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Il Covile - N.o 85 (25.9.2002) Flashback

Questo numero


Di questo passo arriveremo in un lampo alla n° 100.
La mia affermazione di ieri "mi sembra che (…) stia delineandosi un terreno comune più vasto di quello che sembrava all'inizio" diventerà forse più chiara ora che, col permesso di Roberto, vi metto a conoscenza di un nostro scambio privato. Come un flashback.
 

Firenze, 15 settembre 2002


Caro Roberto, ecco la prima delle riflessioni che hai chiesto con la tua lettera.
 
Lo ricordo come fosse ieri il 28 Luglio 1988. Eravamo in vacanza a S.Andrea a Zanca, Isola d'Elba, con una folta schiera di amici, tutti ex. Mio figlio, cinque anni, imparava a nuotare ed io lo stavo aiutando, quando arrivò, per telefono, la notizia dell'arresto di Adriano Sofri. Fummo sconvolti, era il passato che non passava mai.
 
Tutti noi, dopo lo scioglimento di Lotta Continua (1976) avevamo ripreso una vita normale: chi aveva progredito nel lavoro, chi aveva messo su famiglia, nessuno aveva più testa di giacobino. Mi ricordo che parlai a lungo della situazione con Guido De Masi, che era nel gruppo vacanziero; Guido era una persona dolcissima ed anche una grande mente, si stava occupando, con successo, del reinserimento di ex detenuti politici fiorentini. Non sapevamo che di lì a qualche anno ci avrebbe lasciati: ricorderemo quest'anno il decimo anniversario della prematura morte.
 
Presi immediatamente il traghetto e raggiunsi Firenze. Ad aumentare il senso di incubo kafkiano che assumeva la vicenda contribuiva il cammino che avevo fatto in tutti quegli anni. Avevo partecipato alla storia di LC dall'inizio, negli anni '71-72 ero su posizioni insurrezionaliste (tant'è che militavo a Prato, unica sede in Italia dove LC collaborava, con un idem sentire, con Potere Operaio, leggi Pancho Pardi). In seguito, dopo il golpe cileno, ci fu la scoperta della politica, "l'autonomia del politico" si chiamava allora, fino a trovarmi nell'organizzazione, già nel '75, su posizioni realiste, "di destra".
 
Nel '76 Adriano aveva compiuto un'altra giravolta dando spazio a posizioni militariste come quelle di Erri De Luca e tutto il mio gruppo si ritrovò a Firenze in minoranza, di fatto fuori. Mi ricordo che solo all'ultimo momento fu deciso di aprire a tutti il congresso, altrimenti, per la prima volta, non sarei neppure stato delegato. Vi andai per concludere comunque un'esperienza. Per fortuna, invece, l'esperienza si chiuse per tutti perché Adriano, e questa è sicuramente la cosa della quale può andare più orgoglioso, sciolse Lotta Continua.
 
Ho raccontato tutto questo per far meglio capire come nel 1988 sentissi lontani avvenimenti di sedici anni prima. Voglio però aggiungere qualche flash per mostrare più chiaramente quanta fosse la distanza, o come direbbe qualcuno (non io) "quanto ormai fossi un'altra persona".

Per farla breve cessai ogni attività politica per riprenderla solo nell'81 con i Verdi. E, quando ci ripenso, posso dire che in tutto quello di politico che ho fatto in seguito di dannoso ne trovo veramente poco. La sentenza "Primum non nocere" orienta da allora i miei comportamenti. Nel mio sito puoi trovare una raccolta di cose che ho scritto dall'85, noterai una certa continuità.
 
Ma torniamo a quei giorni di Luglio. Nel consiglio che tenemmo tra noi ex di Firenze fu presa questa decisione: nel caso che gli esecutori materiali dell'omicidio di Luigi Calabresi fossero stati effettivamente di LC (va da sé che nessuno di noi sapeva niente di preciso, ma ricordando i tempi e chi eravamo allora, la cosa non era da escludere) in questo caso avremmo fatto una dichiarazione di correo, perché non ci sembrava giusto che alcuni, forse i più generosi e conseguenti, pagassero per tutti. Centinaia (o migliaia?) di dichiarazioni di questo genere avrebbero aiutato il paese a fare i conti, e a pacificarsi, con quel periodo di follia. Pensavamo anche alla possibilità di un gesto di riparazione simbolico: un digiuno collettivo o qualcosa di simile.
 
Venimmo isolati: a nessuno interessava confrontarsi col proprio passato né, soprattutto, compiere scelte che potessero implicare un qualsiasi costo. Tant'è che anche ora, nonostante da anni tutti gli ex dirigenti di LC siano su posizioni democratiche, se non liberali, non troverai niente di scritto, una pagina di analisi, uno straccio di riflessione, niente, su quell'epoca. E sto parlando di gente che di pagine continua a scriverne tante, alcuni fanno addirittura lezioni ai liberali citando Tocqueville.
 
