“La costrizione evolutiva induce gli esseri umani a istituire un sistema dei rapporti fra il corpo fisico e la percezioni nella mente umana, che ci consentono di prendere coscienza del mondo e della nostra esistenza. Questi rapporti ci forniscono il senso di benessere, il senso dell’appartenenza ed il senso più profondo di chi siamo. Attraverso gli aspetti fisici e visivi della umana percezione, il corpo ha gestito le interazioni iniziali dell’umanità con il mondo. L’evoluzione ha sviluppato una struttura neurologica negli esseri umani con cui si potrebbero negoziare le condizioni immediate di vita. Attraverso i campi informativi circostanti – informazione visiva e fisica incastrata nella struttura naturale del mondo- gli esseri umani si sono evoluti con successo per costruire i manufatti utili per vivere. Queste creazioni variano da monili, a mobilia, alle costruzioni ed infine alle città.”Tuttavia, quando gli esseri umani hanno abbandonato ogni rapporto con la realtà quotidiana della vita, come negli anni trenta, ispirandosi all'astrazione intellettuale, soggettiva, politica o filosofica, vi sono state catastrofi. e atrocità.
“Mentre la mente umana ha continuato a svilupparsi attraverso l’impulso dell’emozione, si è raggiunto un punto in cui gli esseri umani potevano fabbricare idee e pensieri astratti, fuori della realtà fisica che li aveva messo a confronto su base quotidiana. Lo scisma tra il soggetto/oggetto naturale della percezione consente la costruzione di una realtà alternativa. Questa capacità mentale è stata protagonista del pensiero e della ricerca umanai per millenni – conducendo ad alcuni dei più grandi successi della mente umana – altre volte ha condotto l’umanità verso le più grandi atrocità immaginabili. Durante il secolo scorso, l’architettura – come formazione del mondo fuori dei nostri corpi – è stata consegnata dalla dottrina contemporanea alle creazioni intellettuali di una mente puramente soggettiva.”Penso che oggi permanga il distacco dalla realtà fisica sostituita dalla realtà virtuale di cui si nutrono i nostri studenti. Se ho ben interpretato la tesi posta dal saggio di Salingaros, dico subito che sono d'accordo, in generale, nell'ambito della definizione di realtà fisica a cui gli architetti debbono fare riferimenti. Per me, inoltre, la realtà è complessa, fatta di materialità naturale e storica, per cui intendo la storia, come materializzazione delle relazioni tra la fisicità della natura e sua percezione intellettuale, medium che ci consente di arricchirci della esperienza accumulata senza ripeterne le tappe evolutive. Insomma considero la storia come un facilitatore delle relazioni tra realtà fisica e percezione intellettuale con cui si sono esperiti il senso del benessere e dell’appartenenza e della riconoscibilità..
