
“[…] Quando guardo una finestra sulla facciata di una casa, per lo più io penso alla sua funzione […] a tal punto, che un architetto può anche farmi delle finte finestre, la cui funzione non esiste, e tuttavia queste finestre (denotando una funzione che non funziona, ma comunica) funzionano come finestre nel contesto architettonico e sono godute comunicativamente come finestre. In questo caso il messaggio architettonico evidenzia la funzione estetica, ma anche una funzione fàtica — (dal greco phatòs, ‘che si può esprimere’) — che si può evidenziare in messaggi quali l’obelisco, l’arco, il timpano, l’ordine architettonico, etc.)”, scriveva Umberto Eco (3). Con ciò egli ha per primo evidenziato la funzione fàtica (espressiva) dell’Architettura, dimostrata con questo bel sillogismo:
“[...] Semiologia e Architettura: [...] gli oggetti dell’architettura apparentemente non comunicano ma funzionano [...] ma tutti i fenomeni di cultura sono sistemi di segni, dunque la cultura è essenzialmente comunicazione, l’architettura è cultura, dunque è comunicazione”(4).
“Cosa fare in Città come l’Aquila distrutte dal terremoto?”, Renzo Piano, Archistar italiana di livello internazionale, ha risposto:
“Vanno ricostruite o restaurate dove sono: non ha alcun senso fare altrimenti…”. “Mattoni o cemento armato?”, ha chiesto l’intervistatore, e Renzo Piano ha risposto:
“Meglio il legno. Che è un materiale leggero, flessibile, riciclabile, rinnovabile, sicuro. Si tagliano gli alberi e se ne piantano tre volte tanti… Si lavora, insomma, sulla natura. Meglio dimenticarsi del cemento armato che rende tutto meno elastico e più vulnerabile…”. Roberto Cecchi, Direttore Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Ministero per i Beni Culturali, ha risposto:
“Si può scegliere ad esempio di ricostruire esattamente l’originario come è avvenuto, sempre dopo un terremoto, per il Duomo di Venzone, in Friuli, dove però avevamo una documentazione estremamente precisa. Oppure si può fare come a Noto, dove si è lavorato integrando vecchio e nuovo. O ancora, si può agire ‘per ricuciture’, insomma sanando le ferite…”. C’è comunque una cosa che non deve assolutamente essere fatta, egli ha soggiunto:
“gli interventi di consolidamento degli edifici con calcestruzzo armato, che fanno più danni che altro, basta vedere quello che è successo in questo terremoto”(6). Due interviste autorevoli, un’intenzione sola: ricostruire ‘com’era, dov’era’ la bellissima e venerabile città de L’Aquila, ricorrendo a materiali e tecniche tradizionali.
“fu integrato vecchio e nuovo”. Il lettore saprà che la Cattedrale di Noto, crollata in parte a causa di un terremoto negli anni ‘90-’96, fu ‘gemellata’ con la Franuenkirche di Dresda nel 1996, alla presenza anche di chi vi scrive. Essa fu ricostruita contemporaneamente alla cattedrale della ‘Firenze del Nord’ distrutta da un bombardamento inglese del 1945 — ma ricostruita negli anni ‘90 su finanziamenti in gran parte procurati dai suoi demolitori — ricorrendo alle moderne tecnologie cantieristiche, ma con
materiali e modalità figurative identiche a quelle precedenti. La Cattedrale di Noto fu ricostruita ‘a furor di popolo’ (7), ed all’inaugurazione avvenuta il 26 maggio 2007 fu presente il Presidente del Consiglio Prodi e Cardinali e Vescovi di tutt’Italia, ma ne parlarono solo i giornali locali, dal momento che allora il nostro Ministero ai BB.CC. era ancora contrario al ‘com’era, dov’era’, in ossequio della Carta di Venezia del 1964.
