Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 160 (1.9.2003) Speciale OGM

Questo numero: speciale OGM


 
Iniziamo settembre in media res. Lo scorso marzo, erano tempi di guerra, riprendendo uno spunto di dibattito sul “fondamentalismo verde” (v. “Lettera aperta ad Ugo Bardi” di Pietro Del Zanna nella NL n°125), l’amico Claudio Marcello Rossi inviò un brano tratto dal suo libro (MORRO UM, ed. Borgia); il contributo fu subito pubblicato (v. NL n°132), ma non seguirono commenti perché tutta l’attenzione e la preoccupazione erano per l’Iraq.
Ora però quella discussione è il momento di riprenderla: tra i vari scopi della nostra newsletter c’è quello, e mi sembra che finora ci siamo riusciti, di non evitare i temi che ci dividono e di confrontarci non per convincerci l’un l’altro, ma per capirsi e capire meglio.
Punto di precipitazione del dibattito è oggi la questione degli OGM e l’apparente via libera che starebbe dando la Chiesa. Dico subito che al proposito sono molto in sintonia con Giannozzo, ma andiamo per gradi.
Quattro brani sono, diciamo, “a favore”: un brevissimo estratto dal pezzo di CMR, reprint dal n°132; un pensiero da Il cagnolino lungo la strada e parte di una poesia dell’amato Czeslaw Milosz; il prologo di Antonio Socci al suo ultimo libro, Uno strano cristiano (per quanto riguarda Socci devo dire che, dopo averle rilette, mi sento di condividere tutte le convinzioni che elenca, meno la numero sei).
Vi è poi una considerazione interlocutoria di Francesco Bertoldi, curatore del sito www.culturacristiana.net e infine, ad esprimere le ragioni del “contro”, invece un solo, bellissimo, intervento di Giannozzo Pucci.
 

Dalla lettera di Gabriel


Sui libri, fin da quelli dei primi anni di scuola, i piccoli disegni ingenui dai colori smaglianti di prati, fiori, montagne e animaletti, c’era scritto che la natura è meravigliosa. Gli ambientalisti traducono in politica questa tesi: non tocchiamola per carità, non modifichiamo i ritmi, il procedere naturale, i sacri riti. Ma quanti animali sono stati fatti a pezzi, squartati, drogati , allevati per ucciderli e ricavarne un’ipotesi di sostanza chimica che divenga dopo medicina, magari per un Papa malato?
Claudio Marcello Rossi
 

La lezione (1997)


Una vita lunga. Ma ciò è avvenuto grazie alla scienza medica. Conosceva la malattia che lo avrebbe ucciso, non fosse stato per il farmaco prescritto e assunto scrupolosamente ogni giorno. Per questa ragione non stava dalla parte di coloro che irridono all'idea di progresso.
Czeslaw Milosz
 

Tre conversazioni sulla civiltà (1963)


[…]
Sì, è vero, il paesaggio è un po’ cambiato.
Dove c’erano boschi, ora ci sono pere di fabbriche e cisterne.
Avvicinandoci ai ponti alla foce d’un fiume ci tappiamo il naso,
la sua corrente trasporta nafta e cloro e composti di metile,
senza parlare delle secrezioni dei Libri delle Astrazioni:
escrementi, urina e sperma morto.
Una grande macchia di colore sintetico avvelena i pesci del mare.
Là dove il giunco e la canna coprivano il bordo della baia,
ora c’è la ruggine di macchine sfasciate, di ceneri e mattoni.
I poeti antichi ci parlavano del profumo della terra
e delle cavallette. Oggi scansiamo i campi.
Attraversa più in fretta che puoi l’area chimica degli agricoltori.
Sono estinti l’insetto e l’uccello. Lontano un uomo annoiato
trascina polvere col suo trattore, ha aperto l’ombrello da sole.
Chi stiamo rimpiangendo? Chiedo. La tigre? Il leone? Lo squalo?
Abbiamo creato una seconda natura a somiglianza della prima,
perché non ci sembrasse per caso di vivere in paradiso.
Forse quando Adamo si svegliò nel giardino
gli animali si leccavano il muso sbadigliando amichevoli
e le loro zanne nonché la coda sferzante i fianchi
erano figurative e l’avèrla piccola
più tardi, molto più tardi, chiamata Lanius Collurio
non conficcava i bruchi nelle spine del pruno.
Tuttavia, ad eccezione di quel momento, ciò che sappiamo sulla Natura
non depone a suo vantaggio. La nostra non è peggiore.
Perciò, vi prego, facciamola finita con questi lamenti.
[…]
Czeslaw Milosz
 

