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Il Covile - N.o 136 (11.4.2003) L'anti Woodstock

Questo numero


Raccolto variegato: 1) il menstruo aggiornamento sui successi del sito; 2) il ritorno del misterioso amico Omar che ci informa sui suoi ultimi interessi; 3) una segnalazione di Daniela Nucci; 4) un frammento di Czeslaw Milosz che mi sembra calzare a pennello per Fassino & C.; 5) in ultimo, ad alimentare le nostre prudenti speranze, una sintesi del Foglio di un articolo del Wall Street Journal.
 

Statistiche sul sito


Media visitatori giornalieri nel Marzo 2003: 94
Totale visitatori ultimi 12 mesi: 22.728
 

Omar Wisyam si fa vivo


ciao stefano, tutto bene?
ti mando un indirizzo: http://www.geocities.com/omar_wisyam/tradizio.html
Ho confrontato le traduzioni correnti di alcune sure del Corano. La cosa durerà un po' di tempo, non tanto a lungo, come sai, perché poi cambio, ecc ecc.

 

Daniela Nucci segnala un libro


Cari amici, vorrei segnalare alla vostra attenzione un libro che ho letto ultimamente. Si tratta di Conversione di Leonardo Mondadori e Vittorio Messori, edizioni Mondadori. E' un libretto agile e di semplice lettura ma, come tutte le cose semplici, estremamente profondo. Vi ho trovato non pochi passi illuminanti. Questa la presentazione: «Questo libro è, dunque, la testimonianza della "storia personale" di un laico chiamato "da lontano" a vivere la fede in un mondo in apparenza secolarizzato, eppure segretamente travagliato dalla nostalgia del vangelo».
Colpisce come un uomo di più di cinquant'anni, vissuto laicamente per tutta la vita, per uno strano destino abbia incontrato la fede, una fede semplice ma estremamente salda che ha saputo cogliere quelle che sono le radici, i valori, i principi del cattolicesimo.
 

Sghignazzi


A quei cinici sghignazzanti tutti intenti a inculcare nelle menti altrui che il bene e il male non esistono, che la vita è una girandola di sorci sempre pronti ad azzannarsi a vicenda, non si può replicare dicendo: "Vi condannate agli eterni supplizi", perché si fanno beffe della fede in una vita ultraterrena. Si può dire invece: "Vi condannate alla sconfitta. e questo sarà per voi un castigo sufficiente".
Czeslaw Milosz, da Il cagnolino lungo la strada, Adelphi
 

L'anti Woodstock (da Il Foglio di Sabato 5 aprile 2003 )


I giovani marines, scrive Daniel Henninger sul WSJ, colpiscono a morte la “cultura dell’infantilismo”
 
Da sempre la guerra non distrugge soltanto case e palazzi ma anche cose più astratte e impalpabili: mode, culture, atteggiamenti, stili di vita.
 
Secondo Daniel Henninger, opinionista del Wall Street Journal, il conflitto con l’Iraq sta dando il colpo di grazia a qualcosa di cui l’America si è nutrita a piene mani per oltre trent’anni, e che ha esportato anche in Europa e nel resto del mondo. I soldati americani, mentre combattono nelle strade delle città irachene, stanno contemporaneamente lanciando granate contro uno dei pilastri fondamentali di una parte della cultura americana: la youth culture nata nel grande concerto di Woodstock nel 1969, pomposa celebrazione della musica rock, dell’introspezione di se stessi e del fango. Questa “cultura della gioventù” è in America uno stile di vita, che mette in primo piano quello che i giovani sanno fare meglio: pensare e parlare di se stessi.
 
“Probabilmente”, afferma Henninger, “l’inizio della fine per questa cultura è stato decretato proprio ora in un altrettanto triste ma del tutto diverso raduno dei giovani americani nel deserto iracheno. Questa guerra è l’anti Woodstock”.
 
