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Il Covile - N.o 119 (6.2.2003) Ancora sul fondamentalismo geometrico

Questo numero


L’architettura-urbanistica, l’ho detto a più riprese, è tema costante di questa NL. Mentre qualche altro amico sta raccogliendo materiale eccovi il frutto delle meditazioni del nostro Dottor Poggiali.
 

Come riuscire a godersi veramente anche il fondamentalismo geometrico (di Carlo Poggiali)


Caro Signor Borselli,
ho letto con vero interesse l'articolo di Mehaffy&Salingaros su Il Fondamentalismo geometrico.

Indubbiamente è uno splendido esercizio di disvelamento sul piano dell'intelletto.
 
D'altronde nella vita d'ogni giorno, dovendosi qualcuno recare all'IperCoop di Signa, o all'EsseLunga di via del Gignoro o all'Ikea di Sesto Fiorentino per ottemperare ad alcune ordinarie esigenze materiali (come: il possibile acquisto di una cyclette a buon prezzo nel 1° caso, di certi filetti di salmone di allevamento, se "in offerta", nel 2°caso e, certamente, dell'acqua minerale Ramlösa nel 3° caso) la riflessione tende a sfumare in un distratto "ah, ah" di riconoscimento nei confronti degli edifici che contengono tali varietà di merci.
 
Tuttavia debbo confidarle che personalmente in simili circostanze non mi situo nemmeno in questo elementare baluginio di coscienza perché di solito la mia attenzione è attratta dalla ricerca di una comoda (e in seguito facilmente rintracciabile) piazzuola di parcheggio o nel far superare alla "borsa della spesa munita di rotelle" i dislivelli tra marciapiede e piano stradale, tra piano stradale e interno dei mezzi pubblici (a cui accedere munito di regolare titolo di viaggio obliterabile in vettura).
 
Si chiederà "ma tu che te ne fai di queste merci?". Potrei risponderLe facilmente, ma sarebbe ancora una volta una risposta sul piano razionale sulla quale eventualmente accapigliarsi senza molto costrutto, in ogni caso le confesso che lo fo perché ne traggo vuoi un'occasione per regolari esercizi fisici fuor di poltrona, vuoi, dal momento che sono un più che parsimonioso acquirente, un'emozione d'indole essenzialmente estetica. Non verrà mica a dirmi che nei film d'avventura ambientati nel secolo XIX (e precedenti) le parti più godibili non siano quelle che mostrano le merci in arrivo e in partenza nelle banchine dei porti o nelle stive delle golette a palo, o che la sequenza più pregnante del film La pratica Ipcress (XX secolo) non sia quella in cui Michael Caine, nei panni di Harry Palmer, è intento a scegliere una confezione economica di carciofini sott'olio negli scaffali situati più in basso all'interno di un Supermercato londinese e discetta sul perché di questa decisione, in alto grado inerente alla moderna condizione di Agente Segreto.
 
Tornando a bomba un meno distratto "ah, ah" di riconoscimento l'ho provato viaggiando nottetempo verso Greve in Chianti in occasione di una cena a di base di lesso e lampredotto in salsa verde da Narbone, viaggio tedioso in quanto esiste all'interno del Mercato Centrale un identico esercizio, chiuso però di sera, ed uno, sempre dell'identico proprietario, molto affollato da qualche parte in Oltrarno. Non essendo assorto nelle incombenze della guida, prestando solo un orecchio distratto al discettare del munifico anfitrione, storico del Pensiero Economico, circa la polemica di P. Sraffa con i marginalisti, nell'attesa che il periglioso viaggio per la tortuosa chiantigiana arrivasse a buon fine, ho avuto modo di gettar qualche rapida occhiata agli edifici dell'Unicoop eretti nei punti chiave del Territorio che mi sembravano riassumere alcuni tratti di codesto stile architettonico. Come a dire che l'appercezione emotiva prospera meglio nella noia e nell'ozio.
 