Prologo ad Uno strano cristiano


Poiché credo fermamente nella ragione e nella realtà - prerogativa ormai tipica dei cattolici - appartengo indegnamente, ma con gratitudine, alla Chiesa di Cristo. Essendo come ogni cattolico radicalmente materialista (noi infatti non annunciamo l’esistenza di Dio, ma seguiamo un Dio fatto uomo, risorto nella carne, come ripetevano Guardini e La Pira), riconosco tranquillamente - per quanto scandaloso sia - il verificarsi di miracoli, segni della bontà del Signore, i quali sono accertati dalla scienza (a cui va la mia fiducia) e verificati dalla mia esperienza personale. Inoltre, per la stessa fiducia nell'analisi razionale della realtà, ho maturato - fra tante altre - queste convinzioni (che ovviamente non sono verità rivelata):
1. che la Rivoluzione francese sia stata un'immane sciagura;
2. che a voler cercare la prima vera dichiarazione dei diritti dell'uomo si dovrebbe andare a Francisco de Vitoria (XVI secolo) e alla cattolica «Scuola di Salamanca»;
3. che l'illuminismo sia stato per molti versi oscurantismo e che il cristianesimo sia stato il vero illuminismo che libera da superstizioni, miti e utopie;
4. che il liberalismo credibile sia quello anglo-americano o quello della «Scuola di Vienna» e di Sturzo; non quello che abbiamo conosciuto con Napoleone e con il Risorgimento;
5. ritengo anche che sull’orrore del comunismo gravi oggi un'amnesia generalizzata che ha gli effetti di una vergognosa auto-amnistia;
6. penso che viviamo attualmente - grazie al vituperato capitalismo globalizzatore - nelle migliori condi­zioni mai sperimentate dall'umanità e che (se soccorreremo i popoli che sono nella sofferenza) vivremo sempre meglio, non essendo affatto il pianeta sull'orlo dell'autodistruzione; ritengo anzi deleteria la dominante cultura antimoderna;
7. concordo infine con quanto scrive René Girard: «A partire dal primo Rinascimento, ciò che è pagano gode presso i nostri intellettuali di una fama di trasparenza, purezza e salubrità che nulla può scuotere. Il paganesimo è sempre favorevolmente contrapposto a tutto quello che il giudaismo e il cristianesimo comporterebbero invece di "malsano". Fino al nazismo incluso, il giudaismo era la vittima preferenziale di questo sistema da capro espiatorio, e il cristianesimo non veniva che in seconda battuta. Dopo l'Olocausto, in compenso, non si osa più prendersela direttamente con il giudaismo, ed è stato il turno del cattolicesimo di venir promosso al rango di primo capro espiatorio».
Ho portato queste mie convinzioni in televisione pron­to a discuterne. Con lealtà e serietà. Ma mi sono trovato a fare i conti con centinaia di articoli che si occupavano del mio maglione, della luminosità dei miei occhi e della curatezza della mia barba, oltreché dell'immancabile domanda «da che parte sta?». Si sono inventati un personaggio col mio stesso nome e gli hanno perfino attribuito una biografia. Divertente. Ma io sono un altro e vengo da un'altra storia. Vi racconto in queste pagine come sono andate le cose.
Antonio Socci
 

