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Il Covile - N.o 66 (9.5.2002) Claude Rochet e l'ultimo uomo

Questo numero


Prima di tutto segnalo agli interessati l'utile intervento che Leonardo Tirabassi aveva preparato per il Convegno Flessibili ma tutelati, le proposte dei riformisti per un mercato del lavoro più equo ed efficiente organizzato giorni fa dai riformisti DS fiorentini.

DALLA FRANCIA


Più sotto trovate del materiale sul tema dell'ultimo uomo, tratto da un sito francese, che avevo preparato da tempo. L'autore è lo studioso Claude Rochet, Rochet ha fatto parte del comitato di esperti che ha redatto il programma presidenziale di Jean-Pierre Chevènement, (l'ex ministro socialista ora su posizioni antiglobal), per la parte scuola, lavoro, economia. La lettura viene attualizzata dalle recenti vicende elettorali francesi. Ci fa anche capire che quando le minoranze, nella rivendicazione dei loro giusti diritti, si estremizzano calpestando, senza vero motivo ma solo per furore ideologico, i sentimenti della maggioranza a rimetterci è tutta la comunità.

U.U.


Continua, come promesso, il nostro interesse per il tema dell'Ultimo Uomo. Questa volta, grazie alla preziosa collaborazione dell'amica Antonella Bausi che ce lo ha tradotto, presento un testo dello studioso francese Claude Rochet, elaborato qualche anno fa in occasione del dibattito sui PACS (vedi minischeda). Si tratta di questioni che troppi preferiscono evitare, non noi, maestro il grande Ortega y Gasset:
"A a che pro scrivere, se la fin troppo facile azione di spingere una penna su un foglio non è resa rischiosa come una corrida e se non si affrontano argomenti che siano insieme pericolosi, agili e bicorni?"
Saggi sull'amore - citato in James Hillman, Re-visione della psicologia, Adelphi, p.14.

Aggiungo, ce ne dovrebbe essere bisogno? che non ho niente contro gli omosessuali. Ho sempre avuto, ed ho tuttora, amici omosessuali; ma proprio perché i miei amici li stimo, so che sono in grado di capire che una obiezione a scelte compiute da una lobby non si traduce in attacchi alle persone. D'altra parte la lobby omosessuale esiste e, come tutte le altre non è al di sopra di ogni possibile critica.
 

MINISCHEDA NECESSARIA


In Francia, nell'ottobre 1999, il PACS, alias "Patto civile di solidarietà", è divenuto ufficialmente legge dello Stato: è stato istituito uno statuto specifico alle coppie non sposate, omosessuali o eterosessuali, corredato da norme che prevedono vantaggi di tipo fiscale e sociale. Possono usufruire del PACS le coppie adulte (ne sono esclusi i minori e i maggiorenni sotto tutela), omosessuali e non, "che desiderano organizzare una vita in comune". Ne sono esclusi anche, (a sancire che non si tratta di qualcosa di puramente civile, ma che si sottintende un'unione sessuale) i consanguinei. Va aggiunto che il PACS (moderni, ma non troppo…) è rigorosamente monogamico.
per una bibliografia sui PACS vedi: http://perso.respublica.fr/pacs/pacs/bibliopacs.htm
 

L’HOMO PACSEN OVVERO L’ULTIMO UOMO

"La piazza pubblica è piena di chiassosi buffoni, ed il popolo si vanta di questi grandi uomini! Essi sono per lui i maestri del momento" (*)

A causa di quale fenomeno la nostra intellighenzia ha visto un progresso della società nel prelievo fiscale da sei miliardi sulle famiglie per finanziare la messa in opera del PACS?
 
La lettura di Nietzsche è un aiuto prezioso per comprendere il fascino che ha la distruzione. Nietzsche vedeva nell’Ultimo Uomo - delineato in Così parlò Zaratustra – l’avvenire del nostro secolo, quello del nichilismo passivo di massa. Con la "morte di Dio", l’Ultimo Uomo è libero da ogni sentimento del sacro, e si consacra ad un piacere che si perde nell’istante. Il suo ideale si riassume in tre parole: salute, uguaglianza e comfort.
 

