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Il Covile - N.o 95 (13.11.2002) Giannozzo Pucci e la rete Lilliput

Questo numero


Continuo a ricevere lettere di commento, in genere di apprezzamento, all’intervento di Riccardo Zucconi sul SFE. A qualcuna rispondo di persona, altre le metto in circolazione. Oggi ve ne faccio conoscere due.
 
1) Dopo quella di Sergio è arrivata anche una lettera di Giannozzo. Vorrei poter essere fiducioso quanto lui. Devo dire qualcosa sul
“folklore”. Giorni fa, a Predappio, la solita adunata di nostalgici ha esibito labari, mani tese ecc. Sono fiero di essere in un paese democratico che glielo permette. Dirò di più, se non vengono commesse violenze non vedo perché non rispettare i partecipanti e le loro nostalgie. Ma quanto a marciare insieme alle loro foto di Mussolini, questo è un altro discorso: non se ne parla! Se qualcuna di quelle persone fosse disposta a manifestare con me, per qualsiasi motivo, lo dovrebbe fare senza portare niente che possa offendere il mio senso morale e anche, perché no, il mio gusto. Ecco, io non ce la faccio proprio più a sfilare tra le kefie, i pugni chiusi, le immagini del macellaio Ché Guevara ecc… Non ci posso fare niente. Grazie al cielo comunque non ci sono solo i cortei.
 
2) La seconda lettera, doppia, è di Claudio Marcello, un vostro beniamino.

 

 

ANCHE GIANNOZZO PUCCI RISPONDE A RICCARDO


Caro Riccardo, non ti fermare a queste apparenze. La novità è ancora poco visibile nel folklore, ma è la componente fondamentale del SFE di Firenze, è il messaggio nascosto e insopprimibile che tutti sentono, a cominciare dai politici, quando parlano dei giorni del Social Forum: che ci sono migliaia di giovani e meno disposti a sacrifici per una motivazione di vita che non sia l'egoismo consumistico che gli propina la società attuale e questo spazio lo trovano solo nel rifiuto della globalizzazione. E ci sono stati anche momenti di massa di questa opzione: la mattina di sabato all'assemblea di oltre 700 persone sul consumismo con Francuccio Gesualdi e Edward Goldsmith che ha parlato più di mezz'ora ed è stato applaudito più volte e alla fine a ritmo parlando di famiglia, comunità, rinascita dell'economia locale ecc. I seminari a cui ha partecipato Wolfgang Sachs che con garbo ha dimostrato la necessità della sinistra di una profondissima conversione di paradigmi, mentalità ecc. riscuotendo anche l'assenso di Pietro Ingrao. Certo in ogni movimento nuovo si inserisce il vecchio per sgonfiarlo: è successo nel '68, nel 77, nel movimento antinucleare, non parliamo dei verdi. A ogni nuova stagione rieccoli: i troskisti, le frazioni comuniste di varia natura, gli omosessuali, i cultori dell'elleessedi, i maoisti, i bakuniani, gli anarchici e tutti i loro nipoti e pronipoti, inossidabili, sempre uguali a se stessi, come se non fosse successo niente, come se non fosse passato un anno, un secolo, un millennio, ultimi giapponesi di una guerra finita dieci guerre fa', che non si sono accorti che Hitler ha vinto, inseminando con la sua sconfitta tutto ciò che oggi è il pensiero e la pratica occidentale.
 
"In un agghiacciante racconto di Borges, Deutsches Requiem (nel libro L'Aleph), un gerarca sostiene, dopo la disfatta, che l'ideologia nazista ha trionfato comunque, perché era stata diabolicamente congegnata in modo tale, da poter essere battuta soltanto da chi ne avesse adottato gli stessi mezzi.

Di questo non si avvidero, o finsero dì non avvedersi, i collaborazionisti che costruirono quegli ordigni il cui scoppio, il 6 e 8 agosto 1945, costituisce a tutt'oggi il più efferato crimine mai commesso contro l'umanità. Ben se ne avvide invece Heisenberg che dapprima convinse Hitler che il progetto per la bomba atomica era irrealizzabile (pur essendo perfettamente in grado di effettuare i calcoli per la massa critica, come dimostrò già il 14 agosto 1945 in una conferenza ai compagni di prigionia, registrata dalle spie inglesi), e poi stroncò sul nascere il programma atomico di Adenauer, firmando un manifesto in cui rifiutava "di partecipare in qualsiasi modo alla fabbricazione, alla sperimentazione e all'uso di armi atomiche".

