Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 147 (1.6.2003) Ritorno a Blandings: André Breton e Luciano Berio

Questo numero


In ordine di arrivo vi trasmetto:
primo: una mail di Riccardo;
secondo (sempre della serie Grandi impostori del nostro tempo): un commento fuori dal coro ma con la forza della verità, sull’opera di Luciano Berio (*);
terzo: l’invito ad uno degli interessantissimi incontri che Giannozzo Pucci organizza nei soliti scenari esclusivi.
 
(*) Purtroppo il tentativo (ormai fallito, ma i danni non sono stati pochi) del cosiddetto gruppo di Darmstadt di impossessarsi in maniera totalitaria della musica colta non ha ancora trovato il suo storico-critico, il suo Salingaros, vedremo cosa si può fare…
 

Una (ottima) proposta di lettura da Riccardo Zucconi


… vorrei segnalare agli amici una vera chicca: Odile di Queneau. È un libro che non avevo letto ed ho scoperto l'altra sera a casa di Paolo Milli, mitico direttore della libreria Seeber, adesso appiedato per un anno o due. Paolo me lo ha gentilmente prestato (ed io l'ho già restituito, i libri vanno resi subito, questione di onore!).
Odile è ispirato ai rapporti fra Queneau ed André Breton, alla cui corte Queneau e tanti altri intellettuali maturavano o marcivano alla fine degli anni 20. Queneau sembra orientato per il marcivano. La critica che fa di questo milieu è feroce. Tutto veniva gestito dal gruppo che voleva preparare le masse alla rivoluzione ed al comunismo. La cosa di cui avevano più paura era di sembrare borghesi, e tutti erano borghesi, e di esprimere dei sentimenti banali come l'amore. Ricordo di aver letto in Soffici che un gruppo simile fiorentino, con Rosai, Papini, Prezzolini etc. processò alla stazione di Firenze Boccioni perché era sceso dal treno con la sua giovane sposa francese. La ragazza si mise a piangere ed alla fine gli amici perdonarono Boccioni per il suo delitto: un matrimonio borghese.
Che dire? Passano gli anni, i decenni, i secoli ma gli intellettuali non sembrano voler guarire dalla paura di vivere una vita normale, dal settarismo, dal vizio antico di voler vivere in un mondo "a parte", logicamente migliore, più puro, più tutto di quello dove vivono le persone comuni.
Vi offro questa pagina di Odile, dove Anglarès/Breton illustra a Travy/Queneau i gruppi che stanno aderendo al suo progetto. Buona lettura.
Mi tese un foglio dattiloscritto che enumerava:

Riccardo
 

Luciano Berio, il genio della musica inascoltabile (da il Giornale, 28 maggio 2003)


È morto il genio della musica inascoltabile. È morto Luciano Berio, il compositore elettroacustico che è stato vanto della cultura alta, tanto alta da concedersi il lusso della complicazione e perciò spaventare chiunque osasse avvicinarsi ai suoi dischi. Fossero pure gli accaniti ascoltatori di Radio Tre, ne venivano fuori alle sue note, tutti storditi. È morto il compagno Luciano Berio, era nato ad Oneglia il 24 ottobre del 1925, ed era il fiore all'occhiello del partito degli intellettuali, l'unico ormai, essendosi abbondantemente usurata l'asola con il simulacro di Luigi Nono, l'altro grande genio dell'inascoltabilità.
Non c'è un motivo nella sterminata produzione creativa di Berio che qualcuno possa fischiettare. Nemmeno gli studenti del conservatorio. Tutti sono capaci di ruzzolare con la Cavalcata delle valchirie, tutti s'imbriacano con Mozart, per non parlare di quanto possa far sognare Pietro Mascagni, ma uno - uno con le mani in tasca, intento a restarsene per fatti suoi, uno che vuole solo fischiare - un motivetto rammemorante l'opera di Luciano Berio, non lo potrà mai trovare.
Solo i comunisti che accettano la qualsiasi pur di obbedire alle disposizioni di partito potevano digerirlo alle Feste dell’Unità, così come sdentati intellettuali potevano vantarsi di discettarne, ma genio «della mòseca» come lo fu Totò, caricatura dell’enfasi sperimentale in cerca dell’editore «Tiscordi», lui lo fu veramente, senza far ridere nessuno, ma anzi, tirandosi tutti dietro. Quasi un novello pifferaio di Hamelin prestato all’egemonia culturale gramsciana. Non esiste un pubblicitario che abbia usato una sua pagina per metterla in uno spot, ma nel celebrato episodio delle Vacanze intelligenti, quello con Alberto Sordi stremato da una Biennale, era sicuramente un Berio doc quello sfiancante concerto di silenzi e trombette. (…)
Pietrangelo Buttafuoco
 

Convegno alla Madonna del Sasso


Opera del Santuario Madonna delle Grazie al Sasso, Associazione Fioretta Mazzei, Associazione Popolo di Lubaco.
 

Colloqui del Sasso 2003
UOMO E NATURA TRA CREAZIONE E EVOLUZIONE - Un progetto o il caso?


