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Il Covile - N.o 151 (24.6.2003) Precisazioni

Questo numero


Concludiamo il breve intermezzo sulle generazioni d’antan. Intanto faccio subito ammenda con l’amico Stefano Miniati al quale ho dato nel 149 del misoneista (anche se in process) e pubblico la sua giusta precisazione. Avevo inoltre chiesto alcuni chiarimenti a Carlo Poggiali sul suo testo del numero scorso:
“1) cos'è la pattona?
2) da dove proviene, se non millantato, il titolo di Principe della Dottrina Cristiana della Provincia di Firenze?”

Più sotto la dettagliata risposta.
 

Precisazioni (1)


Caro Stefano, l' anonimo scritto che ti ho inviato era divertente, vero e triste, come hai constatato anche tu.
L' aggiunta di Francesco è stata altrettanto spiritosa e divertente, nonché triste per noi vecchietti. Anche la chiosa di Poggiali era spiritosa e acuta. Però io non sono misoneista, mi piace la modernità, in special modo quando vado dal dentista. Detesto invece l'inutile modernismo. Mi piace la morale, detesto il moralismo. Mi piacciono le donne, detesto il dongiovannismo... e così via.
Per la precisione.
un abbraccio
Stefano Miniati
 

Precisazioni (2)


1. Per la pattona poteva chiedere al suo Signor Padre che lo saprà benissimo: è la polenta di farina di castagne che veniva tagliata col filo e venduta a fette, ben infarinata con farina dolce nella sua brava carta gialla*) in apposiite bottegucce a ciò dedicate, assieme al migliaccio, al pandiramerino e alla cecina. Una di queste bottegucce esiste ancora nei pressi del Liceo Michelangelo, ma vende ormai altre cose. (Compresa la Fanta, mentre ai nostri tempi esisteva solo la Coca Cola dentro cui si mettevano i lacci delle scarpe perché si diceva che li corrodesse. Da qui ebbero origine alcuni precoci falsi sperimentali: il dimostratore affermava che i lacci erano stati sfilacciati del liquido ma in genere erano già sfilacciati di suo).
 
2. Principe della Dottrina cristiana della Provincia di Firenze era il titolo che riceveva annualmente il miglior catechista della Diocesi. Riservato agli Aspiranti di Azione cattolica. Il premio consisteva in un viaggio a Roma e in un incontro col Papa spesati di tutto punto (in 3ª Classe). Ci furono delle difficoltà finanziarie nella Diocesi l'anno in cui vinsi io e il 1° premio consisteva in un tavolinetto col ripiano ad intarsi di vetro multicolore e qualche altro oggetto di arredamento: io scelsi l'11° premio, un teatro dei burattini con le marionette, per cui venni rimproverato, tacciato di originale ecc. In ogni caso non credo che comunque mi ci avrebbero mandato: facevo già d'allora circolare delle false letterine al papa che terminavano con "Tanti bacioni al Piede" con grave scandalo e urla dei Padri Barnabiti.
 
* La carta gialla oltre che essere un'ottima carta da fritti (quella a ciò dedicata in vendita all'ESSELUNGA non è altrettanto efficiente, quella delle COOP, poi, è di qualità veramente infima) serviva, bagnata con acqua fredda e a strati, per metterla sui bernoccoli. Si trova ancora da Scattolini ma non è più la stessa cosa: è liscia e assai meno assorbente. Rosai et alii ci disegnavano su con un pezzetto di carbonella, poi passavano il fissativo.
 
Spero di essere stato esaustivo.
 
Carlo Poggiali