Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 23 (14.11.2001) Intervengono Claudio Marcello Rossi e Augustin Cochin

Questo numero


Nel numero scorso, con facile antiveggenza, avevo presentato il commento di Riccardo Zucconi come l'inizio di una partecipazione. Ed ecco che Riccardo subito si è fatto vivo per far entrare nel convivio Claudio Marcello Rossi, amico di passeggiate sulle assolate pendici del monte Argentario.

" Caro Stefano
ti invio una nota di Claudio Marcello a cui avevo mandato separatamente a Roma il mio intervento. Mi sembra interessante e Claudio sarebbe felice di essere incluso nella Newsletter, così allarghiamo il nostro giro alla capitale.
Ciao Riccardo ".
Anche a me pare interessante, la trovate più sotto.

Iacopo Cricelli, il nostro grande webmaster, ricorda a me e a tutti che sarebbe grata una autopresentazione. Mi sembra molto giusto. Inviatemele! Questa è una minaccia, altrimenti prima o poi sarò costretto a confezionarle io.
 

Parole chiave: la claque


Qualche giorno fa, in TV, a Porta a Porta, Gavino Angius, convinto di aver ancora il potere di farlo (gli Dei fanno impazzire coloro che vogliono perdere) ha proclamato Tabucchi uno dei più grandi scrittori del mondo.
Questi signori per anni hanno potuto rilasciare tali patenti, fino a riempire le antologie scolastiche di autori che già tutti stanno dimenticando, ma ora, per fortuna, è finita. Viene a proposito la fondamentale definizione di Cochin del termine claque.
"… la conquista dell'opinione pubblica da parte degli ideologi. A questo scopo l'ideologia ha a disposizione qualcosa di più dei mezzi ordinari della propaganda, gli argomenti e i predicatori. È in grado, grazie all'unione senza maestri né dogmi delle varie associazioni, di mettere in moto un'opinione falsa, più appassionata, più unanime, più universale di quella vera. Il pubblico conclude che è dunque quella vera. Ed è attraverso l'addestramento e l'intesa della claque (neanche, come nel caso della demagogia, con il brillio degli scenari e il gioco degli attori) che si fa trionfare una cattiva commedia. La claque, il personale delle associazioni, è così ben addestrata che diventa sincera, così ben disseminata nella sala da ignorare se stessa mentre ognuno degli spettatori la scambia per il pubblico. Essa imita l'ampiezza e l'unità di un grande movimento di opinione, pur senza perdere la coesione e la guida della cabala.
 
In effetti non esistono argomenti né seduzioni che agiscano sull'opinione con altrettanta potenza di questo fantasma dell'opinione. Ognuno si sottomette a ciò che crede approvato da tutti, l'opinione segue docilmente la sua contraffazione, e dalla illusione nasce la realtà. È così che senza talento, senza rischi, senza intrighi pericolosi e grossolani, in virtù soltanto della propria unione, la Piccola Città fa parlare a piacimento l'opinione della grande, decide delle reputazioni e fa applaudire, se sono suoi, i noiosi autori e i libri cattivi. E senza farsi nessuno scrupolo."
 
Augustin Cochin
Lo spirito del giacobinismo, p. 54

CLAUDIO MARCELLO ROSSI


Caro Riccardo, ho letto la tua ultima nota. La preveggenza di Cuore di Carta (solo rimandata, dici tu...), l'insostenibilità del modello di sviluppo occidentale ed altro.
 
I tuoi pensieri meritano ben più che una risposta di una riga. Ma sto lavorando finanza-on line e non voglio, comunque, non dirti subito qualcosa.
 
Ecco, ciò che sembra non-sostenibile oggi, e direi, verosimile, è il risultato "a quantità" della formula attuale dove i fattori sono quelli attuali e già conosciuti: e se la scienza ne cambiasse uno o due - di quelli "buoni" - del tipo (invento)energia da fissione dell'acqua, biogenetica spinta e sana, etc il modello potrebbe rimanere lo stesso , ma i fattori produrrebbero un risultato felice.
 
Mi sembra piuttosto che, in questo momento di forte accelerazione del tutto, si vanno creando forbici enormi fra:
 
- scienza in laboratorio e prodotti - processi in uso;
 
- scienza ed ideologie (sempre in ritardo, quest'ultime);
 
- scienza e legislazione umana ( hai ragione.....)
 
- filosofia del "sano" (legato alla conservazione) ed esigenza del "nuovo" (legato ad una ragionevole prezzo per un ragionevole rapporto rischio/beneficio). Bisogna ricordarsi che negli ultimi cento anni, fa-vo-lo-si per il progresso, si è passati da 40 anni di vita media a 80, affrontando, sbagliando, cadendo su tutti gli sbagli della scienza;
 
- progresso complessivo e opposizione mentale (politica, delle masse, ecc.) a pagarne il biglietto d'ingresso.
 
Capisco che le masse non possono aspettare i pur certi e buoni risultati di questo cammino, per l'urgenza data dal corto periodo di vita. E' dei politici gestire l'informazione, la socialità, in una parola "il possibile" per rendere sufficientemente equilibrati i sistemi. E' altresì ovvio che il mondo naturale è una costante evoluzione nel cui ambito si muove l'uomo cercando la sua felicità ( fra scrittori ci si può giustificare: rileggi la lettera di Gabriel in Morro Um); cercandola si imbatte in tutte quelle formule universali che lo fanno cadere, rialzarsi, fare dieci passi avanti, otto indietro, squilibrare il suo assetto sociale di fronte alla scoperta scientifica e così via.
 
E' così. Per intanto auguriamoci di trovare nella particella dell'acqua qualcosa in più di quanto serve alla sola sete. Basterebbe una sciocchezza del genere e non avremmo spazio mentale, tanto saremmo pieni di stravolgimenti e riordino del tutto, per ricordare sceicchi, barbe, burca, sabbie, sindacati, letteratura, impianti, filosofie, i buoni ed i cattivi di oggi. (quali sarebbero quelli di domani se l'energia non fosse un bene prezioso ?
 
I'm coming back to my on-line problems.
 
Claudio Marcello