«Come sono belle e piacevoli le rime felici e ben riuscite. Con Geschrei (urlo) fa sorprendentemente rima Schalmei (piffero); con Reim (rima), con mia grande soddisfazione, Heim (dimora). La rima è il grande criterio. L’esistenzialismo ateo uccide la rima. Anche tragicità e rima sono incompatibili. Fintanto che si realizza anche una sola rima, non c’è ancora il caos e il nichilismo non ha ancora trionfato. Appena una rima autentica risuona, l’anima il caos d’un tratto abbandona... La rima non si lascia isolare; in essa tutto è incontro, eco e controeco delle parole, tutto è massima libertà e massimo ordine».

