Questo numero


Due lettere, la prima è arrivata dall’amica Gabriella Antonini ed è per noi, la seconda è di Tolkien al giovane figlio. Le parole di JRRT possono sembrare amare, ma quanta verità! A chi volesse approfondire la questione non si raccomanderà mai abbastanza lo straordinario L'amore e l'Occidente di Denis De Rougemont, tra l’altro uno dei padri dell’Unione Europea.
 

Gabriella incoraggia


Caro Stefano,
non si ringrazia mai… ed ora mi va di farlo! Grazie davvero per queste newsletter. A volte non sono in sintonia… per la corsa e i vari problemi della vita… e mi sembrano pensieri troppo lontani, troppo lunghi… ma sono comunque sempre uno stimolo e li leggo magari dopo qualche giorno.
Mi è venuto addirittura in mente di dare il mio piccolo contributo... che non è mio ma dell'Arch. Mies van der Rohe (c'è in corso una mostra all'Istituto Degl'Innocenti) ed è un pensiero sulle città:
"le città sono strumenti della vita; devono essere al servizio della vita, sono da misurare sulla vita e da progettare in funzione della vita".

Mi è venuto in mente che nei nostri anni recenti a Firenze non so se hanno avuto questa filosofia… (la pensilina della stazione di Toraldo di Francia, l'intervento nuovissimo al Ponte alla Vittoria e quello in programma alla Fortezza da Basso...). Ciao e ancora grazie.
Gabriella Antonini
 

Tolkien sul matrimonio: “la vera anima gemella è quella che hai sposato”


[da una lettera di J.R.R. Tolkien al figlio Michael (6-8 marzo 1941)]

[Una certa tradizione cavalleresca] – tende tuttora a fare della dama una specie di faro-guida o di divinità [...]. [Tale tradizione] non è completamente vera e non è perfettamente “teocentrica”. Distoglie, o ha distolto in passato, gli occhi del giovane dalle donne così come sono veramente, compagne nelle avversità della vita e non stelle-guida. [...]
Fa dimenticare i desideri, i bisogni, le tentazioni delle donne. Inculca la tesi esagerata dell’ “amore vero” come di un fuoco che viene dal di fuori, un’esaltazione permanente, che non prende in considerazione gli anni che passano, i figli che arrivano, la vita di tutti i giorni ed è svincolata dalla volontà e dagli obbiettivi. (Uno dei risultati è quello di far cercare ai giovani un “amore” che li tenga sempre al caldo, riparati da un mondo freddo, senza che debbano sforzarsi in nessun modo [...]). [...] E’ un mondo corrotto [dal peccato originale], il nostro, e non c’è armonia tra i nostri corpi, la nostra mente e l’anima.
Tuttavia, la caratteristica di un mondo corrotto è che il meglio non si può ottenere attraverso il puro godimento [...]; ma attraverso la rinuncia, la sofferenza. La fede nel matrimonio cristiano implica questo: grande mortificazione. Per un cristiano non c’è alternativa. Il matrimonio può aiutarlo a santificare e a dirigere verso un giusto obbiettivo i suoi impulsi sessuali; la sua grazia può aiutarlo nella battaglia; ma la battaglia resta. Il matrimonio non lo potrà soddisfare [mai pienamente] [...]
Queste cose non vengono quasi mai dette – nemmeno a quelle persone cresciute nella fede della Chiesa. [...] Quando l’innamoramento è passato o quando si è un po’ spento, [gli esseri umani] pensano di aver fatto un errore e di dover ancora trovare la vera anima gemella. [...] Solo un uomo molto saggio, arrivato al termine della sua vita, potrebbe esprimere un equo giudizio su quale persona, fra tutte, avrebbe fatto meglio a sposare! Quasi tutti i matrimoni, anche quelli felici, sono errori: nel senso che quasi certamente ( in un mondo migliore, o anche in questo, pur se imperfetto, ma con un po’ più di attenzione ) entrambi i partner avrebbero potuto trovare compagni molto più adatti. Ma la vera anima gemella è quella che hai sposato.
[...] Al di là di questa [...] vita oscura, tanto frustrata, io ti propongo l’unica grande cosa da amare sulla terra: i Santi Sacramenti. [...] Qui tu troverai avventura, gloria, onore, fedeltà e la vera strada per tutto il tuo amore su questa terra [...].
J. R.R. Tolkien
 
da: J. R.R. Tolkien, La realtà in trasparenza, Lettere 1914-1973, a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien, Bompiani, Milano 2001, pp.56-63, n.43
trovato in rete a: http://www.totustuus.net