Tutta questa lunghissima premessa, caro Roberto, è per rispondere alla tua richiesta di confronto, per dirti che forse sono in grado di capire qualcosa del tuo stato d'animo, ed è quello che ha reso per me molto bella la tua lettera: prima di un'analisi politica era la testimonianza di un'amicizia e di un cammino. Riguardo invece ai temi che poni, ho invitato anche altri amici a dire la loro, e le loro lettere, come questa, non le diffonderò se non dopo che tu le abbia lette e condivise nello spirito.
 
Da parte mia voglio qui solo fare un piccolo rilievo sulla tua frase: "Ciò però, evidentemente, non cambia il mio passato, passato che non ho mai voluto modificare, e tanto meno rinnegare, con letture posteriori addomesticate." Io penso, come hai visto, che sia invece necessario farle, delle "letture posteriori", non per "addomesticare" il passato, ma solo per amore della verità.
 
Un abbraccio
Stefano
 

NOTE aggiuntive:
[febbraio 2004] il settimanale Tempi (n° 6, febbraio 2004), a firma di Sara Comuzzi, resoconta di una conferenza tenuta a Cosenza il 17 gennaio, relatori Massimo Camisasca, Aldo Brandirali e Franco Piperno, durante la quale
"il leader di Potere Operaio ha compiuto un bel gesto di pacificazione della memoria: «Credo che noi - ha detto Piperno - parlo anche dei miei amici, ci siamo comportati male verso voi di Cl, per esempio a Bologna, in occasione del 1977, fatti di cui io, anche se non c’ero, vi chiedo scusa. Vi chiedo scusa anche a nome loro»."
Bravo Piperno!
 
[maggio 2007] Desolante invece Sofri, quando, in un articolo su Repubblica del 19 gennaio scorso (lo leggo solo oggi), scrive:
“Francesco Lorusso, 25 anni, studente di Lotta Continua, era stato ucciso dalla pistola di un carabiniere, a ridosso di un’incursione, malaugurata ma innocua, di militanti di sinistra in un’assemblea di Comunione e Liberazione, cui non aveva partecipato.”
All’epoca dei fatti, nelle sue farneticazioni Deaglio una verità la diceva: i carabinieri spararono per difendere i giovani di Comunione e Liberazione; trent’anni dopo, nella versione di Sofri, Lorusso viene ucciso “a ridosso”, come dire: mentre passava di lì per caso, di “un’innocua incursione”. Si resta senza parole.
 

Parigi, 24 settembre 2002


Alla tua lettera non ho risposto pubblicamente, e in privato mi sento di dirti, che messe a parte le evidenti differenze di percorso, riconosco delle esperienze comuni come la militanza in Lotta Continua che per me è durata dal '71 al '75.
 
Poi, come altri, ho preferito cercare di mettere in pratica, nel migliore dei modi che ritenevo possibile, l’uso di quella che chiamavamo "violenza rivoluzionaria". In linea con il pensiero marxiano e l’insieme della vulgata marxista, compresi i gruppi extraparlamentari del primo periodo, credevo che lo scontro con la borghesia fosse inevitabile e bisognasse prepararsi alla guerra proletaria che sola avrebbe liberato il mondo da tutte le guerre. Sì perché questa è una delle contraddizioni di ogni "rivoluzionario di professione", come li chiama Camus nell’Uomo in rivolta, quella di essere o credersi sostanzialmente un pacifista perché il suo uso della violenza, anche se compie delle azioni atroci, è giustificato dal fatto che lo fa perché vi è costretto e solo per liberare il mondo dalle guerre volute dalla borghesia per difendere i suoi interessi.
 
Io avevo introiettato questo modo di pensare e ne ero strumento, anche se con grandi sofferenze e difficoltà, che mi hanno impedito di essere completamente cieco.
 
Quanto poi alla mia frase sul passato che non voglio rinnegare o modificare con letture "addomesticate", mi riferivo solo a quelle fatte da tanti davanti ai giudici , o fatte da altri per abbellire il loro passato rifacendoselo tutto nuovo, con ricordi "addomesticati" che gli fanno ritrovare una verginità persa.
 
Se non ti disturba, poi, metterò sul sito http://ventiannidopo.lautre.net, che ti invito a visitare, tutto questo carteggio pubblicato nelle tue newsletter, visto che in qualche modo sono già sul web.
 
Un altro sito che ti invito a visitare è www.paroledonnee.info, creato da alcuni rifugiati per far fronte all’attuale situazione di incertezza.
 
Con affetto, a risentirci presto
rob