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Il Covile - N.o 82 (18.9.2002) Claudio Marcello commenta la lettera di Roberto

Questo numero


1) Era attesa una prima risposta alla lettera di Roberto Silvi ed alla sua richiesta di confronto; inizia, da par suo, Claudio Marcello Rossi. Non entro ancora nel merito perché ho intenzione di tornare sull’argomento.
 
2) Merita veramente una segnalazione la recensione di Massimo Introvigne (chiarissimo come sempre) al libro di Rohan Gunaratna, Inside Al Qaeda. Global Network of Terror, "Dentro al-Qa’ida. Una rete globale del terrore".
"Rohan Gunaratna, docente presso la University of St. Andrew’s, in Scozia, [è] considerato uno dei maggiori studiosi del terrorismo internazionale (…) consulente di diversi governi e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha avuto accesso a un gran numero di fascicoli riservati che riguardano al-Qa’ida, partecipando anche personalmente all’interrogatorio di membri dell’organizzazione detenuti in vari paesi, prima e dopo l’11 settembre 2001"

L’ho trovata di grandissimo interesse, visti i tempi. E’ disponibile in rete a
http://www.agonet.it/cristianita/indici/articoli/introvignem312.htm
 
3) Riproduco più sotto, appena arrivato, un articolo, che condivido in pieno, di Giannozzo Pucci e Giovanna Carocci:
"Nei giorni scorsi l'Unione Musulmani Italiani che riunisce una ventina di aderenti ed è capeggiata da un italoscozzese resosi noto sulla stampa per una comparizione a Porta a Porta e per una specie di occupazione della cattedrale di San Petronio a Bologna, ha stilato un comunicato contro i crocifissi nelle scuole subito ripreso con una certa enfasi dalla stampa per attizzare il fuoco dello scontro fra islam e occidente sedicente cristiano. Purtroppo l'assessore Lastri alla pubblica istruzione di Firenze, impaurita, ha subito dato disposizioni di avviare una dismissione dei crocifissi a seconda dei pareri dei vari plessi. Questo articolo vorrebbe essere una risposta."

Claudio Marcello commenta la lettera di Roberto


Caro Stefano,
 
si può dissentire? Ecco, non trovo cosa ci sia di bellissimo (questo il termine usato nella presentazione) nella lettera del n°81 della tua "rivista" e-mail. Non la forma, corretta, ma comune; non certo la sostanza, da cui emerge, in fin dei conti, un chi ha avuto, ha avuto. Il che non brilla certo per altezza di pensiero.
 
E' vero comunque: durante la vita di ogni uomo, tutta la vita, molte cose tristi, sbagliate ed ingiuste, tante, finiscono per sparire da sole nella prospettiva del tempo e nella più che comprensibile incapacità degli uomini stessi di produrre nuovi equilibri (giustizia). Ma ciò è una condizione dell'esistenza, invero triste perché lascia il ricordo, il dolore e non restituisce la verginità desiderata. Si vuole chiedere alla legge la verginità?
 
Ci sono già istituti di legge che contemplano la non-continuazione della punibilità (indulto, amnistia, grazia). Allora si citi chiaramente questa strada, civilmente, senza insultare non solo le vittime, ma il sentimento collettivo di un popolo che, in cuor suo, le vede comunque e solo tali. Anche quelle recentissime.
 
Si vuole invece proprio la verginità? Realmente imperscrutabile il panorama che si aprirebbe, laddove secoli e biblioteche intere di pensieri, opere e trattati dovrebbero azzerarsi cercando di ridisegnare senso, utilità ed inutilità dell'etica. Ne uscirebbe ancora una figura umana?
 
Claudio Marcello
 

La persecuzione contro il crocifisso nelle scuole


In merito alla questione dei crocefissi nelle aule scolastiche fiorentine si ricorda che Natalia Ginsburg, la grande scrittrice ebrea, una dozzina di anni fa', intervenne nella polemica scatenatasi in Italia sullo stesso argomento con le seguenti parole: "Dicono che il Crocifisso deve essere tolto dalle aule di scuola. A me dispiace che il Crocifisso scompaia. Il Crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E' là muto e silenzioso. Dicono che da un Crocifisso appeso al muro possano sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato e non è forse morto nel martirio come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il Crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte è il segno della solitudine e della morte. Il Crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Chi è ateo cancella l'idea di Dio, ma conserva l'idea del prossimo. Il Crocifisso li rappresenta tutti."
 
Oggi le riflessioni della Ginzburg sono, se possibile, ancora più attuali in un contesto dove ogni considerazione sembra incentrata sull'esaltazione del più forte e il disprezzo del debole e perseguitato. La decisione di togliere il crocifisso dalle aule manifesta incomprensione per la sostanza del messaggio che promana dalla Croce: segno d'amore immenso spinto fino al sacrficio di sé e al perdono dei nemici; segno di riscatto dal male e perciò speranza di liberazione integrale. Appare funzionale al liberismo ottuso che cancella l'importanza della solidarietà verso il debole, insieme alla radice storica dell'identità di un popolo e al contributo che la fede cristiana pubblicamente manifestata per secoli ha dato e da all'ansia profonda dell'umanità.
 
La laicità intesa come cancellazione di ogni espressione tradizionale della fede è uguale al vuoto, con cui è impossibile costruire il futuro, ma il popolo italiano e fiorentino in particolare sono tutto fuorchè vuoto e hanno saputo esprimere alcuni dei messaggi più alti del cammino umano, inscindibili dall'avventura cristiana.
 
Ma chi sono questi dell' "Unione musulmani d'Italia" che propugnano un laicismo mutilante per tutti?
 
In un elenco aggiornato di decine di organizzazioni musulmane presenti da tempo nel nostro paese e comprendenti comunità religiose, l'Unione suddetta non c'è.
 
Chiunque può formare un'organizzazione musulmana che stila comunicati contrari a ogni religiosità, come quello contro il Papa e il crocifisso nelle scuole. E dispiace che la stampa e l'assessore Lastri al seguito si facciano impaurire da un pugno di fasulli come quelli dell'UMI.
 
Firenze ha da secoli un ruolo centrale nel tessere il cammino comune fra i membri della famiglia di Abramo proprio per la fede cristiana che la anima: non può dimettersi dal continuare ad esprimere sempre più compiutamente e liberamente la sua vocazione senza complessi d'inferiorità ma fiera dei crocifissi nelle sue scuole, che la sollecitano al dialogo con ogni essere umano di qualsiasi religione.
 
In realtà il vero scontro del nostro tempo non è fra cristianesimo, islam ed ebraismo, i quali al di là di ogni deviazione hanno nelle loro radici e nel loro destino la fratellanza solidale. Il vero scontro oggi in realtà è fra la religiosità da una parte e un nuovo paganesimo che subordina l'uomo e la creazione alla manipolazione economica e tecnologica che sta distruggendo il pianeta insieme alle fondamentali virtù umane.
 
Quei musulmani e quegli ebrei che, a differenza di Natalia Ginzburg, si fanno paladini di un laicismo mutilante sono nemici di ogni religione, anche della propria, ed è profondamente giusto che un paese libero come l'Italia non permetta loro di prevalere.
 

Per l'Associazione Fioretta Mazzei: Giannozzo Pucci e Giovanna Carocci