Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 186 (25.1.2004) Giorgio Ragazzini approfondisce - Al cimitero degli inglesi

Questo numero


Giorgio Ragazzini ha risposto esaurientemente alle richieste di Gianluca Braccini (v. n° 181 e 183): la sua fatica la trovate più sotto. Ma prima una bella segnalazione.
 

Julia Bolton Holloway e il Cimitero degli inglesi


Se, a Firenze, vi capita di visitare quel luogo particolare che è il Cimitero degli Inglesi (Piazzale Donatello, 38: Lunedì 9-12, Martedì-Venerdì 15-18, festivi chiuso), potrete avere la fortuna di avere come guida Julia Bolton Holloway, che da qualche anno vi si è stabilita come Eremita. Tra le mille attività Julia cura anche un proprio sito, anzi una serie di siti, che voglio caldamente segnalare:
http://www.umilta.net ; http://www.florin.ms/aleph.html ;
Intanto due frammenti che ci ha inviato:
“But love was without beginning and is and ever shall be without any end.”
Julian of Norwich, Showing of Love 20.

“Do not cause terror, for God condemns this. Someone says " I live", and the bread is taken from his mouth. Another says, "This is power", and again, "I will snatch for myself what I see". But he who says this is condemned. The one who wins is, instead, he who gives to the other what he needs. Nothing of all that we plan succeeds, because it is God who reigns. Live therefore in the house of kindness and people will come freely to you with gifts.”
Written by Ptah-Hotep in Egypt, 3550 B.C.

 

Approfondimento sulla Freedom House (di Giorgio Ragazzini)


Caro Stefano e cari lettori / autori di SB, sono in debito con la Newsletter di qualche ulteriore chiarimento sui criteri con cui lavora la statunitense Freedom House come osservatorio sulla libertà nel mondo. Nel frattempo ho scoperto con piacere che la nuova edizione del testo di geografia del Neri (La Nuova Italia) si serve proprio dei suoi dati per trattare il tema nel secondo e nel terzo volume per la scuola media, insieme a quelli, quasi sempre convergenti, della Guida ai diritti umani nel mondo (WHRG), redatta da un gruppo di studiosi dell'ONU.
Come ho già accennato, la libertà di ciascuno Stato viene misurata attraverso due grandi indicatori: i diritti politici e i diritti (o libertà) civili. Gli standard adottati sono tratti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Già nel 1950 l'associazione aveva cominciato a pubblicare un più modesto rapporto in materia, ma fu nel 1972 che fu lanciato uno studio più comprensivo dal titolo Freedom in the World, che già divideva gli Stati in Liberi, Parzialmente liberi e Non liberi e che ha mantenuto sostanzialmente la stessa impostazione fino a oggi, anche se la metodologia è stata via via perfezionata.
L'indagine uscita nel 2003 riguarda 192 paesi e 18 territori e ha coinvolto più 30 studiosi. E' stato usato un largo ventaglio di fonti americane e straniere, pubblicazioni di organizzazioni non governative, notiziari, analisi accademiche, contatti professionali personali e visite in loco.
A ciascun paese esaminato viene assegnato un punteggio da 0 a 4 per ciascuna delle 10 domande riguardanti i diritti politici e per ciascuna delle 15 domande che concernono i diritti civili. I punteggi conseguiti in ognuno di due settori (quelli massimi sono rispettivamente 40 e 60) vengono tradotti in due indici numerici che vanno da 1 (la valutazione migliore) a 7 (la peggiore), e la cui media determina la classificazione tripartita in "Free" (da 1 a 2,5), "Partly Free" (da 3 a 5,5) e "Not Free" (da 5,5 a 7). Naturalmente ai due estremi di ciascuna delle tre fasce si trovano situazioni assai diverse. Per approfondire l'esame si devono andare a vedere le valutazioni più analitiche.
 
