidentemente-alla dottrina sociale della Chiesa" e all'invito al mondo cattolico e addirittura al "Santo Padre" mi sembra impossibile che qualcuno, dotato di testa, di cuore, di un bagaglio di esperienze umane, possa scrivere delle frasi così per questo contesto.
Non sono una intellettuale e questo l'ho sempre detto e lo ribadisco, ho partecipato due volte a questa newsletter con spunti di riflessione sulla vita quotidiana, antropologia ironica della vita quotidiana.
Non faccio parte del mondo cattolico, cosa vuol dire questo?
Sono cattolica, sono credente, prego, vado a messa la domenica e confido in Dio. "l'uomo si agita, Dio lo conduce"
Vado a messa e ascolto tutte le domenica le omelie di un prete che esprime la tolleranza e l'amore. Tutte le domeniche ci invita alla difesa dei più deboli, ci invita a guardare dentro noi stessi e a cercare di estirpare le nostre supposte superiorità, le nostre arroganze, il nostro credere di sapere tutto nel bene e nel male.
Per cui, come cristiana che prende sul serio il Vangelo sono contenta di pagare le tasse e di condividere (non obbedire) le leggi di una sovranità regionale che non considero assolutamente contraria ai principi fondamentali della coscienza morale naturale.
 
Grazia Collini