SALUTE: l’Ultimo Uomo non sopporta la malattia

"Si hanno i propri piccoli piaceri per il giorno ed i propri piccoli piaceri per la notte" (*)

La malattia diventa inaccettabile, soprattutto se può rappresentare il risultato di un rischio che si è voluto correre. Le lobby omosessuali hanno inventato la manifestazione contro la malattia (AIDS), rinviandone l’esclusiva responsabilità sullo Stato. (…)
 
Le politiche sanitarie non devono avere altro obiettivo che quello di poter garantire un godimento tranquillo dentro una totale irresponsabilità. Tuttavia altri paesi, come la Svezia, hanno preso delle vie esattamente opposte.
 

UGUAGLIANZA: i diritti non definiscono dei futuri possibili, ma delle rendite


"Non si diventa più ne poveri ne ricchi, sono delle cose troppo penose" (*)

I diritti dell’uomo e del cittadino furono un ponte fra il diritto naturale e quello positivo, garantendo a ogni cittadino la possibilità di intraprendere i suoi progetti entro le basi dei principi fondamentali. È un’uguaglianza delle possibilità, non delle situazioni. Di più, questi principi si combinano fra di loro e la democrazia è l’arte di realizzare l’equilibrio giusto al momento buono. Così il diritto alla libertà ed alla libera circolazione può entrare in conflitto con il diritto alla sicurezza. La democrazia è un progetto che si configura nel suo divenire, non è uno stato fisso. Ciò è troppo per i nostri piccoli signori affascinati da un ideale dell’ "uomo medio" vivente nella serenità del pensiero unico. (…)
 

COMFORT: non assumersi dei rischi, vivere nella sua piccola comunità protetta, al riparo da tutte le interrogazioni, ecco l’ideale dell’Ultimo Uomo:

"Un po’ di veleno qui, un po’ di veleno là; ciò dona dei sogni gradevoli. E molto veleno infine per morire piacevolmente"(*)

La rivendicazione della liberazione della tossicomania segue da vicino il PACS, così come l’aspirazione alla civilizzazione comunitaria contro la civilizzazione integrata: "il popolo còrso", "la comunità omosessuale", ogni comunità che provveda a sfoggiare i propri valori, diviene solo per questo degna di rispetto, a spese dello stato unitario designato come "fascista".
 
Relativismo, nichilismo, comunitarismo, culto delle "fini" (fine della storia, della nazione, della famiglia), tali sono le componenti dell’ideologia attuale. Arrivata dagli Stati Uniti – che iniziano, loro, a ripensarci - degli anni 80, essa è l’archetipo dell’ideologia reazionaria che nega il progresso, la libertà della ragione umana, la fiducia nell’uomo. La visione profetica di Nietzsche, all’inizio del secolo era, nel suo pessimismo, assai ottimista! Il nostro Ultimo Uomo supera le previsioni!
 
Jacqueline Russ nel suo avvincente libro sul nichilismo (**), riassume benissimo l’ideale di vita sottinteso dal PACS.
"Essere definitivamente piccolo, razza agognante il comfort, soddisfatta di vedere farsi da parte tutte le esigenze, tutte le norme trascendenti, convinta che Dio è morto e che si burla di questa morte (…) l’ultimo uomo non può che rallegrarsi del decesso di un Dio che gli impediva di dormire tra due guanciali. Perché Dio è un padrone esigente, portatore di una legge e di un imperativo. Un imperativo? L’ultimo uomo non vuol conoscerne che uno solo: fuggire l’angoscia e divertirsi".