L'autobiografia dì Heisenberg è dunque il ritratto di un intellettuale che seppe coniugare la ricerca del vero scientifico e filosofico con quella del bello estetico e del giusto etico: un grande libro e una grande lezione di vita, da leggere e meditare per imparare non solo come si può, ma come si deve far scienza nel mondo moderno."

 
Certo che fanno folklore: gli basta togliere la solite bandiere dalle soffitte e nemmeno usare il battipanni per levargli la polvere. Noi ancora le nostre bandiere non le abbiamo disegnate. Ma al meraviglioso discorso di Vandana Shiva sul diritto naturale dei popoli e sulla mancanza di titolo degli stati a vendere l'aria, l'acqua e la terra, c'erano centinaia di persone il venerdì pomeriggio.
 
Ora è il momento di entrare nella rete di Lilliput, di costruire il Fronte di Liberazione del Contadino Pazzo, che contiene la Lega per la liberazione degli spermatozoi ed ovuli dalle provette e dai laboratori; il Movimento dei piantatori clandestini di alberi, per il diritto a vedere le stelle (contro l'inquinamento luminoso), per il diritto al trasporto animale; la Divisione Acque (che indica cosa fare far ritornare le acque potabili, riaprire le fontane gratis per i viandanti, rientrare nel ciclo delle acque...); il Movimento rivoluzionario poeti (che hanno portato i loro televisori al monumento in memoria della fine della morte televisiva della morale e della poesia); la Brigata S.Tommaso d'Aquino (per il ritrovamento degli strumenti morali per la rinascita ecologica) ecc. ecc.
 
Caro Riccardo non guardare questo movimento dal buco della chiave, siamo già dentro, muoviamoci liberamente.
Giannozzo

CLAUDIO MARCELLO CONDIVIDE


Caro Stefano, sono in silenzio da tempo con te, pur leggendo le tue pubblicazioni. Ti spiegherò il perché. Alla lettera di Riccardo ho voluto rispondere e gli ho mandato due parole, quelle che trovi qui. Me lo vedo l'amico Riccardo che, come il "vero" Moretti di Palombella Rossa o il Benvenuti di Zitto e Mosca, gira per la Fortezza fra panini, wurstel, slogan, appelli e sottoscrizioni cercando - con rinnovata, onesta speranza - la proposta che propone, rifiutando di pensare che il tema posto sia in realtà quello del " così non ci piace, vogliamo vivere meglio, non chiedeteci come" . Lo confesso: anche i miei figli ed anch'io da bambino facevo così.

Un abbraccio

 

Caro Riccardo.
 
Condivido, ah se condivido quello che dici (v. Newsletter N° 93). Le parole più significative - fra le tante giuste - sono quelle che, con un tuo appena accennato inciso, indicano la civiltà occidentale quella unica ove la gente vota e sceglie. En passant. Dettagli, direbbe il no-global. Tant'è che per coerenza non gli sfiora neanche l'idea di indire il prossimo S.F. a Cuba, in Sudan, in Arabia, in Cina, nel Nepal. Molto meglio le ostriche dei mari del Nord che si possono trovare a Porte Maillot. Infatti il prossimo raduno dove viene fatto? A Parigi, signori, a Parigi !
 
Mi dico: ma quale incompetenza alberga nella società moderata ed illuminata per non riuscire a costruire il più esilirante spettacolo televisivo del mondo, per non saper porgere agli utenti queste paradossali evidenze? Se mai questo Governo un giorno se ne dovesse andare (ed è bene pensare che ad una certa tornata elettorale, altra, brava gente possa fare quel mestiere), dovrebbe essere cacciato per non aver saputo fare COMUNICAZIONE.
 
Ma perché quello che tu dici e che è sotto l'occhio di tutti viene spacciato come il sale della terra o come favoloso impegno civile, massimamente utile alla società, di giovani cervelli geniali a cui rivolgere infiniti ringraziamenti per non aver staccato un braccio al Perseo ?
 
Si direbbe che il valore maggiore della nostra civiltà è quello di progredire, progredire (da secoli: sarà per puro caso ?) e produrre frutti anche per altri, nonostante lo spazio libero che lascia ai propri distruttori.
 
Siamone fieri. Che altro si può dire ?
 
Claudio Marcello