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Il Covile - N.o 6 (25.9.2001) Bob Green

Questo numero


Un altro intervento sulla drammatica situazione politica tratti dal sito di Bertoldi, importante perché coglie le radici di atteggiamenti diffusi.
 

Doctor subtilis


Caro Liubi
io credo che una qualche distinzione tra Islam e terrorismo islamico debba essere fatta. Chiunque nell'Islam sia sincero credente in Dio, e questa possibilità non può essere esclusa (cfr. www.culturacristiana.net/storia/islam_credente.html ), non può approvare il terrorismo. Vero è che nell'Islam ci sono dei presupposti strutturali, non tanto al terrorismo, quanto all'uso di mezzi coercitivi anche forti, per costringere gli infedeli a convertirsi all'Islam. E più in generale c'è un clima culturale (un Dio concepito come Padrone lontano e dispotico, una assenza del comandamento dell'amore misericordioso, e un rigore estremo nel punire, vedi taglio delle mani ai ladri, pena capitale a chi abbandona l'islam, possibilità di emettere "fatwe" mortali) propizio a sviluppi oggettivamente violenti. Comunque una certa miopia della sinistra esiste, e vari motivi la possono spiegare.

1. Anzitutto il buon vecchio dogma economicista del trisnonno (ritritato e riciclato alle nuove generazioni da un corpo docente ancora in gran parte marxista [vedi problema del pluralismo scolastico: web.tiscalinet.it/actual/scuola]), per cui tutto ciò che non è economico (quindi la cultura, la religione) è solo "sovrastruttura", riflesso insignificante dell'economia. Dunque il fattore religioso è assolutamente insignificante, del tutto inincidente. A nulla è servita la lezione del nazismo, allorché tale forza potè prendere il potere proprio per la miopia della sinistra comunista, che, in base al predetto dogma paneconomicista, equiparava il nazismo e il liberalismo, in quanto entrambi espressione del capitalismo. E per tal motivo rifiutò a lungo, finché fu troppo tardi, di coalizzarsi con altri partiti in funzione antinazista.

2. Ipotizzo anche uno schemino ideologico di questo genere: i deboli (i poveri, gli sfruttati) hanno sempre ragione; i mussulmani sono deboli (/poveri/sfruttati); dunque i mussulmani hanno sempre ragione.
Inutile far notare come entrambe le premesse siano discutibili: la prima, perché la povertà non è un valore in sè, nè garantisce che chi è debole sia sempre nel giusto, per cui la solidarietà ai poveri non significa avvallarne sempre e comunque idee e atti; la seconda perché vi sono paesi arabo-mussulmani tutt'altro che poveri e tutt'altro che sfruttati (semmai sfruttatori: vedi tratta dei negri, fiorente in passato e attuale ancora oggi, ad esempio dal Sudan verso la penisola arabica).

3. Vi è poi, non certo in tutta la sinistra, ma, spero, in una sua parte ridotta, un'altro motivo: non la sottovalutazione della importanza del fattore religioso, nè una malintesa simpatia per l'Islam, non, cioè un motivo "per", bensì un motivo "contro", ossia l'odio al Cristianesimo. Ripeto, non si tratta di tutta la sinistra, nè della sinistra soltanto: l'atteggiamento è trasversale. Certo però oggi come oggi è in quell'area che esso affiora più vistosamente. Si vedano ad esempio le assurde "sparate" di Dario Fo, che non trova modo migliore di difendere l'Islam (come se questo fosse stato attaccato con chissà quale violenza, mentre tutti, da Ciampi a Bush, si affannano nei distinguo più acrobatici) di lanciare calunnioso fango sul Cristianesimo.
Ma odiare Cristo è odiare l'uomo. E infatti c'è un torbido gorgo nichilista, una fascinatio nugacitatis, una attrazione verso il nulla, un'oscura complicità con l'angelo delle tenebre, che tutto vorrebbe distruggere. A Genova ciò è emerso con chiarezza: non verso un positivo, per quanto utopico, ma verso il nulla, la distruzione pura, tendevano in molti. Ora la lotta tra distruzione e costruttività diventa ancora più evidente: non per difendere i poveri, non per costruire un mondo più giusto, ma solo per distruggere, hanno agito quegli uomini, chiamiamoli ancora così, portatori di morte, adoratori non di Dio, ma dell'antidio.

Davvero, la risposta migliore è la preghiera, e la sequela della compagnia umana in cui il Mistero ha rivelato il suo Volto buono di Padre. Misericordiosi con tutti, ma giusti nel difendere la libertà e la dignità dell'uomo.

Doctor subtilis
 

Pura invidia


Ed ora, per una pausa di relax vi consiglio di visitare questa pagina. Mamma mia, che invidia!
http://bobgreen.net/index-it.html

(soprattutto per i vecchi informatici che il Qedit lo ricordano bene...)