 

La strategia


Il fatto nuovo con il PACS è che il nichilismo abbandona i circoli mondani e il dominio della vita privata per approdare alla Legge. Ancor di più, il PACS ha preteso di imporsi senza dibattito, qualificando immediatamente tutto ciò che gli è contrario come "fascista".
È il coronamento di una strategia di conquista del potere in tre mosse:
 

Ottenere il massimo dallo stato assistenziale:


lo Stato deve poter rispondere a tutti e senza fine, essere responsabile di tutto ed assicurare una discolpa totale dell’individuo. Il cammino inverso da quello percorso dall’illuminismo in poi è così chiuso: Kant definiva l’illuminismo come l’emancipazione da uno stato tutelare auto–imposto per assenza di conoscenze. L’irresponsabilità ed il rifiuto di tutte le norme strutturanti erette a dogma, dopo aver immerso le nostre periferie in uno stato di violenza e di non–diritto, inducono l’individuo a scaricarsi da tutte le decisioni sulla sua esistenza per rimettersi allo Stato, che trascura la sua missione regale per intervenire nella sfera della vita e dell’iniziativa privata.
 

Promuovere la democrazia mediatica:

"Un’opinione pubblica versatile, chiassosa e assordante, non si sostituisce alla volontà legislatrice del popolo sovrano?"

Non si discute più, si vocifera. La sinistra ha costruito la strategia del "Fronte Nazionale" che funziona a meraviglia: chiunque si oppone si vede etichettato "Fronte Nazionale". Sottomettersi o essere "Fronte Nazionale": alternativa sicuramente lontana da dispiacere al detto "Fronte", poiché è la sola organizzazione che prospera in questo modo.
 
Quando c’è un dibattito, questo è sempre presentato in maniera binaria: si costituiscono dei blocchi: "i partigiani del PACS" contro i "cattolici integralisti".
 
Le platee televisive non radunano che dei "per" e dei "contro" caricati per affrontarsi davanti ad un pubblico che vocifera ed insulta. Vietato pensare, i buffoni si divertono!
 
La democrazia mediatica non è che messa in scena, i giochi circensi di un popolo che rinunzia a pensare. Il fenomeno, generalizzato a tutte le forme di deliberazione politica, è solo ancor più urlante a proposito dei PACS, tenuto conto della sovrarappresentazione degli omosessuali nel mondo dei media.
 

Il rifiuto di perpetuare la specie:


l’Ultimo Uomo protegge innanzitutto il suo piccolo lavoro e la sua piccola salute. Vuole la sicurezza, le sue rendite. Dal momento che un paese arriva ad emanciparsi della necessità, la sua natalità si abbassa. È una cosa molto buona quando ciò significava schiavitù della donna e abbandono o schiavitù dell’infanzia. È una catastrofe quando la denatalità raggiunge i tassi attuali. La Francia è oggi il paese dove si fanno ancora più bambini, insieme all’Irlanda. È dunque urgente alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle classi medio–superiore, quelle precisamente che fanno più bambini ed hanno il tempo ed il modo di educarli.
 
Attraverso la rivendicazione di uguaglianza delle coppie omosex ed eterosex, è il diritto dello Stato di praticare una politica di discriminazione positiva nei confronti delle famiglie per assicurare la riproduzione della società che si vuole colpire.
 
Il PACS s’insinua in tutti i bric à brac malthusiani ed hegeliani delle élite attuali. Nel nome del modernismo si è messo in disuso il piegarsi a degli "imperativi" che sono l’evoluzione dei costumi e dell’economia. Si spara a vista su tutto ciò che vive e cresce: il lavoro con le 35 ore, la famiglia con il PACS, la Nazione con l’Euro. La parola d’ordine sembra essere diventata "Mettere il nulla là dove c’è qualche cosa".
 
Ma Nietzsche ci ha insegnato altrimenti: il passaggio per il nulla - l’assurdo di Camus – deve essere l’occasione per ricreare un senso. Che dal nichilismo attuale sorga dunque una rifondazione della democrazia.
 
Salomon Couderc (***)
 
Fonte: http://perso.respublica.fr/pacs/pacs/HOMOPAC.htm
 

NOTE


 
(*) Friedrich Nietzsche, Così parlò Zaratustra.
 
(**) Jacqueline Russ, Le tragique createur, qui a peur du nihilisme, editore Armand Colin
 
(***) pseudonimo di Claude Rochet. Le sue interessanti pagine personali a:
http://perso.wanadoo.fr/claude.rochet/index.html