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Il Covile - N.o 38 (7.1.2002) L'Euro e Dersu Uzala - Il Manifesto di CMR

Questo numero


Mentre vi tengo col fiato sospeso col tormentone sul Gattopardo, ne approfitto per far circolare questa mia riflessione sul cambio di moneta.
Trovate inoltre il buon auspicio di Claudio Marcello. Vale veramente la pena di pubblicarlo anche perché Claudio si è adoperato per i più sfortunati non solo con le parole, che pure servono, come scrive. Prima o poi ne saprete di più.
Ultima novità: il vulcanico Omar ha fatto un "esercizio di lettura" sul nostro grande Gomez Dàvila, ne trovate i risultati, freschi freschi, (abbiamo valutato insieme che il mio tasso di accordo è di circa il 65%) nel suo sito:
http://it.geocities.com/omar_wisyam/1028nott.html
 

L'euro e Dersu Uzala


A Firenze "durante l'alluvione" non significa solo "durante l'allagamento del 1966", ma anche tutto il periodo, eccezionale, della prima riparazione dei danni. E' stato quello per me un tempo indimenticabile, perché mi ha fatto sentire l'unita sociale, lo spirito comunitario che si crea durante una grave difficoltà, e insieme l'allentamento, a volte il crollo, di quelle barriere sociali di cui ho sempre avuto il senso così vivo essendomi trovato, per nascita, dalla parte degli infelici molti.
 
Come tanti altri giovani che condivisero quei momenti, pensai che l'utopia del comunismo avrebbe permesso di renderli permanenti; ma questa è un'altra storia. Rimane comunque la testimonianza, per esperienza diretta, di come ad ogni ritorno del carattere avverso della natura, ad ogni crisi delle certezze tecnologiche, si accompagni, in contraccambio, questo ritorno al senso della comunità.
 
Era l'auspicio del Leopardi della Ginestra ed anche il tema del bellissimo film Dersu Uzala di Akira Kurosawa .
 
In anni meno remoti, nel 1990, registrai nuovamente il fenomeno, allorché noi fumatori, lo ero accanitamente allora, ci trovammo senza sigarette (si trattava di difficoltà tecnico - economiche che non è qui il caso di raccontare). Si videro allora prodigarsi madri, mogli, mariti, figli ed anche amici per reperire sul mercato nero, in modo fortunoso o addirittura all'estero, qualche pacchetto per gli astinenti. Erano gesti di pietas e di solidarietà che non saranno dimenticati.
 
Ho visto, in tono minore, qualcosa del genere anche in questi giorni, per la noiosa faccenda del passaggio all'Euro. La gente che fa fronte comune, "mi aiuti a fare il conto" che si rende disponibile e si aiuta di fronte ad una difficoltà, vista come "naturale", oggettiva, che colpisce tutti.
 
Forse è solo un'impressione mia, ma è qualcosa che ho assaporato, come un antico profumo.
 

Un augurio da Claudio Marcello


Una buona, concreta azione vale più di milioni di parole. Ciò nonostante le parole si usano, si debbono usare; sono - si sa - anch'esse "azioni" dell'uomo. Dal Papa a Leopardi, da Freud alla Costituzione di uno Stato civile, le parole sono tutto, anch'esse essendo concretezza del manifestarsi.
 
In occasione del 75° Anniversario del Rotary di Roma, all'inizio del III Millennio, chiesi ed ottenni che da tanti punti della Terra giungessero a Roma pensieri, detti , citazioni di uomini che nei loro paesi erano stati insigni e luce e orgoglio. E le cui parole fossero state un invito, un inno a riconoscere l'ambizione dell'Uomo al Bene come obiettivo primo, seppur nascosto, dell'esistere.
 
Di questo materiale letterario (citazioni & pensieri) ne è stato fatto un e mi sono trovato una sera ad illustrarlo a Roma, in mezzo a mille persone, al Presidente Internazionale del Rotary, leggendo sopratutto il MANIFESTO, anima e simbolo dell'auspicio che ogni giorno tutti, vorremmo così pensare, ci facciamo e rivolgiamo a chi ci seguirà. L'evento ebbe forte risonanza e consenso.
 
Ecco: se in questo tempo in cui tante voci si levano - giocoforza anche con retorica - auspicando pace e bene, tu vedessi utile o valido questo MANIFESTO per un suo uso nella NL, te ne allego il testo, anche nella versione inglese (che ha avuto maggior diffusione, dato il contesto internazionale dei destinatari).
 
Claudio Marcello
 

Manifesto


 
Un secolo si apre, il primo del Terzo Millennio dell’era cristiana.
 
Altri secoli, altri millenni, tanti, sono già passati da quando l’uomo si è manifestato nel mondo
 
con l’esistenza della propria sua vita, della sua ragione, della sua coscienza.
 
E’ cresciuto nella capacità espressiva, ha parlato, ha inciso, ha scritto, ha lasciato ai posteri
 
una infinità di messaggi.
 
Da ogni luogo, dal credo di ogni religione, dal sofferto vuoto della ragione umana insoddisfatta ,
 
da ogni razza e cultura, finanche dalle leggi generali con cui gli Stati hanno inteso regolare la convivenza umana, sempre si è levato nel tempo il coro fondo e continuo dell’anelito dell’uomo al bene.
 
Questi l’ha segnato su pareti di pietra, l’ha inciso su lamine d’oro e di creta, l’ha scritto su pergamene e su libri, l’ha stampato nelle Costituzioni degli Stati, l’ha mormorato attraverso il pensiero
 
dei suoi scienziati, artisti, filosofi, santi ed umili fratelli.
 
Le parole dette sull’anelito al bene e al giusto, sono infinite, come gli scritti.
 
Alcune, quelle che ricordiamo, che ci sembrano le più belle,
 
che provano che l’Uomo ha sempre voluto, sognato, esaltato la fratellanza e l’amore ,
 
noi vogliamo per una volta ancora raccoglierle agli angoli della Terra e porgerle ai nostri figli,
 
ai nostri fratelli sconosciuti del domani, quale piccolo simbolo di eredità di ciò che l’uomo,
 
nonostante guerre e tragedie,
 
ha inteso portare avanti nel tempo,
 
bandiera della sua specie.
 
Claudio Marcello Rossi
Rotary Club di Roma
 

Manifesto


A new Century begins, the first of the Third Millennium, of the Christian Era.
 
Other centuries, other millennia, many have already passed since Man manifested himself in the world
 
through the existence of his life, his power of reason, his conscience.
 
He has grown in his ability to express himself, he has spoken, engraved, written, he has left posterity
 
a multitude of messages.
 
From every place, from the creed of any religion, from the suffering void of unsatisfied reason, from every race and culture, even from the laws with which the States have tried to regulate human cohabitation,
 
always the deep and continuos chorus of the Man’s yearning for good has been heard.
 
He carved it upon walls of stone, inscribed it on gold foil and on clay, he has written it on parchment
 
and in books, he has printed it in the Constitution of the States, he murmured it through the thought of scientists, artists, philosophers, saints and humble brethren.
 
The words spoken in yearning of goodness an justice are infinite, as indeed the writings.
 
Some, those we remember, which seem to us to be the most beautiful, which prove that every man has always wanted, dreamed, exalted fraternity and love, those we wish one more to collect at the four corners of the world
 
and offer to our children, to the unknown brethren of tomorrow,
 
as a small symbol of the inheritance which Man, despite wars and tragedies, has intended carrying on in time, emblem of his species.