Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 130 (20.3.2003) Czeslaw Milosz - Campo ad Ontignano

Questo numero


Anche in tempi di guerra Giannozzo continua a piantare i suoi semi, e fa bene: più sotto trovate un appuntamento per il prossimo Luglio. Ma intanto voglio presentarvi l’autore i cui volumi da qualche tempo affollano il mio comodino: si tratta di Czeslaw Milosz, da Il cagnolino lungo la strada ho preso questo ritratto che approssima bene vari dei miei amici.
 

Un filosofo


Questo filosofo era ateo, ovverosia non scorgeva nell'esistenza dell'universo alcun segno che rimandasse a una causa prima. Le ipotesi scientifiche potevano farne a meno, e quelle, e non altro, egli aveva eletto a fonte di conoscenza sulla natura delle cose, malgrado i dubbi che nutriva sul loro metodo. In verità, nonostante la considerazione in cui teneva la scienza, non apparteneva alla schiera di sognatori convinti che un giorno la ragione avrebbe consentito all'uomo di edificare una società perfetta.
 
L'unica occupazione che reputava degna di un filosofo era la riflessione sul senso della religione. A chi gli obiettava che, così facendo, cadeva in contraddizione, replicava che l'uomo è un essere contraddittorio in sé; dunque occupandosi di religione, agiva in modo conforme alla sua natura di uomo.
 
Nella religione era racchiusa, a suo avviso, tutta la magnificenza e tutta la dignità dell'uomo. Che un essere così insignificante, così irreparabilmente mortale, avesse creato il bene e il male, l'alto e il basso, i cieli e gli abissi, gli appariva inesplicabile e degno della più alta ammirazione. In tutto l'universo, in tutta la sua inimmaginabile vastità, non vi era un solo briciolo di bene, di pietà, di compassione, e le domande dettate da un intimo bisogno del cuore umano non trovavano risposta alcuna. I fedeli delle principali religioni non rivolgevano, a parere del filosofo, sufficiente attenzione alla condizione di totale solitudine cui era condannata la coscienza dell'uomo sotto il cielo stellato. E ancor meno propensi a farlo erano i seguaci delle varie specie di sciamanismo, che umanizzavano la Natura e cancellavano il confine fra l'uomo e l'animale.
 
Notevoli difficoltà creava al filosofo il bello, soggetto alla sovranità della dea Venere, ossia la forza stessa della Natura. Aveva scritto un libro in cui argomentava che il bello esiste solo là dove le forme e i colori chiamati in vita dalla dea Venere incontrano la vista e l'udito dell'uomo, due sensi dotati di un magico potere trasfigurativo.
 
Non tutte le religioni erano poste sullo stesso piano dal filosofo. Più in alto collocava quelle in cui l'opposizione tra l'uomo e l'ordine naturale delle cose era più netta, e in cui affrancandosi da quest'ordine l'uomo poteva ottenere la Salvezza. La religione somma era per lui il cristianesimo, e subito dopo il buddismo, poiché entrambe santificavano un tratto esclusivo dell'uomo, la compassione, a dispetto del volto di pietra del mondo. Cosa può esserci di più umano del Dio del cristianesimo, che si incarna sapendo che il mondo di pietra lo punirà con la morte? Poiché il Figlio regnava prima dei secoli, e in nome Suo fu creata ogni cosa, ne consegue che la forma e il cuore dell'uomo dimoravano nel grembo stesso di Dio, e soffrivano vedendo il mondo, originariamente buono, corrotto dalla morte a seguito della Caduta.
 
La deferenza del filosofo era rivolta innanzitutto alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, i cui due millenni di storia rappresentavano da soli un valido argomento. Nel suo secolo aveva assistito ad attacchi furiosi lanciati contro quella roccaforte dalle potenze infernali. Come umanista, avrebbe dovuto rallegrarsi per l'indebolimento dei divieti che inibivano le innate pulsioni umane, e invece chinava la fronte dinanzi al papa, che aveva il coraggio di porre, apertamente e a gran voce, contro il mondo intero, il "segno di contraddizione".
 
Persuaso che la civiltà sia minacciata dallo sfacelo se le viene a mancare il vincolo di un'unica verità, nei suoi discorsi in pubblico il filosofo si schierava sempre dalla parte dei moniti provenienti dal Vaticano. Non nascondeva che, sebbene gli fosse negata la grazia della fede, avrebbe voluto essere annoverato fra gli operai della vigna del Signore.
 
Czeslaw Milosz, da Il cagnolino lungo la strada, Adelphi.
 

Campo di Ontignano 6-13 Luglio 2003
ESSERE COMUNITÀ


Premessa


Il nostro paese è attraversato da grandi elementi di disordine, con il diffondersi:

Contemporaneamente vi sono anche molti semi di speranza e aumentano coloro che riconoscono come il vero modo per essere solidali non solo con i popoli poveri ma con la creazione e fra di noi è cambiare civiltà passando dallo sviluppo a un’economia stabile, ricostruttiva dell’autonomia della nostra terra.
 

Perché


Il campo vuole offrire un’occasione di contatti umani, scambi di esperienze, motivazioni morali, conoscenze, per aiutare chi vi partecipa a far riemergere nella propria vita dei costumi di comunità per questo tempo e a diffonderli fra i residenti nel territorio della propria parrocchia/vicinato, del proprio comune/città, della propria zona, regione ecc.
Si vorrebbe aprire per sette giorni un laboratorio di pensiero e di pratiche sia per scelte relative alla vita personale che per proposte e azioni che riguardino il governo della società.
 