 
Sabato 7 giugno 2003 ore 9,30 – 17,00 - Santuario della Madonna delle Grazie al Sasso - Firenze
 
Programma:
 
Mattino
Thomas Vinatj, OP teologo docente presso l'Università Pontificia S. Tommaso a Roma
C'è un'evoluzione cosmologica?
 
Giuseppe Sermonti, Professore di Genetica all'Università di Perugia
Ha senso parlare di evoluzione?
 
Attilio Danese, docente di Filosofia politica Giulia Paola Di Nicola, docente di Sociologia presso l'Università di Chieti
Per un'ermeneutica del corpo
 
Dibattito
 
Ore 13.00: Interruzione per il pranzo
 
Pomeriggio
 
Ludovico Galleni, Professore di Zoologia generale e di etica ambientale presso l'Università di Pisa
Teilhard de Chardin e l'evoluzione come un muoversi verso la complessità e la coscienza
Stefano Grossi, Teologo docente presso la Facoltà teologica dell'Italia Centrale
Evoluzione e creazione: un interessante momento di confronto e di dialogo tra scienze della natura e riflessione teologica
 
Dibattito
 
Per i partecipanti sarà possibile effettuare il pranzo presso il Santuario dandone comunicazione all'arrivo. Per informazioni rivolgersi ai seguenti numeri telefonici: 055/8300013 – 697747 – 8300441

La concezione riduzionistica e meccanicistica della natura, basata unicamente sulle leggi della fisica e della chimica, trovò il suo coronamento non tanto nell'opera di Darwin, quanto nei suoi seguaci che attraverso di essa pretesero di avere scoperto l'origine della vita e le leggi naturali che sono alla base di tutti gli esseri viventi compreso l'uomo.
Le teorie sociali ed economiche di John Locke e Adam Smith, fondate sul puro interesse individuale sorretto dall'egoismo e sulla competizione per il fine dell'abbondanza materiale e dello sviluppo illimitato a spese della natura, posero nella teoria della evoluzione delle specie la prova della loro rispondenza alle leggi naturali.
La sopravvivenza del più adatto era intesa da Spencer e dagli altri darwinisti sociali nel senso che, nella battaglia fra gli esseri viventi, i vincitori sono quelli che possiedono i caratteri capaci di migliorare la specie e di creare un ordine sempre crescente, provvedendo così al progresso sociale, di tutti.
Ma non è forse ancora oggi che i più forti si considerano portatori di ordine, democrazia e benessere per tutto il mondo?
In questo quadro troviamo a tanti anni di distanza la fortunata accettazione di una teoria mai scientificamente provata, che però viene diffusa nelle scuole fin dalla prima infanzia e da un susseguirsi di notizie e programmi televisivi divulgativi basati acriticamente su di essa.
 
"Per indurre a riflettere coloro che si assumono la responsabilità di insegnare la religione cattolica, vogliamo trascrivere quanto abbiamo letto in un trattatello scientifico sull’origine della vita, adottato in una scuola cattolica: "L’uomo primitivo, scrive l’autore, impossibilitato a contrastare le schiaccianti forze della natura, tentava di esorcizzarle aggrappandosi a fantasticherie confortanti, nella credenza che buona parte di ciò che si immaginava potesse essere reale…
Questo ‘pensiero magico’, questa ‘fede nell’incantesimo’ rimase a lungo l’unica spiegazione dell’origine della vita ed ancora oggi molti preferiscono spiegare la comparsa dei viventi ricorrendo all’ipotesi di un atto creativo di un’entità onnipossente, piuttosto che utilizzare razionalmente e criticamente i dati scientifici di cui disponiamo".
La vita, il mondo, l'universo si sarebbero fatti da soli... per caso... in miliardi di anni, partendo da un protozoo da cui derivarono per innumerevoli passaggi tutti gli esseri viventi compreso l'uomo.
La materia vivente è costituita da proteine ed altre sostanze. Le proteine sono formate da aminoacidi.
Basterà dunque dire che in origine... vi era un brodo primordiale... nel quale si sarebbero formati per caso degli aminoacidi e da questi le proteine e da queste gli esseri viventi, piante e animali, compreso l'uomo....
La vera scienza dimostra che è una cosa semplicemente assurda che degli aminoacidi da soli… per caso… (posto che si siano trovati liberi… in quel brodo primordiale…) si dispongano uno dopo l’altro nell’ordine necessario a formare una proteina, a parte il fatto che è stato calcolato che sarebbero necessari due miliardi di anni, perché, per caso, si formasse un solo aminoacido! Gli aminoacidi sono una ventina e le proteine sono formate da centinaia di migliaia di aminoacidi....
Quanto poi ai "dati scientifici…utilizzati razionalmente e criticamente" si deve constatare che non portano a nessuna sensazionale rivelazione sull'origine della vita che rimane un mistero a meno che... la vita sulla terra non derivi da spore che verrebbero formate negli spazi interstellari e andrebbero poi ad inseminare i pianeti. E' questa infatti una ipotesi che viene oggi presa in considerazione senza che la gente si accorga quanto vada errando la mente umana nel proporre ed accogliere delle fantasticherie insostenibili pur di non prendere nemmeno in considerazione l'esistenza di Dio."
(Anna Maria Cenci, I sei giorni della Creazione, Progetto Editoriale Mariano).