Caminito que el tiempo ha borrado…...
"Don’t cry for me Argentina... "dice da 30 anni un bellissimo brano del Musical Evita a Brodway , rianimato dalla star Madonna in un film di questi tempi.
L’iper-corruzione argentina non è solo un problema etico . E’ un problema pratico giacchè esplode in mezzo al popolo, come avvenuto negli ultimi dieci anni, determinando effetti traumatici: l’iper-disoccupazione e l’iper-insicurezza. Rompendosi il contratto sociale – il Patto Stato/Popolo – si instaura la legge della selva, ovvero il si salvi chi può. La lotta al narco-traffico , il controllo delle frontiere, l’eliminazione dell’ arbitrio nell’ applicazione delle norme sono i presupposti della sicurezza: la corruzione li spappola. Nei servizi pubblici il problema non è discutere se aumentare o diminuire la presenza privata, ma di disporre di oneste capacità gestionali. I partiti non devono entrare nei sindacati che devono occuparsi di specifiche negoziazioni nell’interesse delle condizioni di vita delle parti rappresentate. L’Argentina è il luogo “miracoloso” (al contrario) ove a fronte dell’ onere per previdenza sociale più alto dell’intero continente latino-americano, si riesce a poi coprire il controvalore per indennità di disoccupazione del solo 5 % della forza di lavoro disoccupata. Dovranno in futuro essere dati premi a quei Governi regionali-provinciali-locali che abbasseranno il costo dell’apparato pubblico-politico. Ciò che qui si dice e propone appare ovvio e scontato, eppure è il caso di ricordare la frase di un famoso drammaturgo“ Quanto male stiamo se dobbiamo anche discutere dell’ovvio”.
Un’indagine Gallup, già nel 1996, rivelava che il 58% degli argentini considerava non utile essere onesti per ottenere un risultato. Da un 3% della popolazione che percepiva nel 1989 la corruzione come un problema nazionale, nel 1992 quel 3 % era divenuto un 30% .Siamo oggi nel 2002 e quel 30% sarà radoppiato o più, poiché il tema corruzione ha fatto parte della titolazione quotidiana dei media. Affari non chiari di gruppi dello Stato, contrabbando di armi, privatizzazioni anomale. E’ possibile che una comunità di cittadini a cui è stato negato il diritto di ritirare i propri risparmi dalle banche, specie se in dollari, (solo in questi giorni inizia una calibrata riapertura) accetti serenamente di vedere sulla stampa la notizia di una magistratura alla caccia di fantomatici 358 camion carichi di divisa che nel giro di qualche mese avrebbero preso la strada dell’aeroporto ? E che notizie di ultim’ora informino che tale indagine è sospesa? Ma sono una forma di “corruzione” indiretta pure le alte retribuzioni degli infiniti posti politici e parapolitici esistenti nei tanti livelli di struttura della Federazione. Contemporaneamente, un analista - Luis Barionuevo - conclude la sua indagine meno scientifica, ma più immediata con un :
in questo paese nessuno fa i soldi lavorando;l’importante è avere scorciatoie.
Traduzione: - Fatti amico del giudice (di chi decide), e non dargli di che lamentarsi (favoriscilo). E’ sempre bene avere un tronco d’albero ove potere andare a grattarsi -Hacete amigo del juez,
no le des de que quejarse.
Que siempre es bueno tener,
palenque ande ir a rascarse.
la società civile soffre di una rottura drammatica delle proprie riserve di moralità: dalla decadenza della famiglia ai sistemi di comunicazione di massa portatori di anti-valori etici. In uno studio della Università di Guttingen (1997) l’Argentina figura fra i più esposti alla corruzione dei 52 paesi ivi nominati, non lontano da Colombia, Bolivia e Nigeria.
manca di giustificazione economica, finanziaria ed amministrativa.Un giudizio “leggero” per chi ha contribuito, da amministratore, al formarsi dei 150 miliardi di dollari di debito pubblico . Ma è certo che non ci saranno colpevoli. Il titolare dell’inchiesta, il giudice Ballestrero, pensa di inviare il tutto al Parlamento, almeno per addivenire ad un giudizio politico che costituisca trasparente informazione nei riguardi della storia e degli elettori.
La dimensione del debito Argentino- diceva un responsabile della Goldman Sach -
soprattutto in relazione a quella di altri paesi Emergenti, aumenta la vulnerabilità agli occhi degli investitori esterni. Grazie tante, direi io alle varie Golman Sach per questo elegante modo di descrivere il larvato avvertimento, indubbiamente non percepito in maniera adeguata; resta infatti da capire, aldilà del comprensibile e lecito interesse privato degli investitori per i buoni rendimenti e non proprio al corrente dei bilanci statali altrui, quale ruolo di prudente consulenza abbiano svolto le banche, anche in Italia, nei confronti di tali investitori o loro clienti dal momento che esse hanno messo a loro disposizione quantità enormi e senza limite normativo, di tali titoli di debito (miliardi di Euro) . Nessuna autorità ha sollevato alcun rilievo o ammonimento nel nostro paese alla sopracitata “vulnerabilità” di questi titoli in circolazione.