BarbianoSu questa elementare e assai opinabile constatazione mi è sorta un'ideuzza da due soldi che le sottopongo. Esistono nel Tirolo Meridionale in località Barbiano, frazione Tre Chiese, due alberghi costruiti, appunto, vicino a tre piccole chiese. Questi alberghi erano luoghi di villeggiatura fin dall'epoca di Cecco Beppe e si arrivava nelle vicinanze in carrozza od in treno. Le cose da allora non sono cambiate ed è assolutamente vietato accedervi in automobile. Si telefona ai proprietari e loro vengono a prendervi. Bisogna vestirsi ammodo per pranzo e cena e, cosa rara nel Tirolo meridionale (come ben ricorderà dalle sue frequentazioni della Val Passiria), sono entrambi muniti di biblioteca e/o di stanza da fumo in cui i Signori possono ritirarsi dopo i pasti (di alta cucina) a gustarsi un sigaro. Sono destinati a vacanze tranquille: si presume che l'ospite voglia trascorrere la propria giornata prevalentemente adagiato su di una sedia a sdraio, in un prato verdissimo prospiciente all'albergo, assorto in buone letture e che intrecci qualche conversazione in tono sommesso ove se ne presenti l'occasione. Spesso di sera negli ambienti affascinanti delle tre chiesette, un tempo luoghi di culto pagano e raggiungibili con una brevissima passeggiata, vengono eseguiti dei piccoli concerti per archi destinati agli ospiti, eseguiti da musici provenienti dalla vicina Austria. Bisogna star attenti al ritorno: davanti all'albergo situato più in alto esiste per i motivi esposti tra breve una piscina circolare di acqua gelida e profonda non distinguibile dal prato: in assenza di plenilunio è possibile cadervi dentro.
Bad-DreikirchenL'albergo situato più in basso è di costruzione più antica, tradizionale, in gran parte in legno, le camere da letto danno su ballatoi separati da bassi divisori onde facilitare la conversazione e l'approccio più o meno ravvicinato con qualche ospite dedita/o al vizio del fumo e/o alla contemplazione del chiaro di luna. Non è esclusa per chi privilegia natura a cultura la possibilità di passeggiate distensive nel bosco prospiciente al prato, bosco "tenuto come un parco" a detta di chi ha avuto la fortuna di recarvisi. Chi desidera escursioni più impegnative può salire per i pendii oltre il bosco, su per le vette, ma all'ora di cena puntuale e in abito preferibilmente scuro.
 
L'altro albergo situato più in alto, vicino alle tre chiesette, è di costruzione più recente iniziata nel 1911 e terminata nel primo dopoguerra del secolo scorso; è opera di un famoso architetto ed è costruito nel più puro stile Loos:Briol-Trechiese le lampadine penzolano dal loro bravo filo elettrico senza paralume, non vi sono persiane alle finestre né balconi né inutili fronzoli. Il trattamento per gli ospiti è identico a quello dell'albergo situato più in basso con qualche regola in più sul modo di vestire (è proprio gradito l'abito scuro per cena), gli ospiti sono in genere di ceto più elevato e c'è la piscina rotonda di cui sopra, indiscernibile dal prato e temibile, pertanto, anche di giorno per chi effettui un passeggiare pallido e assorto. Briol-Trechiese Il costo (assai contenuto) è identico a quello del primo albergo ma è "più fine" trascorrere qui le proprie vacanze.
 
La mia proposta era questa: la condizione di noioso oziare in questa situazione sarebbe perfetta, disporrebbe quindi all'apprendere col Cuore oltre che con l'intelletto. Chi avesse ben assimilato i testi di Salingaros mediante l'Intelletto potrebbe, come negli esercizi spirituali di Sant'Ignazio, fare una breve esperienza emotiva profonda del "demonio" passando una settimana nell'uno e poi nell'altro esercizio; l'esperienza concreta porterebbe a constatare la consistenza interiore delle splendide illuminazioni di Salingaros.
 
Ove ciò non fosse possibile, perché le teorie "politiche" di Mehaffy si fossero ormai saldamente innestate in un qualche déjà entendu, e se questa mia idea guadagnasse abbastanza adepti questi, allora, potrebbero tassarsi, proporzionalmente al censo, per offrire 15 giorni di vacanza nel Tirolo Meridionale a Salingaros, in cambio, oltreché dell'agognata traduzione delle sue opere in lingua italiana, di una conferenza informale, durante il suo anno sabbatico, riguardante il suo soggiorno nei due stili abitativi opposti. Ma una tale soluzione sarebbe inesorabilmente un ripiego.
 
In entrambi i casi c'è un ma, i due alberghi non sono segnalati nelle guide e fuori dai comuni circuiti del turismo: i miei depliant sono andati dispersi ad opera di una qualche improvvida segretaria, tutto quello che mi è stato possibile ricavare dal Net è che forse sono da identificarsi con Bad-Dreikirchen e Briol-Trechiese, che però vengono designati come rifugi, in questa stagione chiusi. Chi è gravemente affetto dal vizio della curiosità e non vuol scomodarsi troppo può sempre rivolgersi al Comune di Barbiano in orario di Ufficio.
 
La saluto coi consueti Rispetto ed Affetto
 
Carlo Poggiali
 

Competing interests:


dichiarati: nessuno.
indagabili: ipermercati Coop, Esselunga, Ikea; Ramlösa-Hälsobrunn, trattorie "da Narbone", Ente Provinciale del Turismo della Provincia Autonoma dell'Alto Adige.