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Il Covile - N.o 102 (5.12.2002) Ivan Illich, un ricordo

Questo numero

Caro Stefano
Sono in treno e molto triste. Mi hai appena chiamato annunciandomi la morte di Ivan Illich e mi hai chiesto di scrivere due righe per la nostra Newsletter.
Ho telefonato a Giannozzo e ci siamo messi d'accordo per organizzare qualcosa nei prossimi giorni per commemorarlo.
Giannozzo mi ha detto che Ivan desiderava essere sepolto a Firenze.
Non lo sapevo e la cosa mi ha sorpreso e mi ha fatto molto piacere.
Ma non sarà. La famiglia ed i discepoli lo vogliono a Brema, dove ha insegnato gli ultimi anni.
Peccato però: Ivan non sarà esaudito e Firenze perderà le spoglie mortali del più creativo pensatore del dopoguerra.
RICCARDO

 

Ivan Illich, un ricordo


Aver conosciuto Illich, aver goduto della sua convivialità e della sua amicizia è stato un grande privilegio.
 
Tanti gli sono debitori. Il suo pensiero ha toccato ogni campo: la scuola, la sanità, l'urbanistica, le acque, la tecnica… Sempre con genialità singolare. E sempre con una grazia, una semplicità, una lucidità che sono il sigillo dei veri grandi.
 
Molti di noi hanno tanti ricordi legati a lui. Momenti preziosi, rari, che conserveremo nella memoria e nell'anima fra le cose più belle della nostra vita.
 
Per quanto mi riguarda voglio ricordare un pranzo di due anni fa, di quest'epoca, in piazza Santo Spirito.
 
Eravamo una decina e ci siamo trattenuti a tavola dalle una alle cinque. Hanno chiuso il ristorante e ci hanno lasciato le chiavi. Tutti rapiti da una atmosfera magica che si era via via creata. Con l'aiuto di ottimi vini e delle molteplici fumate d'oppio di Ivan (era con l’antico rimedio dell’oppio che Ivan cercava di controllare il dolore della malattia).
 
Verso la fine, dopo aver parlato di tutto, gli feci una domanda facile facile: «Ivan, credi in Dio? »
 
Lui mi guardò con quei grandi occhi, tagliati e luminosi, e sorridendo mi rispose: «Dio danza sul mio naso, da sempre. Se non credessi in Dio niente nella mia vita avrebbe senso.»
 
E allora grazie amico caro anche per quest'ultima, definitiva risposta. Se è così per te, tanto più grande di noi, a noi questo basta, Questo non ci esime certo dal continuare a cercare il bene, la verità, Dio stesso, con pazienza e ardore. Tentando di mettere in pratica l'ultimo messaggio che ci inviasti alla riunione della Madonna del Sasso, già troppo malato per intervenire: «Il mondo non vive tempi brillanti, è il momento di riunirsi fra simili e continuare a cercare il giusto cammino.»
 
Voglio aggiungere un’ultima cosa. Dopo quel pranzo, per ringraziarmi di essere stato ospite alcuni giorni da me, Ivan mi regalò un suo libro, Nella vigna del Testo. Con un biglietto in cui mi diceva che a pagina 150 le parole di Ugo da San Vittore, teologo e mistico del XII secolo, le voleva dedicare agli amici fiorentini che sempre lo accoglievano con tanto calore.
«La Carità non ha mai fine; l'avevo sentito e sapevo che era vero. Ma ora carissimo fratello, ne ho fatto esperienza diretta e so per certo che la Carità non finisce mai.
Perché ero forestiero e vi conobbi in un paese non mio; ma non era veramente straniero perché vi trovai degli amici.
Non so se sono stato io il primo a darvi la mia amicizia o voi la vostra. Ma io trovai da voi la carità e l'amai, e non potei stancarmene, tanto mi era dolce, e ne riempii il mio cuore, e mi dispiacque che potesse contenerne poca. Non potei prenderla tutta, ma riempii il mio cuore per quanto potei. Riempii tutto lo spazio di cui disponevo, ma non fu possibile far posto a tutto quello che trovai.
Così accolsi quanto potevo e carico di quel dono prezioso non sentivo alcun peso perché il cuore pieno mi sosteneva. E ora, al termine di un lungo viaggio, il mio cuore è sempre colmo, e nulla è andato perso del dono che ha ricevuto: perché la carità non finisce mai.»

Ciao Ivan, che la terra ti sia lieve.
 
Riccardo Zucconi

 

Un invito da Roberto Silvi


 
Caro Stefano, anche se so che non puoi venire, ti mando la comunicazione della lettura della commedia che ti ho mandato.
La lettura si farà nell’ambito di un convegno sulla violenza politica in Italia e in Francia negli anni ‘70, organizzato dal comitato Persichetti dell’università dove aveva iniziato ad insegnare, sito: http://www.persichetti.ras.eu.org
 

Les raisons de l’autre
De Roberto Silvi e Cecilia Calvi


Traduction de l’italien de Marie Famuliki
 

ACTEURS:


Wolfgang Kleinertz Stepane-le-vieux
Igor Futterer Stéphane-le-jeune
Ivanne Barberis Alessandra
 

COORDINATION


Bianca Toledo
 
L’indirizzo è:
Université Paris 8 ­ Amphi X
2 rue de la Liberté
93526 St. Denis
Tel. 0149406631
M° St Denis – Université