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Il Covile - N.o 18 (2.11.2001) La lezione di Clinton

Prima di tutto devo registrare il grande interesse suscitato dal documento, non so come meglio definirlo, di Leonardo. Chiederò a Iacopo, il nostro efficientissimo webmaster, di creare una sezione del sito per raccogliere i materiali di questo tipo.
Più sotto troverete un mio commento e un documento politico preparato da amici fiorentini al quale ho apposto la mia firma.

 

La lezione di Clinton


Tutti ricorderanno le feroci e poco cavalleresche battaglie tra democratici e repubblicani che hanno segnato la fine della presidenza Clinton.
 
La scorsa settimana Bill Clinton era a Roma. Un giornalista, per imbarazzarlo, gli ha chiesto se condivideva in tutto e per tutto le scelte di Bush in merito alla guerra. L'ex presidente ha risposto:
"Innanzitutto in questo momento difficile sono con il mio paese, inoltre il mio dovere è di dare all'attuale presidente sostegno pubblico e consigli privati. Non viceversa!"

Una lezione che tanti clintonani caserecci dovrebbero assimilare, ma forse anche una spiegazione del perché gli americani, attualmente, siano al comando.
 

Amici verdi all'attacco


I Verdi nel centro sinistra per l’alternativa Socialista Liberale e Ambientalista.


La situazione politica internazionale e quella del nostro paese non ci consente di tacere di fronte allo sbandamento che si sta verificando nella coalizione di centro sinistra della quale, come esponenti Verdi, abbiamo deciso da tempo di dare la nostra adesione.
 
La sconfitta elettorale ha come liberato nella sinistra, comportamenti e prese di posizione velleitarie ed estremistiche, che addirittura in qualche situazione (vedi Genova) si sono confuse con quelle antagonistiche e violente di centri sociali e affini: ciò evidenzia contraddizioni profonde all’interno del centro sinistra che necessitano di un deciso confronto chiarificatore. Una sinistra moderna, all’altezza degli inediti problemi dell’umanità, non si costruisce mantenendo ambiguità o complicità verso disegni politici o visioni del mondo semplificatrici, manichee, distruttive.
 
Il passaggio del governo al centro destra è vissuto da molti come una liberazione: questo vale in particolare per il gruppo dirigente dei Verdi ai quali l’assenza dal Governo ha permesso la manifestazione di posizioni estremistiche tenute a freno opportunisticamente fino a pochi mesi fa: adesso si dichiara apertamente che il voto favorevole all’intervento nel Kosovo fu il prezzo da pagare per non perdere posti di governo.
 
La deriva estremistica che dopo i fatti di Genova e gli attentati di Nev York ha coinvolto i Verdi, richiamati dalla sirena del massimalismo e del pacifismo antiamericano, crea enormi danni e impedisce la costruzione di una alternativa credibile e seria all’attuale governo.
 
Una alternanza di governo non sarà possibile se la coalizione di centro sinistra continua ad essere rappresentata da soggetti che non intendono fare i conti con la realtà, che non si pongono nell’ottica di conquistare, pur con un legittimo pluralismo d’accentuazioni, la maggioranza degli italiani: una alternanza di governo che si deve caratterizzare per un riformismo di socialismo liberale e ambientalista, dentro il quadro delle democrazie occidentali.
 
In questo senso noi auspichiamo che nel partito dei DS, sulle cui spalle ricadono le maggiori responsabilità per un orientamento di socialismo moderno, avvenga un chiarimento e una scelta definitiva.
 
Siamo convinti che una chiara scelta di campo dei DS aiuterebbe anche la Margherita e, pensiamo, anche larga parte del mondo ambientalista, a trovare la strada della coesione e dell’unità e soprattutto dell’umiltà nella riconquista di consensi che tanto estremismo massimalista ci hanno fatto perdere.
 
Da parte nostra stiamo sviluppando, all’interno dei Verdi, il nostro impegno congressuale per contrastare l’attuale deriva del gruppo dirigente massimalista e opportunista convinti che le condizioni internazionali, le nuove sofferenze e pericoli per l’umanità, non consentano più di sfruttare parassitariamente spazi di ambiguità ai margini della coalizione. La guerra, la sconfitta elettorale e la vittoria del centro destra, ma soprattutto gli interessi del nostro paese impongono al centro sinistra scelte chiare e chiara collocazione per la costruzione di una alternativa riformista.
 
Hanno fino ad ora aderito
 
Vincenzo Bugliani, Alfredo Barbetti, Andrea Borselli, Stefano Borselli, Alberto Cappelletti, Massimo Corsi, Domenico Nastasi, Leonardo Tirabassi.