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Il Covile - N.o 60 (8.4.2002) Iacopo difende Internet

IL DIBATTITO SI ACCENDE


Come sempre la precedenza è per gli amici: Iacopo Cricelli non è del tutto d'accordo con le tesi di Clifford Stoll, che ho presentato nel numero scorso, e mi ha scritto. Più sotto trovate anche, e mi vengono alla mente Claudio Marcello e Riccardo, notizie fresche dall'effervescente mondo latino-americano.
 

IACOPO CRICELLI DIFENDE INTERNET


Ciao Stefano
mi permetto di dissentire, relativamente alla natura dell'ipertesto ed alla sua scarsa utilità nel mondo scolastico, con la tesi del professore che citi,. Tutte le sue tesi su Internet non tengono conto della potenzialità dello strumento, strumento, bada bene. Non fine. Strumento come può essere una lingua straniera e come tale, l'uso che se ne fa, dipende dalla quantità e qualità dei neuroni che ci ritroviamo nella nostra zucca.
Perciò, come conoscere 10 lingue e non avere nulla da dire, così posso immaginare l'idea distorta di saper utilizzare Internet ma non aver nulla da comunicare e/o farlo in modo sbagliato. L'utilizzo dell'ipertesto è legato all'intelligenza delle cose da esprimere e da comunicare e non deve far riferimento alla natura ipermediale dello stesso, in quanto oggettivamente qualità superpositiva.
Ricordo con grande entusiasmo le parole che Francesco Carlà, autore di alcuni libri sulla comunicazione, la finanza e Internet, e autore di una famosa newsletter finanziaria (150.000 iscritti) che scriveva in un suo libro:
 
Un sogno, Internet, l' AspiraNet
- Internet che ammazza l'inquinamento perché uccide le aziende che lo producono. Moriranno perché fanno cose che non servono più. Nessuno le compra. Nessuno le produce. Fine.
- Internet che uccide la burocrazia. Essere efficienti è così facile con la Rete che ci riusciranno perfino negli uffici. E se non ci riusciranno poco male: ne faremo a meno lo stesso.
- Internet che azzera la carta, tiene tutto in Rete, salva gli alberi. Chi ha bisogno di possedere la conoscenza quando può averla in due memorie: la sua cultura e quella on line.
- Internet che ci rende ubiqui, un po' onniscienti, velocissimi. Moltiplica le idee, le fa viaggiare veloci e gratis. Azzera i vantaggi consolidati, annulla le rendite di posizione.
In piedi, seduti e sdraiati: Internet dappertutto. Siamo tutti svegli. E Internet esiste sul serio.

 
Penso alle scuole che ho frequentato, all'utilità che avrei potuto trarre da un insegnamento serio dell'informatica come materia e da un utilizzo dell'informatica come supporto didattico alle altre materie. E penso al detto: ciò che leggi ricordi, ciò che ascolti dimentichi, ciò che fai lo impari/apprendi. L' e-learning potrà e dovrà essere questo.
Ciao
Iacopo
 

DERSU UZALA A BUENOS AIRES


Nel numero 38 dello scorso gennaio feci un accenno allo spirito comunitario che si crea nei momenti didifficoltà. Pare che al proposito nella tormentata Argentina stiano accedendo cose molto interessanti. C'è chi ritorna a teorizzare i consigli operai: il saggio amico Omar Wisyam è intervenuto per temperare troppo facili entusiasmi. Ne dà notizia nella sua trentunesima notte, vi invito proprio a leggerla.
http://it.geocities.com/omar_wisyam/1031nott.html