Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 56 (13.3.2002) Nuisances - Pancho, Moretti e i girotondi

IL RITORNO DI OMAR E UN MIO FLASH


"uscire, spiritualmente o fisicamente, dal mondo chiuso della vita industriale per raggiungere al di fuori il mondo sensibile, per quanto malandato esso sia"

 
Giusto qualche giorno fa l'indefettibile Iacopo Cricelli mi chiedeva che fine avesse fatto Omar. In realtà avevo ricevuto da tempo un notevole brano che propone alla nostra lettura. L'area di provenienza, e la terminologia, è ancora quella wisyamiana (Debord-Camatte-Cesarano…), ma il tono è più lieve e si apre impercettibilmente alla speranza: mi ha fatto pensare a Giannozzo Pucci.
Caro Stefano, ti segnalo una pagina del mio sito che presenta la citazione di un brano - è la conclusione - di un libro dell'Encyclopédie des nuisances.
http://www.geocities.com/omar_wisyam/omar.html

Ciao, Omar


P.S. I situazionisti ecologici di Encyclopédie des nuisances sono apparsi nella Bollati Boringhieri. Il titolo: Osservazioni sull'agricoltura geneticamente modificata, lire 24.000.

 

Una tesi sui girotondi


Una sola osservazione sul movimento dei professori e dei registi che tanto fa parlare di sé in questi giorni. A mio avviso, esso non rappresnta una critica da sinistra a DS, come può sembrare di primo acchito, ma la prima espressione di un fatto di enorme rilevanza e di tutt'altro segno: la fine della più che cinquantennale egemonia del PCI-PDS-DS sul ceto intellettuale italiano.
In seguito, raffreddandosi la situazione, Benigni già lo ha anticipato, vedrete come tutti questi ragazzi di buona famiglia (che in fondo sognano un berlusconismo senza Berlusconi) rifluiranno su posizione moderate: il loro destino è Rutelli, non Bertinotti.
Dixit
 

Compendio delle nocività del pensiero ad uso dei giovani tecnocrati (di Omar Wisyam)


Dei numerosi eredi, considerati teoricamente, dell'I.S., l'Encyclopédie des nuisances è stato il gruppo più originale e il più autonomo, secondo Omar Wisyam. Se la nascita di una nuova fisiocrazia ecologista non era probabilmente nei loro obiettivi, invece hanno dovuto ammettere che la vera rivoluzione, quella del capitale, ha lasciato nelle mani della critica il compito di redigere l'epitaffio di una forma di civiltà.
"La realizzazione di questo programma di rimaneggiamento genetico della natura e dell'umanità presupporrebbe una società stabile e prospera durante il lungo periodo della sua applicazione; ma una simile società, equilibrata, regolare e realmente preoccupata della salute della popolazione, della gestione razionale delle risorse ecc. non si lancerebbe certo in una simile avventura: non ne avrebbe alcun bisogno. È proprio perché non è così, perché essa non sa nemmeno quel che le riservano, tra meno di un anno, i sistemi automatizzati a cui ha affidato la propria sorte, o le perturbazioni climatiche che ha generato, che la società mondiale si rifugia in questi sogni a occhi aperti, in cui vede la sua ricerca scientifica risolvere magicamente tutte le contraddizioni in cui essa si disgrega.
Questa società non è stabile, non è prospera, e il suo orizzonte temporale non va altre la prossima recessione economica e i suoi crolli sociali, i prossimi colpi distruttivi inflitti alle sue infrastrutture dagli eccessi meteorologici la cui semplice riparazione assorbirà una parte sempre maggiore della ricchezza disponibile, costringendo la società a riconsiderare, tra molte altre cose e anche nelle sue zone più prospere, i bilanci della sanità pubblica e il finanziamento di queste ricerche. Forse le biotecnologie della vita aumentata diventeranno il segreto condiviso degli alti dirigenti che gestiscono il dominio, trincerati dietro i loro sistemi di sicurezza e i loro servizi di protezione.
Agli altri, cioè noi, a coloro che vorrebbero non regredire allo stato di semplici creature del regno economico, o che desiderano tirarsi fuori da questa incoscienza infelice e rientrare in possesso di se stessi (sia per il gusto di una vita meno sciatta e meno indecente, sia per il pregiudizio, dovuto ad amor proprio, di considerarsi come gli eredi della storia universale e di rifiutare di derogarvi più a lungo), non resta che uscire, spiritualmente o fisicamente, dal mondo chiuso della vita industriale per raggiungere al di fuori il mondo sensibile, per quanto malandato esso sia. Non resta che liberarsi da questa umiliante promiscuità dandosi all'ascesi barbara che Adorno raccomanda contro la cultura di massa e la sua falsa ricchezza, i suoi divertimenti e i suoi apparati della vita facile, quando si volesse ritrovare quel che c'era prima di questa barbarie; o andare a coltivare il proprio orto, lontano dal baccano e dall'affaccendamento isterico delle megalopoli, tranquillamente, come se si appartenesse a una classe oziosa, con l'eternità davanti a sé.
Νovalis si stupiva che si volessero imporre i diritti dell'uomo: - Pochi uomini sono uomini, per cui è molto fuor di proposito stabilire i diritti dell'uomo come se esistessero realmente. - E concludeva, con buon senso: - Siate uomini e i diritti dell'uomo vi cadranno in grembo da sé. - Oggi potremmo aggiungere: siamo uomini e, almeno, saremo stati uomini. E' la premessa di tutto".
Encyclopédie des nuisances.