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Il Covile - N.o 139 (23.4.2003) Gerarchia, Fraternità, Libertà

Questo numero


Passata la Santa Pasqua riprendiamo i contatti con questo aureo pensiero tratto dai giacimenti Milosziani nei quali, come sapete, da qualche tempo sto scavando.
 

Gerarchia, Fraternità, Libertà (il motto di Hölderlin)


[…] il concetto di gerarchia. Ovunque si abbia a che fare con l’intelletto e il cuore umano, l'uguaglianza è una finzione, l’ineguaglianza la legge universale. Ecco perché le confraternite degli artisti e dei poeti, dato che nell'arte l’intelletto e il cuore si manifestano in maniera palpabile, non fanno che dare voti, innalzare gli uni, abbassare gli altri. Dietro il gioco delle ambizioni, il ridicolo, poiché di solito dei mediocri giudicano altri mediocri, bisogna saper riconoscere il desiderio di una grandezza autentica, poco importa se per lo più mal indirizzato. E, in fin dei conti, nessun ammiratore delle conquiste umane nel campo della filosofia, della scienza, dell'arte è un autentico partigiano dell'uguaglianza, a prescindere dalle sue convinzioni politiche. Visto che si è fatto il nome di Hölderlin, ricorderò che il suo motto era: Gerarchia, Fraternità, Libertà. Notiamo l'ordine in cui sono disposte queste tre parole. Forse un politico, appropriandosi di tale motto, l'avrebbe mutato in qualcosa di turpe, ma nella repubblica delle scienze e delle arti gli rendiamo continuamente omaggio.
 
Czeslaw Milosz, La terra di Ulro, p. 113, Adelphi