“cattiva architettura”o di
“chiese brutte”[4], ma che vi è in gioco molto di più.
“architettura ecclesiale”[5]: si può anzi dire che il luogo eletto, che è la liturgia, genera luoghi eletti per la liturgia.
“… in quanto è luogo, è già, come tale, soggetto interpretante la mia fede, da esso abilitata ad abitare lo spazio ed il tempo, e così a rivelarne il senso”, cfr. “Spazio sacro e edificio cristiano”, in AA.VV. L’edificio cristiano. Architettura e liturgia, Edizioni Messaggero, Padova 2004. Ed il luogo liturgico è tale, in forza del suo carattere di “icona spaziale”.