Buone notizie

Un po' meno coscrizione. Finalmente!


Giovedì scorso, 28 gennaio, la Camera ha approvato il DDL delega sul lavoro collegato alla Finanziaria. Prevede che a 15 anni l'apprendistato sia considerato valido come ultimo anno di scuola. Una prima timida svolta, un'inversione del nefasto processo di continuo prolungamento dell'obbligo scolastico. È il momento di riproporre gran parte di un ancora monocratico Covile, il N° 235 del 1° dicembre 2004, tutto dedicato al tema.
“I lettori di più lungo corso di questa newsletter sanno che il curatore ormai da tanti anni, vuoi per letture illicciane, vuoi per indole, vuoi soprattutto per esperienza diretta, è arrivato alla conclusione che sulla scuola hanno ragione i libertari, i quali sostengono essere tre le cause della sua rovina: l’obbligatorietà, il valore legale del titolo di studio e la statalizzazione. In quella linea di pensiero a suo tempo (ma vedi anche il n° 162) presentai “una piccola raccolta di obiezioni all’obbligo scolastico": gli autorevoli oppositori erano Monaldo Leopardi, Karl Marx, Friedrich Nietzsche, Charles Péguy, Giovanni Papini, José Bergamin, Ivan Illich, Pier Paolo Pasolini. Ebbene, il numero dei refrattari è da aumentare. Mi è recentemente capitato di leggere un testo di Carlo Collodi, dell’ottobre 1877, contro la cosiddetta “Legge Coppino”. Michele Coppino era all’epoca Ministro della Pubblica Istruzione; la legge, approvata dalla Camera il 15 luglio 1877, istituiva l'istruzione obbligatoria nel biennio inferiore della scuola elementare. L’ho trovato delizioso: ve lo offro come strenna natalizia anticipata. In fondo una breve postilla.”

(segue)
 

Il testo integrale è disponibile a: www.ilcovile.it/scritti/COVILE_571.pdf