“Far si deve così che ognun discerna / essere l’aggiunta un’opera moderna”, nonché dei divieti apocalittici di ogni replica di C. Brandi (8), tuonati in tempi in cui i restauri di ripristino (le repliche) venivano considerati ‘falsificazioni’ in quanto — ma limitatamente al campo delle Arti mobili, esportabili e commerciabili — erano opera degli innumerevoli falsari che vivevano ed operavano in Italia, costituendo peraltro l’unica industria fine del Bel Paese. Una mentalità che voleva assimilare il Restauro Architettonico al Restauro degli Oggetti d’Arte in nome dell’intenzione prevalentemente politica — nata non a caso nel ventennio fascista sotto l’egida di G. Bottai (1939) — di costringere entrambi i campi e le filosofie d’intervento sotto la direzione di C. Brandi, allora al vertice dell’appena costituito Istituto Centrale del Restauro (I.C.R.). La Carta del Restauro di Venezia, peraltro, è stata radicalmente contestata dall’Associazione di Architetti presieduta dal Principe Carlo d’Inghilterra in un Congesso internazionale tenutosi a Venezia nel 2006 inaugurato da una conferenza tenuta da chi scrive, intitolata: Conservation vs restoration: the italian cultural revolution, dando luogo alla ‘THE INTBAU VENICE DECLARATION’ ON THE CONSERVATION OF MONUMENTS AND SITES IN THE 21ST CENTURY’ (9).
“leggero, flessibile, riciclabile, rinnovabile, sicuro”e dunque assai più durevole e meno pericoloso del cemento armato, così come lo sono le canne vegetali impiegate nelle volte di Noto, il cui nome è testimoniato ancora oggi dal termine vernacolare antichissimo di ‘incannucciata’ o di ‘camera canna’, destinato alle coperte — leggere e flessibili — degli ambienti.


“[...] i caratteri fondamentali dell’Architettura futurista saranno la caducità e la transitorietà [...] le case dureranno meno di noi. Ogni generazione dovrà fabbricarsi la sua città, [...] questo costante rinnovamento dell’ambiente architettonico contribuirà alla vittoria del “Futurismo” [...] pel quale lottiamo senza tregua contro la vigliaccheria passatista”) non sono necessari — sono anzi pericolosamente incompetenti — per tale genere di operazioni. Gli architetti moderni infatti non sono affatto preparati a ricostruire i centri storici devastati dai terremoti, dal momento che essi s’iscrivono a migliaia alle Facoltà di Architettura italiane (circa 140.000 iscritti all’Ordine Nazionale degli Architetti) con la speranza di divenire simili a Gehry, a Meier, a Fuxas, a Piano, piuttosto che cimentarsi in opere che costringano alla ‘vigliaccheria passatista’ menzionata dai nonni futuristi.
“relativa alla ricostruzione e alla corretta interpretazione dei documenti di un ambiente culturale definito […]”(11), i cui progressi, dal XVIII secolo in poi, sono stati notevolissimi, fornendo agli archeologi criteri e metodi fondamentali d’interpretazione e ricostruzione delle ‘rovine’ antiche, e fornendoli anche agli architetti, sempre che essi ne avessero voglia e capacità culturali sufficienti. Ma gli architetti che escono dalle ben 26 Facoltà di Architettura fondate dopo il 1921/22 e sparpagliate oggi in Italia (in concorrenza con le 22 Facoltà di Ingegneria ed Architettura) vengono appena (forse) preparati a progettare l’edilizia sparsa nelle nostre campagne e nelle nostre periferie guastandone la residua bellezza (impiegando un proletariato operaio ormai privo di qualità) e dunque non sono in grado di progettare il recupero della bellezza di una città come l’Aquila, unica per il suo messaggio storico ed estetico. Oppure sarebbero in grado — sempre che trovassero lo sponsor adatto e ne avessero le necessarie capacità poetiche (e dunque forse uno su diecimila) — di far costruire agli Ingegneri oggetti mirabolanti di design, realizzati in periferia con materiali ‘moderni’ ad alto consumo energetico e di breve durata come il Museo di Bilbao. Ma non saprebbero neppure da dove incominciare per ‘leggere’, interpretare ed eventualmente ricostruire per parti una città antica, come non saprebbe leggere e tanto meno correggere ed implementare (
“emendare”, dicono i Filologi) un testo lacero scritto in latino antico o medievale chi conoscesse solo l’italiano odierno.

“l’ambientamento e imbellettamento d’insieme”del primo e dell’ultimo “lotto” di grande valore della Garbatella fu affidata a lui. Paolo Marconi non si è seduto sugli allori di un padre “mitico” nella cultura architettonica romana, ma ha saputo andare avanti con la sue gambe raggiungendo successi non inferiori a quelli di suo padre, inoltre ha saputo creare un seguito, formando tantissime giovani leve (e non più tanto giovani) che lavorano con lui all’Università di Roma III e al Master Internazionale di II livello.