A Woodstock venne partorita l’idea celebrata in una famosissima canzone del gruppo West Coast di Crosby, Still, Nash & Young: Love the one you are with, ama la persona che ti sta vicino. Come sottolinea con sarcasmo Henninger, questo non equivale al precetto cristiano, ma significa, molto più semplicemente, ama “chi è a portata di mano”. Vale ancora questa massima rockettara? Forse non più. Qualche giorno fa il giornalista della Cnn Martin Savidge ha offerto a quattro marine la possibilità di chiamare casa sul suo videotelefono satellitare. Ecco che cosa è avvenuto. “Un marine è corso dal suo sergente, che non era riuscito a mettersi in contatto con la propria moglie incinta da oltre tre mesi”. Gli altri tre marine hanno proposto di usare il telefono per chiamare i genitori del caporale Brian Buesing, morto la scorsa settimana a Nassiriya. Savidge si è chiesto stupito: “Ma dove li trovano uomini così?”.
 
Henninger ha una risposta pronta, fornita da Tom Ricks, reporter del Pentagono, che, quasi otto anni fa, scrisse un celebre articolo sull’addestramento dei marine nella base di Parris Island. “Parris Island trasforma i Beavis e Butthead dell’America” - la versione statunitense dei nostri Nucleo e Capsula – “in marine degli Stati Uniti. Dopo undici settimane passate in questa base, le reclute escono fuori disciplinate e con un comportamento serio. Non si drogano, sono in perfetta forma fisica e rispettosi con i genitori”.
 
Henninger nota con grande piacere come, nelle due ultime settimane, “abbiamo ascoltato, in varie interviste, giovani americani di 26 anni del tutto privi della tipica scaltrezza modernista: non mostrano alcun bisogno, o inclinazione, a creare un’ironica e sarcastica distanza tra se stessi e tutto ciò che gli sta attorno”.
 
E suggerisce: “Forse è tempo che anche la nostra youth culture cominci a crescere”.
 

Vomitare apposta.


Di questa cultura Henninger fa un quadro spietato. “Persino le proteste pacifiste si sono ridotte a un gioco sciocco e insulso, come nel recente slogan ‘vomita contro la guerra’, urlato in una manifestazione a San Francisco, nella quale alcuni partecipanti si sono messi a vomitare apposta. Per non parlare poi di chi, sfoggiando un sorriso a trentadue denti e un cappellino da baseball, ha accettato un Oscar e insultato il presidente degli Stati Uniti. Questo è puro infantilismo. Non è la protesta di persone preoccupate per quello che sta accadendo, ma interessate soltanto ad attirare l’attenzione su di sé, sul loro io”.
 
E continua, rincarando la dose: “Questa è una cultura profondamente puerile. Vive nel mondo di Peter Pan, una sorta di isola che non c’è, dove nessuno è obbligato a crescere. Proprio in questo periodo, ogni anno, si celebra lo Spring Break sulle spiagge della Florida, a base di fiumi di birra e di tette al vento. Certo, è sempre stato così ed è probabilmente una cosa innocua. Ma qualcuno scappa ed entra nelle forze armate”.
 
E ancora: “Questa è una cultura che ora è decisa a trasformare Jessica Lynch in una celebrità. La settimana scorsa era una ragazza diciannovenne della Virginia, che si era arruolata nell’esercito e faceva il proprio lavoro. Ma adesso Larry King, Katie Couric e molti altri presentatori stanno facendo di tutto per accaparrarsela e portarla in televisione per farla parlare, naturalmente, di se stessa”.
 
Ma, conclude Henninger, “questa infatuazione per la celebrità, che ora si manifesta negli innumerevoli programmi alla Grande fratello, è esattamente l’opposto dei valori militari che i soldati americani hanno messo in mostra questa settimana, subordinando i propri bisogni personali al bene comune”.
 
Gli “adulti giovani” di Woodstock stanno lasciando il posto ai “giovani adulti” che combattono in Iraq.