Vediamo una tabella:
 

DIRITTI POLITICI


Punteggio totaleClassificazione
36-40 7
30-35 6
24-29 5
18-23 4
12-17 3
6-11 2
0-5 1

DIRITTI CIVILI


Punteggio totaleClassificazione
53-60 7
44-52 6
35-43 5
26-34 4
17-25 3
8-16 2
0-7 1

SITUAZIONE DEL PAESE


Media Diritti Politici e civiliClassificazione
1 to 2.5 Free
3 to 5.5 Partly Free
5.5 to 7 Not Free

 
Un cambiamento nella valutazione dei diritti politici o delle libertà civili rispetto al precedente rapporto viene segnalato da un asterisco; una tendenza significativa al miglioramento o al peggioramento che non comporti uno "scatto" nella valutazione viene segnalata da frecce verso l'alto o verso il basso.
La lista delle 25 domande sui diritti politici e sulle libertà civili che fanno da guida all'inchiesta annuale tocca quasi tutti i temi essenziali della democrazia.
Per quanto riguarda i primi, si indaga la realtà di ciascun paese sulla correttezza dei processi elettorali che riguardano il governo e il parlamento, sulla qualità delle leggi elettorali, sulle uguali opportunità di informare in campagna elettorale, sulla regolarità delle votazioni e degli scrutini. Ci si occupa delle possibilità di organizzarsi in gruppi e partiti, e sulle condizioni che consentono, come esige la democrazia, l'ascesa e il declino delle forze politiche in ragione del consenso ricevuto. Si verifica l'esistenza di una significativa opposizione e se essa sia messa in grado di aumentare il suo consenso e di raggiungere il potere attraverso il voto. Vengono poi presi in considerazione eventuali condizionamenti sulle scelte politiche da parte dell'esercito, nonché di potenze straniere, partiti totalitari, gerarchie religiose o economiche e altri gruppi di potere. Infine viene valutata la situazione delle minoranze religiose, etniche e di altri gruppi minoritari, e cioè se esse godano di "ragionevoli" forme di autodeterminazione, autogoverno e autonomia o se possano in qualche modo partecipare ai processi decisionali. Infine FH verifica in che misura le rappresentanze liberamente elette determinino le politiche governative, se il governo è esente o no da una diffusa corruzione e se tra un'elezione e l'altra rende conto del suo lavoro e opera in modo trasparente.
Le domande sulle libertà civili concernono l'esistenza di mezzi di informazione liberi e indipendenti, la correttezza di quelli eventualmente controllati dallo Stato, la libertà di organizzarsi e di esprimersi delle religioni, la libertà accademica, quella di dibattito e l'esistenza o meno di indottrinamento nel sistema educativo. Le verifiche sui diritti di associazione puntano sulla libertà di riunione, di dimostrazione e di discussione pubblica, su quella di organizzazione politica e para-politica di ogni tipo, sui diritti sindacali, sulla possibilità di contrattazione collettiva e sulla libertà di costituire associazioni professionali. Quanto alla cosiddetta "rule of law", diciamo "l'impero della legge", viene verificata l'indipendenza del sistema giudiziario, il rispetto delle norme in materia civile e penale, il controllo civile della polizia. Vengono poi: la protezione dalle intimidazioni poliziesche, le carcerazioni ingiustificate, l'esilio, la tortura (anche da parte di gruppi che appoggiano o combattono il sistema). E (last but not least): i cittadini sono uguali davanti alla legge?
Le ultime quattro domande riguardano il controllo statale sulle scelte del singolo, ovvero su viaggi, residenza, lavoro, diritto di proprietà e di impresa. Rispetto a quest'ultima si indaga su eventuali condizionamenti da parte di funzionari governativi, forze di polizia, crimine organizzato. Ci si occupa poi di uguaglianza fra uomo e donna, della possibilità di scegliere liberamente chi sposare e di stabilire il "size" della famiglia: small, medium, large, extra-large (ma questo l'ho aggiunto io). C'è infine uguaglianza di opportunità e assenza di sfruttamento economico?
Tanto vi dovevo. Per risalire alla fonte si deve cliccare sul dicitura "Methodology" nel sito di Freedom House (www.freedomhouse.org).
Giorgio Ragazzini
 

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