"Il cammino della crescita non passa dal populismo"avverte Horst Kohler, direttore generale del FMI., aggiungendo che
"per uscire dalla crisi l’Argentina dovrà accettare sacrifici"e, dovendo tenere in giusto conto i riflessi sociali, avverte che
"i sacrifici saranno ripartiti fra gli argentini, i titolari dei crediti e le banche".
"Sono ottimista"aggiunge
"il potenziale dell’Argentina rimane. Nostra colpa è non esser stati severi con il Governo del paese durante gli anni ’90. Il FMI non può produrre il reddito al posto degli argentini; può dare loro assistenza e mezzi perché lo producano".
"Desidero invitare con insistenza i popoli dell’America latina e soprattutto gli argentini a mantenere viva la speranza pur nel mezzo delle attuali difficoltà, ben sapendo che, potendo contare su tante risorse umane e naturali, l’attuale situazione non è irreversibile e può essere superata con la collaborazione di tutti. Per far ciò è necessario porre da parte gli interessi particolari e di partito e promuovere con ogni mezzo legittimo il bene della nazione, attraverso il recupero dei valori morali, il dialogo franco ed aperto…Con questo spirito si tenga presente che l’azione di un politico è innanzitutto servizio alla comunità: servizio nobile, austero e generoso."
"Prima di parlare è necessario non solamente ascoltare la voce del prossimo, ma il suo cuore .Il dialogo sia forma per tessere un’amicizia con chi si dialoga e a chi si intende rendere un servizio".
"la Patria è gravemente malata di infermità morale nei settori economici, politici, culturali e si devono accettare i sacrifici derivanti per il suo recupero. Chi non fosse disposto, si facesse da parte, giacchè è necessario riconoscere i gravi errori commessi ed adottare cambi profondi di mentalità e di comportamento. Nessuno può sentirsi non responsabile della situazione, specie i partiti politici ed i sindacati. Dovrà essere ricostruita la pratica dei valori morali, la cultura del lavoro, la modifica dell’uso dei mezzi dell’informazione, oggi degradante, la riforma della giustizia evitando lo spreco immorale delle pubbliche risorse. La forma del Dialogo dovrà avere i connotati della saggezza e della franchezza, della delicatezza, della fiducia e della prudenza, della pazienza e della perseveranza. Che le Forze politiche si convincano che da subito è necessario che esse acquisiscano, attraverso i singoli loro atti, credibilità e rispetto dal popolo, poiché la crisi è innanzitutto morale".
"Il populismo è un’ideologia estetica"dice Piglia. E tornano alla mente le grandi adunate peroniste nella Plaza de Mayo e chi ne ha colto con sottigliezza l’anima componendo il Don’t cry for me Argentina. In Luis Borges troviamo il gusto per l’elegia della barbarie, il mondo dell’evocazione e della passione ancestrale delle terre latinoamericane...
"Gli scrittori immaginano una realtà in cui non hanno bisogno di vivere, ma su cui hanno potere"E se questo potere influenzasse altri? Il grande scrittore latinoamericano Marcos Vargas Llosa, affrontando da par suo in questi giorni la crisi argentina, avanza la sua certezza: la spiegazione non la si troverà unicamente nella statistica o nella cronaca politica. La vera ragione è dietro tutto questo, è una motivazione recondita, diffusa, che più ha a che vedere con la predisposizione dell’animo che con le dottrine economiche e le lotte partidarie per il potere: è il richiamo all’irrealtà, al miraggio della vita possibile, alla fuga dal concreto verso l’onirico, come appunto la letteratura di Luis Borges o di un altro grande, Biòy Casàres, hanno fatto. E non a caso loro sono argentini. L’aver calato inconsapevolmente queste ambizioni (il populismo, il volontarismo, l’utopia del meglio comunque, in una parola: la promessa) nella vita pratica rifiutandone, pur senza dirlo e forse pensarlo, le “meschine” regole dell’amministrazione, ha prodotto la “tragedia”.
"Si sentiva quel giorno nell’aria la promessa di miracolo delle terre del continente latino americano. La promessa non era definita, non era leggibile perché non fatta, solo bisbigliata da alcuni. Da poeti, da musicisti, dalle terre stesse, fruibile da pochi anche se a tutti annunciata. Era promessa di vita. Una. Differente. Elitaria e popolare assieme: intuibile per spiriti magici, profondi ed analfabeti”."