«Ho irrefutabilmente dimostrato che l'anima può entrare in cielo prescindendo dalla carità: basta la fede».Se il tuo storico si accontenta dell'anima disprezzando i fatti è perché nei confronti di questi ultimi manca di carità. Allora furono dettati dalla fede, cieca e superba, oggi l'infamia desidera l'azzeramento, aspira alla cancellazione. Esclama Cacciari sul Corriere di oggi (un intervento agghiacciante, credo uno dei suoi peggiori in assoluto): basta con i Lollo, basta con i Marino, cosa hanno fatto in questi anni? perché ritornano? perché ci disturbano? Noi siamo altra cosa, ma non dice cosa. Noi siamo un'altra storia, ma non dice quale, perché in realtà la sua e quella di mille altri è la vecchia storia, il vecchio richiamo della fede nella potenza salvifica delle proprie idee e dei propri propositi. E null'altro. Di essi dovrebbe scrivere, con il suo linguaggio, che sono volontà di potenza, puro e semplice vuoto desiderio di potere.
«La stanza in fondo era piena di gente che lo adorava, e ripeteva che nessun teologo era sapiente come lui. Questa adorazione gli piacque, ma siccome alcune di quelle persone non avevano volto e altre parevano morte, finì coll'odiarle e diffidare. Allora decise di scrivere un elogio della carità, ma le pagine che scriveva oggi apparivano cancellate all'indomani. Questo avveniva perché le scriveva senza convinzione».Riccardo De Benedetti