«cambio di strategia». E suggerisce, ai suoi alleati,
«invece di discutere sul ritiro dei nostri soldati, decidiamo come aiutare il processo democratico iracheno».
«Il comunismo ha prodotto un immenso dolore... Per me, la caduta del Muro di Berlino è stata una liberazione».E all'intervistatore che gli chiedeva che cosa potranno dire, a sinistra, delle sue dichiarazioni su foibe e comunismo, Veltroni risponde:
«So solo che queste cose, quando si fanno, vanno fatte con il piede sull'acceleratore, senza tentennamenti, senza calcoli».[…] Anche qui, le motivazioni strategiche non cancellano il valore della presa di posizione di Veltroni su foibe e comunismo. Speriamo che a sinistra queste "uscite" revisioniste si moltiplichino sempre più.
«nelle viscere del XX secolo vive l'antagonismo tra comunismo e cattolicesimo, nel mezzo c'è il fascismo. Il liberalismo che aveva già ceduto le armi con Croce, non era nelle corde della gioventù. Il comunismo esercitò un'attrazione enorme».Come quando, soprattutto, Luzi afferma che «il fascismo fu, fino a un certo momento, una dittatura goffa e bonaria». Una lettura, questa, che probabilmente farà accapponare la pelle ai reduci (e ve ne sono ancora tanti) dell'Antifascismo Militante, quello che vede il fascismo come Male assoluto e il comunismo come una buona ideologia corrotta solo da qualche "errore di applicazione". Quell'Antifascismo Militante che, soprattutto, è incapace di leggere realisticamente la traccia totalitaria presente in tutte le ideologie che il secolo trascorso ha conosciuto.