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Il Covile - N.o 142 (1.5.2003) Ricordi lontani e vicini di Claudio Marcello Rossi

Questo numero


Uno dei lati buoni del tenere una newsletter è che non avendo scadenze e impegni fissi la puoi inviare solo quando puoi o vuoi. È naturale che ci siano momenti di stanca ed altri di effervescenza e la sequenza degli invii segue questo ritmo variato. In alcuni momenti, come questo, il mio ruolo si riduce poi alla semplice ricucitura di interventi e proposte di amici: sono quelli che mi piacciono di più e che mi spronano maggiormente a continuare. Ecco Claudio Marcello che continua il discorso di Riccardo del numero scorso, nella nota dà notizia di rospi che moltissimi genitori, io non vi dico quante volte, si trovano ancora a ingoiare.
 

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Ricordi lontani e vicini di Claudio Marcello Rossi


Caro Stefano, le risposte di Riccardo possono a sua volta essere delle domande.
Dico a Riccardo:
ho letto i tuoi commenti nella NL 141. Bravo, è così. E come correttamente la riassumi è stata così anche la mattanza di degnissime persone che avevano lavorato e portato avanti tanti anni ed affetti della loro vita, ignare che ci sarebbe stato un 25 aprile da spartiacque.
Ricordo ad esempio (avevo 8-9 anni) che per giorni i miei genitori stettero uniti ad una elegante signora, nella sua casa intorno a Lucca, città ove anche noi vivevamo, nell'attesa di una persona, un giovane, brillante ingegnere suo marito e padre di 5 teneri, bellissimi figli ( con cui trascorrevo le vacanze). Lui aveva lavorato anni in Libia costruendo strade e ferrovie e amava questo. Ma evidentemente la rilettura immediata delle cose lo fece apparire dal 25 aprile, chissà, esponente di qualcosa di sbagliato. Così, una delle poche Fiat Balilla che allora giravano e che raggiungeva i 100 all'ora sulla Firenze-mare, fu raggiunta una sera all'imbrunire, verso Altopascio, da un'Aprilia, più veloce di 20 Km all'ora. Fu fermato, fatto scendere, una sventagliata di mitra e lasciato nel fosso dove fu trovato giorni dopo. Grande impresa. In casa restammo ammutoliti per mesi. Anche noi bambini sentimmo il terrore e la tristezza di qualcosa di indefinito, che non passava, più pesante del correre nei rifugi la notte, sotto i bombardamenti.
Mi domando: al di là dei nostalgici del fascismo ( se ancora ce ne sono, il tempo passa, i corpi spariscono) ma cosa intimidisce le forze liberali - che tali andrebbero considerate quelle del mondo socialista, del mondo cattolico e della destra attuale - dall'esprimere non solo con il silenzioso voto elettorale e poi con la formale presenza in parlamento il proprio pensiero (le gazzarre, in fondo, son poca cosa) il giudizio sulla memoria e sulla storia ? Non sono gli agitati e mai conclusivi talk-show televisivi e neppure le dichiarazioni istituzionali e quindi le prese di posizione nei recinti a ciò delegati (Camera e Senato) a far sentire il peso di una opinione maggioritaria nel Paese, che invece vive dominata da una letteratura, scritta, pensata e declamata, di segno opposto e mendace.
Perché questo avviene?
Ecco, forse, un buon tema questo su cui continuare il medesimo discorso preso di petto da Riccardo, ma sotto angolazioni differenti, che toccano i comportamenti dei singoli, la cultura di elite e quella di massa, il fascino dello slogan, la pigrizia intellettuale, il malinteso senso della pace(*), del bene, la collusione sottile ed ambigua con il male all'interno di una visione debole dei valori umani, cui comodamente ci si riferisce e con cui ci si avvolge prendendone lembi a piacere.
La ragione del perché questo avviene ha certamente motivazioni di natura sociologica e culturale di ogni epoca e specie in quella attuale. Ma è comunque un'estrema debolezza della ragione e della sua voglia e capacità di affermarsi. Perché?
Claudio Marcello
 
(*) È certamente un malinteso senso della pace, di una piccolissima pace di relazioni umane, anche quello mio che ha dato giorni fa degli euro alla figlia alle medie, scuola pubblica, per comprare cianfrusaglie su tavoli allestiti con bandiere arcobaleno, il cui ricavato sarebbe andato ad una associazione (la professoressa ci tiene tanto, si può contrariare la professoressa in un'opera da questa presentata come benefica?). L'associazione - breve verifica in Internet - appare fra i più organizzati ed agitati centri comunisti di Spagna. Che diritto ha la scuola pubblica di aggirare l'inesistente opinione sulle cose del mondo, propria della prima adolescenza, per consolidare surrettiziamente (solo nella scuolina di mia figlia ha raccolto 4800 euro) posizioni di estrema sinistra? Ecco il silenzio dei nostri comportamenti. Si può a 15 giorni dalla pagella inimicarsi il collegio giudicante e far piangere la figlietta ignara, sullo sfondo di PACE, PACE, PACE ?