Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 90 (28.10.2002) Arruoliamo Giuseppe Giusti

Questo numero

  1. Ha colpito qualcuno la mia approvazione del documento di Giannozzo e altri sul prossimo Social Forum a Firenze. Anche Iacopo, l'instancabile webmaster, disapprova:
    "Ciao Stefano
    sono totalmente in disaccordo sulle tue idee sul Social Forum
    quasi mi infastidiscono :-)"
    costringendomi ad approfondire, lo faccio più sotto chiamando in squadra anche Giuseppe Giusti
  2. Sugli argomenti che via via sollevo/sollevate non ho intenzione di mollare. In rete, nelle pagine suggeriteci da Roberto Silvi, ho trovato il testo di una lettera dell'On. Cossiga a Paolo Persichetti: interesserà.

 

No-global senza saperlo


Il fatto è che io sono naturaliter no-global, anzi stante le radici contadine e mugellane direi che tutti i miei, come Monsieur Jordain, sono sempre stati no-global senza saperlo. Le cose che ho scritto negli ultimi vent'anni lo confermano. Mi dispiace di non poter sostenere le iniziative del Social Forum perché credo che ciò che abbiamo visto a Genova non sia qualcosa che si oppone alla globalizzazione, bensì una sua espressione.
 
Quelli che pensano: "io sporco liberamente, lo Stato (cioè gli altri) deve pulire e riciclare", non sono ecologisti, ma figli di Mc Donald e della CocaCola. L'ecologismo è responsabilità, è il principio di sussidiaretà, è il fai da te: è ecologista e no-global chi spazza la neve intorno alla sua porta.
 
Non vado ad una manifestazione per dare, come purtroppo è successo a Genova, spazio e copertura a gente col passamontagna che non aspetta altro che di menare le mani: il corteo era come una petroliera che perdeva sudiciume. Se organizzo un corteo sono in grado di garantire l'ordine al suo interno: non parlo di "isolare i violenti", parlo di fermarli. Soprattutto se sono pochi: se 200.000 persone non riescono a bloccare 5.000 cretini che camminano insieme a loro, che stiano a casa. Salvo l'imponderabile. Ma a Genova non è successo niente di imponderabile, era tutto prevedibile.
 
Ho apprezzato la dichiarazione NOT IN OUR NAME / NON A NOME NOSTRO in particolare quando dice che i violenti vanno riconosciuti come nemici e che i sottoscritttori collaboreranno "con le autorità": si trattava solo di aggiungere le parolette magiche "e con le forze dell'ordine" e il gioco era fatto, ma contentiamoci. E per quanto riguarda Firenze, che Dio ce la mandi buona!
 

Giuseppe Giusti - I più tirano i meno


 
Che i più tirano i meno è verità,
Posto che sia nei più senno e virtù;
Ma i meno, caro mio, tirano i più,
Se i più trattiene inerzia o asinità.
 
Quando un intero popolo ti dà
Sostegno di parole e nulla più,
Non impedisci che ti butti giù
Di pochi impronti la temerità.
 
Fingi che quattro mi bastonin qui,
E li ci sien dugento a dire Ohibo!
Senza scrollarsi o muoversi di lì;
 
E poi sappimi dir come starò
Con quattro indiavolati a far di sì,
Con dugento citrulli a dir di no.
 

Lettera di Francesco Cossiga a Paolo Persichetti


fonte
 
Senato della Repubblica
Francesco Cossiga
 
Signor Paolo Persichetti
Casa Circondariale Marino del Tronto
Frazione Navicella, 218
63100 Ascoli Piceno
 

Gentile Signor Persichetti, [a mano, con pennarello nero]
 
ho letto la Sua intervista a "La Stampa" e La ringrazio per l'attenzione che Lei e i Suoi compagni riservate alle mie valutazioni e ai miei giudizi.
 
Io ho combattuto duramente il terrorismo, ma ho sempre ritenuto che certo si trattasse di un gravissimo e deprecabile fenomeno politico, ma che affondava le sue radici nella particolare situazione sociale politica del Paese, e non invece un "humus delinquenziale".
 
Il terrorismo di sinistra - frutto anche di chi nei partiti e nella CGIL lanciava la pietra e nascondeva la mano, e che insegnava la "violenza" in Parlamento e "in piazza", ma non si é poi assunto, tutt'altro, la responsabilità delle conseguenze pratiche degli insegnamenti stessi -, nasce a mio avviso da una lettura "non storica" del marxismo-leninismo e da una "mitizzazione" della Resistenza e della Liberazione che, nel contenuto sociale e politico della sinistra, è fallita perché ha portato alla ricostituzione di un "regime delle libertà borghesi".
 
Ritengo che l'estremismo di sinistra, che era non un terrorismo in senso proprio (non credeva infatti che solo con atti terroristici si potesse cambiare la situazione politica), ma era "sovversione di sinistra" come agli albori era il bolscevismo russo, e cioè un movimento politico che, trovandosi a combattere un apparato dello Stato, usava metodi terroristici come sempre hanno fatto tutti i movimenti di liberazione, Resistenza compresa (l'assassinio di un grande filosofo, anche se fascista, che camminava tranquillamente per strada, Giovanni Gentile, da parte di Gap fiorentini si può giudicare positivamente o negativamente, ma da un punto di vista teorico è stato pur sempre un atto di terrorismo) pensando di innescare - e qui era l'errore anche formale - un vero e proprio movimento rivoluzionario.
 
Voi siete stati battuti dall'unità politica tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano, e per il fatto che non siete stati in grado di trascinare le masse in una vera e propria rivoluzione. Ma tutto questo fa parte di un periodo storico dell'Italia che è concluso; e ormai la cosiddetta "giustizia" che si è esercitata e ancora si esercita verso di voi, anche se legalmente giustificabile, è politicamente o "vendetta" o "paura", come appunto lo è per molti comunisti di quel periodo, quale titolo di legittimità repubblicana che credono di essersi conquistati, non con il voto popolare e con le lotte di massa, ma con la loro collaborazione con le Forze di Polizia e di Sicurezza dello Stato. Per questo, io che sono stato per moltissimi di voi: "Cossiga con la K" e con le due [N.d.R. qui viene lasciato uno spazio riempito poi con due "S" runiche, a mano], e addirittura "un capo di assassini e un mandante di assassinii", oggi sono perché si chiuda questo doloroso capitolo della storia civile e politica del Paese, anche ad evitare che pochi irriducibili diventino cattivi maestri di nuovi terroristi, quelli che hanno ucciso D'Antona e Biagi che, per le Forze di Polizia e per la giustizia, è facile ricercare tra di voi, perché voi siete stati sconfitti politicamente e militarmente con l'aiuto della sinistra: andare a cercarli altrove potrebbe essere forse più imbarazzante...
 
Purtroppo ogni tentativo mio e di altri colleghi della destra o della sinistra di far approvare una legge di amnistia e di indulto si è scontrato soprattutto con l'opposizione del mondo politico che fa capo all'ex-partito comunista.
 
Leggo che Le hanno rifiutato l'uso di un computer, che onestamente non sapevo costituisse un'arma da guerra! Qualora Lei lo richieda ancora e ancora glielo rifiutassero, me lo faccia sapere, che provvederò io a farglielo dare.
 
Non perda mai la Sua dignità di uomo neanche in carcere, luogo non fatto e non gestito certo per "redimere" gli uomini! E non perda mai la speranza.
 
Cordialmente,
 
Francesco Cossiga
 
[a mano, a pennarello]