Chi invita e Chi è chiamato a partecipare?


L’invito è rivolto dall’associazione La Fierucola, dalla redazione dell’Inventario e dei Quaderni d’Ontignano in collaborazione con l’associazione Fioretta Mazzei, e la Parrocchia di Ontignano a:

 

Argomenti


Le giornate comprendono lavoro manuale, momenti di silenzio/preghiera, di riflessione, canti, danze, preparazione della festa che si terrà l’ultimo giorno, in un’organizzazione della giornata che prevede, grosso modo, un incontro sulle ispirazioni di fondo, un incontro su argomenti pratici e la veglia della sera attorno al fuoco come scambio di esperienze a tema.
 
I testi per la riflessione saranno presi fra l’altro da San Tommaso d’Aquino, Maritain, La Pira, don Milani, Gandhi, don Zeno Saltini, Fioretta Mazzei, Lanza del Vasto, Illich, ecc.
 

Esempi di temi per le giornate ( per ora del tutto indicativi):


 

Lunedì


Mattino: Il corpo e lo spirito il corpo umano e la natura come tempio dello spirito La contemplazione della volontà di Dio nei significati della creazione e del corpo umano;
Lavoro del pomeriggio: La farmacopea domestica con l’aiuto delle erbe. Colloquio del pomeriggio: Il maschio e la femmina: l’identità del corpo e dello spirito fra repressione e vocazione.
Veglia della sera: scambio di esperienze sul ruolo dell’uomo e della donna.
 

Martedì


Mattino: Conoscenza e rinascita della comunità Fra "Esperienze Pastorali" e la nostra realtà di oggi, quali prospettive?
Pomeriggio: Esperienze di scuola familiare per la rinascita comunitaria Veglia della sera: Scambi fra famiglie su scuola e comunità
 

Mercoledì


Mattino: La condanna dell’usura da parte della scolastica e l’economia attuale Riflessione di don Leonardo Salutati;
Verso un’economia gandhiana in Italia oggiRiflessione di Roberto Burlando;
Pomeriggio: I bilanci di Giustizia A cura di Luca Gaggioli
Veglia della sera: Esperienze di trasformazione dei bilanci familiari e personali a confronto
 

Giovedì


Mattino: La crisi della vita locale e la cura della terra come impegno morale con Helena Norberg Hodge
Pomeriggio: Piantare alberi e agricoltura naturale Con Marco Bertelli, ecc.
Veglia della sera: scambio di esperienze fra piccoli agricoltori e orticoltori
 

Venerdì


Mattina: La città come comunità un’edilizia per la salute e un’urbanistica per la bellezza;
Pomeriggio: L’acqua L’uso rispettoso dell’acqua nella casa, nelle falde e nei torrenti, come rispettare il ciclo dell’acqua nel proprio territorio.
Veglia della sera: esperienze di abitare in armonia con il corpo e la terra.
 

Sabato


Mattina: La scienza, la biologia, il sacro con Giuseppe Sermonti
Pomeriggio: Lo spirito, la libertà e le tecnologie nella nostra vita (computer, auto, televisione, cellulare raggi, tecnologie di ingegneria genetica e medicina ecc.) Con Jerry Mander (autore di 4 argomenti per eliminare la televisione, ed Dedalo)
Veglia della sera: scambio di esperienze su la famiglia con e senza televisione
 

Domenica


Mattina: libero o messa, considerazioni finali, pranzo; pomeriggio: preparativi festa, festa, cena.
 

informazioni


 
Il Campo è strutturato come campeggio, chi non avesse la tenda può essere ospitato in casa con sacco a pelo (sul pavimento…portarsi materassino), l’ospitalità è spartana e limitata nei posti per necessità.
 
Periodo: si arriva domenica 6 luglio, prima di cena, e si riparte domenica 13 luglio dopo cena o lunedì 14 mattina dopo la prima colazione. E’ preferibile essere presenti per tutta la settimana, ma in caso di necessità specificare a quali giorni si vuole partecipare.
 
Strumenti: è indispensabile portarsi: sacco a pelo, pila, ciotola, posate, bicchieri, una stuoia, abiti da lavoro, una tuta da ginnastica o abiti comodi, eventualmente strumenti musicali (chi li possiede), tenda, chi viene senza tenda è pregato di specificarlo.
 
Alcune regole: non fumare negli spazi comuni e negli edifici, non portarsi radioline né computer o televisioni ma solo eventualmente un registratore, lasciare a casa i telefonini (chi ha motivi speciali per portarlo li comunichi), rispettare il riposo degli altri col silenzio dopo le 22,30 e prima delle 6.
 
Donazioni: la donazione minima di partecipazione è €15 al giorno per coprire i costi di ospitalità, pasti, materiali per i piccoli corsi, la custodia dei bambini, costi dei relatori, assicurazione.
 
Per la prenotazione al campo si chiede un anticipo sul C/C postale n° 14180509 intestato alla Ass. La Fierucola via Paterno 2, 50014 Fiesole (FI), specificando nella causale "donazione per campo 2003".
 
Ogni altra informazione, come: indicazioni per arrivare, orario della giornata, programma della settimana ecc., si comunicherà con apposita lettera di accettazione a coloro che si prenotano; per informazioni lasciare un messaggio alla segreteria telefonica
 
tel.055697747, fax 055697371, email fierucola@inwind.it