OGM sì, OGM no


Non si tratta di una novità assoluta, visto che da sempre l'uomo ha cercato di migliorare la natura, e soprattutto nella civiltà europea, plasmata dal Cristianesimo, l'uomo ha avuto la fiducia di essere il centro e in qualche modo (per volere del vero Padrone e nei limiti da Lui fissati) il padrone della natura.
Il dibattito è aperto: si va da chi ne è entusiasticamente favorevole a chi li odia rabbiosamente. Il Vaticano recentemente ha promosso una serie di incontri per studiare attentamente il problema, senza paraocchi ideologici.
Perché? Se non altro per questa ragione, che se fosse certo che gli OGM non danneggiano la salute umana, né l'ecosistema, essi sarebbero preziosi, forse decisivi nella lotta alla fame nel mondo e nella diffusione del benessere. Infatti la loro resistenza a molte malattie e la loro configurazione li rende capaci di rese prossime al 100%, evitando l’uso di pesticidi e altri veleni che rovinano l’ambiente.
Che dire? Personalmente non ho una risposta completa e definitiva. Esistono comunque più livelli: uno scientifico, uno filosofico-teologico e uno politico.
1. A livello scientifico non c’è accordo: si trovano tesi di scienziati che sono tra loro anche di molto contrastanti. Quello che è certo è che non ci sono prove che gli OGM danneggino seriamente la salute umana, visto che milioni di persone (in USA, ad esempio) se ne cibano, ormai da anni, senza danno. Ma, c’è chi dice che la prudenza non è mai troppa…
2. A livello filosofico-teologico la risposta suggerita da una concezione cristiana vede due linee-guida: da un lato l'uomo ha avuto dal Creatore una funzione di attivo, creativo dominio sulla natura, che può essere da lui manipolata; dall'altro questo dominio manipolatore deve esercitarsi all'interno di limiti precisi, fissati dallo stesso atto creatore del Mistero che fa tutte le cose: le cose non sono una informe plastilina, hanno una loro natura, che va usata, ma rispettandola nella sua struttura. In questo caso l'intervento manipolatore dell'uomo si colloca dentro o fuori da questi limiti? L'uomo cioè violenta la natura creando degli OGM? A noi sembra di no. Infatti si tratta di interventi volti a migliorare la natura esistente, non ad alterarla.
3. Ma a farci decidere per un (prudente e rivedibile) interesse per gli OGM è soprattutto l’inaffidabilità dei loro avversari e una riflessione sui motivi che li spingono a un odio così rabbioso. A parte il fatto che il fronte anti-OGM è composto al 90% da gente che calpesta la natura quando di natura umana si tratta (vedi aborto, promiscuità e perversioni varie), abbiamo il fortissimo dubbio che il vero motivo che spinge a lottare contro gli OGM sia che se gli OGM dovessero imporsi si risolverebbe il problema della fame e buona parte della povertà, e loro ... resterebbero con un palmo di naso, non potrebbero più dire che tutto va male e che la violenza sia l'unica soluzione al marciume del capitalismo. Resterebbero privi della loro tanto amata “carne da cannone”. Meglio (nella loro ottica) che i poveri restino poveri, serbatoio favoloso per il Gran Giorno della Rivoluzione.
Che è poi, in generale, il motivo di fondo che spinge il movimento no-global: impedire la globalizzazione, per impedire che il benessere si diffonda ed avere così la speranza che il “proletariato planetario”, inferocito, distrugga quella che Zanotelli chiama la Bestia dell’Apocalisse, cioè la civiltà occidentale.
Francesco Bertoldi
 

Intervento all’incontro di Camaldoli del novembre 1999 su “Natura e spiritualità”


[Il testo è stato spostato a www.stefanoborselli.elios.net/xenia/giannozzo_pucci/camaldoli.htm ]