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Il Covile - N.o 216 (19.6.2004) Una lettera di Roberto D'Autilia

Una lettera di Roberto D'Autilia


Caro Stefano, alcuni giorni fa Riccardo Zucconi mi ha fatto leggere da un giornale stampato su carta rosa (credo Il Sole 24 ore) un articolo che si concludeva con il rimpianto per la mancanza di nuovi cervelli come Montanelli, Popper e un altro nome che non ricordo.
 
Incuriosito da questa strana affermazione mi sono guardato intorno e ho trovato vivi e vegeti cervelli molto più brillanti dei due citati (e del resto perché mai citare Popper e non Feynman?). Per esempio mi sono venuti in mente Giorgio Parisi, Edward Nelson, Edward Witten e Luciano Maiani le cui idee hanno una tale rilevanza da far scomparire gli esempi del Sole 24 ore (basta scrivere “Giorgio Parisi” su Google per avere una idea dell'eclettismo e dell'impressionante rilevanza di queste idee). Perché allora non si interviene mai sul dibattito (spesso anche aspro, vedi per esempio la polemica di Newman e Stein sulla rottura della simmetria delle repliche) generato dalle idee di questi pensatori?
 
Per un motivo semplice: non si vende un giornale che stimola l'intelligenza, costringendo il lettore a fare fatica (orrore). Quando delle idee di questi teorici verrà diffusa una vulgata (fra trecento anni) e le massaie al mercato parleranno di parametri d'ordine funzionali come oggi parlano di rimozione (Freud) e di “tutto è relativo” (Einstein, che peraltro diceva esattamente il contrario) allora sul Sole 24 ore ci sarà un'altra lagna. Per fortuna nel frattempo saranno spuntate nuove idee.
 
Eppure nonostante tutto questo ignorare le grandi idee del nostro secolo resta un fatto curioso: si rimpiangono pensatori modesti e si ignorano quelli molto bravi, e soprattutto quelli che producono idee che cambiano il mondo. Basta pensare alle infinite conseguenze che le idee di un libro come Spin Glass Theory and Beyond hanno e avranno ancora di più in futuro sulla vita di tutti i giorni.
 
La pars construens delle mie osservazioni è comunque l'invito a non lasciarci andare a ingiustificati pessimismi perché gli Erdos, i Wigner o i Gromov ci sono. Basta soltanto andarseli a leggere. Ho detto prima di Feynman versus Popper perché effettivamente il contributo di Popper all'epistemologia è stato in parte irrilevante e in parte sbagliato, mentre l'elettrodinamica quantistica ha aperto infiniti orizzonti culturali.
 
Del resto anche se i dati sull'orbita di Nettuno falsificavano (secondo Popper) la teoria di Newton, nessuno ha mai pensato di metterla in dubbio. Perché il cervello non funziona in questo modo. Piuttosto gli astronomi andarono a cercare il pianeta che mancava e che perturbava l'orbita di Nettuno. Ancora un esempio. Alcuni giorni fa ho letto un quaderno di laboratorio di Fermi (ancora inedito perché scoperto di recente) in cui venivano annotati i risultati degli esperimenti sulla radioattività indotta. A un certo punto Fermi prova con il piombo, non trova nulla e lo esclude. Poi prova con il fluoruro di calcio e non trova nulla. Tuttavia insiste con il fluoruro di calcio (con buona pace di Popper) e dopo un po' di tentativi trova che la radioattività indotta non si vedeva perché il tempo di decadimento era corto (10 secondi).
 
Perché mai Fermi insiste con un esperimento che falsificava la teoria? Perché ovviamente aveva un modello in mente che lo costringeva a cercare in quella direzione indipendentemente dai risultati sperimentali. Tornando a Feynman, lo ho citato anche perché è stato un grande maestro di onestà intellettuale. Ogni volta che sviluppava una teoria ne evidenziava sempre i punti deboli (laddove in genere si amplificano i successi e si minimizzano i punti critici quando addirittura non si censurano le idee dissenzienti) in modo tale che si vada a investigare quei difetti. È così che si migliorano le cose. Esemplare è stata la sua testimonianza al processo per il disastro dello Shuttle, in cui ha interrotto la polemica sulla tenuta o meno delle guarnizioni del motore a bassa temperatura prendendone una, immergendola in un crioscopio e spezzandola con le mani sotto gli occhi di tutti. Ma purtroppo questa America onesta intelligente e semplice, l'America dei Bernstein e dei Varèse sta lasciando il posto all'America degli imbroglioni e dei bugiardi. Anche se qualche speranza ancora resta. Basta leggere con cura il documento (*) pubblicato oggi dalla commissione di inchiesta sull'11 settembre che contiene molte più informazioni della teoria di Brigitte Bardot sullo scontro di civiltà.
Roberto D'Autilia
 
(*) [Lo trovate a http://www.9-11commission.gov/hearings/hearing10/staff_statement_9.pdf ]