“I lettori di più lungo corso di questa newsletter sanno che il curatore ormai da tanti anni, vuoi per letture illicciane, vuoi per indole, vuoi soprattutto per esperienza diretta, è arrivato alla conclusione che sulla scuola hanno ragione i libertari, i quali sostengono essere tre le cause della sua rovina: l’obbligatorietà, il valore legale del titolo di studio e la statalizzazione. In quella linea di pensiero a suo tempo (ma vedi anche il n° 162) presentai “una piccola raccolta di obiezioni all’obbligo scolastico": gli autorevoli oppositori erano Monaldo Leopardi, Karl Marx, Friedrich Nietzsche, Charles Péguy, Giovanni Papini, José Bergamin, Ivan Illich, Pier Paolo Pasolini. Ebbene, il numero dei refrattari è da aumentare. Mi è recentemente capitato di leggere un testo di Carlo Collodi, dell’ottobre 1877, contro la cosiddetta “Legge Coppino”. Michele Coppino era all’epoca Ministro della Pubblica Istruzione; la legge, approvata dalla Camera il 15 luglio 1877, istituiva l'istruzione obbligatoria nel biennio inferiore della scuola elementare. L’ho trovato delizioso: ve lo offro come strenna natalizia anticipata. In fondo una breve postilla.”