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Il Covile - N.o 217 (10.8.2004) Riccardo Zucconi chiama D.H. Lawrence contro F. Merlo

Questo numero


Devo proprio interrompere il silenzio estivo. Riccardo Zucconi ci segnala una bêtise di Francesco Merlo degna del Dictionnaire des idées reçues di Flaubert.
Il Merlo, a commento della recente lettera di Ratzinger sulla collaborazione uomo-donna, non ha saputo, in buona sostanza, che ripetere un luogo comune vecchio più del cucco: “Ma cosa vuoi che capisca il Papa del sesso!”. Più sotto trovate la lettera di Riccardo al sempre intelligente Foglio di Giuliano Ferrara, che in questi giorni ha dato largo spazio al dibattito sul tema.
 

Riccardo Zucconi chiama D.H. Lawrence contro F. Merlo


Al Direttore.
Grazie per la sua risposta al commento di Francesco Merlo alla lettera di Ratzinger ai Vescovi della Chiesa Cattolica. Un altro gradino nella sua battaglia quotidiana per affermare che l’acqua bagna.
Merlo deve essere un suo buon amico, perché, pur ribattendo punto su punto, non ha voluto calcare la mano. Peccato, perché se lo meritava proprio.
Io, che non lo conosco, gli consiglio di leggere A propos of Lady Chatterley`s lover il piccolo saggio che Lawrence scrisse a Firenze per rispondere a chi lo accusava di pornografia. In polemica specialmente con Bernard Shaw che asseriva che il Papa non sapeva niente di sesso, quindi non aveva diritto a parlarne.
“Come parallelo a se stesso Mr. Shaw afferma che la Suprema Prostituta d’Europa, non il Supremo Sacerdote, è la persona da consultare in material di sesso.
 
Il parallelo è esatto. La Suprema prostituta d’Europa saprebbe, in material di sesso, proprio quanto ne sa Mr. Shaw. Il che non è molto.
 
Esattamente come Mr. Shaw, la Suprema Prostituta saprebbe un infinità di cose sulla contraffazione del sesso, sulla balordaggine che viene compiuta a forza di giochi di prestigio. E, proprio come lui, non saprebbe assolutamente niente del sesso reale, che ha il ritmo delle stagioni e degli inni, la crisi del solstizio d’inverno e la Passione di Pasqua.
 
Di tutto questo la suprema prostituta non saprebbe certamente nulla di nulla, perché, per diventare una prostituta, sarebbe stata costretta a perderne il senso. Ma anche così la saprebbe più lunga di Mr. Shaw.
 
Saprebbe che il sesso ritmico, profondo, insito nella vita dell’uomo esiste. Lo saprebbe perché di tanto in tanto si sarebbe ritrovata a combatterlo.
 
Tutta la letteratura del mondo mostra l’effettiva impotenza sessuale della prostituta, la sua incapacità di tenere un uomo, la sua ira contro il profondo senso di fedeltà dell’uomo, che, come dimostra la storia del mondo, è anche più profondo e potente del suo istinto d’incostante promiscuità sessuale.
 
Tutta la letteratura del mondo dimostra quanto sia profondo l’istinto di fedeltà così nell’uomo che nella donna, quanto affannosamente uomini e donne perseguano la soddisfazione di questo istinto e soffrano della loro incapacità di trovare la via della fedeltà. L’istinto di fedeltà è forse il più profondo nel complesso che noi chiamiamo vita sessuale…
 
Perché la sola cosa che conta è che gli uomini e le donne facciano quello che VERAMENTE desiderano. Per quanto qui, come in ogni altra cosa dobbiamo ricordare che un uomo ha una doppia serie di desideri; i fugaci ed i profondi, i desideri personali, superficiali, temporanei e i grandi desideri intimi impersonali che vengono soddisfatti in lunghi periodi di tempo. i desideri del momento sono facili da riconoscere, ma gli altri, i profondi sono difficili.
 
Ora la Chiesa si basa sul riconoscimento di alcuni, almeno, fra i più grandi e profondi desideri dell’uomo, desideri che richiedono anni, vite, persino secoli interi per la loro soddisfazione.”

Riccardo Zucconi