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Il Covile - N.o 232 (20.11.2004) Giannozzo Pucci risponde a Grazia

Questo numero


Ci farà pensare tutti questa Risposta di Giannozzo. Per intanto voglio ringraziarlo insieme a Grazia: gli interventi come i loro mi fanno pensare che il tempo che spendo nella cura di questa NL forse non è perduto.
 

Risposta a Grazia Collini (di Giannozzo Pucci)


“Normale visione della persona umana” La parola “normale” qui sta a significare non il rinvio a una norma sociale, convenzionale o istituzionale giustapposta dall’alto, bensì il legame inscindibile fra il sesso ricevuto per nascita e l’io personale, anch’esso non scelto come non scelta è la nascita stessa. Che vi siano dei casi in cui questo legame è apparentemente meno evidente è una questione da dibattito scientifico nel quale peraltro non è automatico dimostrare un' “omosessualità naturale”.
 
Perciò non solo non è scontata la scelta del sesso, ma è impossibile. È scontata la possibilità di scegliere, per libero arbitrio, l’omosessualità, ma anche fatta questa scelta si resterà sempre un uomo omosessuale o una donna omosessuale, e anche il transessuale resterà con le cicatrici plastificate di quello che era, con tutte le conseguenze psicologiche e sanitarie. Stabilire per legge che il sesso natale è indifferente è come affermare per decreto che gli asini volano, capovolgendo la realtà naturale in una materia che per ogni religione sta nella morale, cioè su un piano che non ha nulla a che vedere con la scelta degli amaretti o del colore dei capelli della donna di cui innamorarsi. A proposito di scelte, Benedetta, mia moglie, mi ricorda che le persone che più influiscono sulla nostra psiche profonda sono i genitori che non ci scegliamo. In materia la Regione Toscana dovrebbe perciò coerentemente “garantire il diritto di ogni persona all’autodeterminazione dei propri genitori” e ancora “della propria nascita”, “dei propri figli” ecc. Ma queste “scelte assurde” sarebbero atti di libertà o di alienazione? Quanti casi di figli rifiutati che intraprendono percorsi defatiganti pieni di umiliazioni per ritrovare i propri genitori naturali, che sentono così essenziali alle proprie radici e identità?
 
Il succo della legge regionale di cui parliamo è il Capo 1, Principi generali, che cambia i fondamenti della nostra civiltà politica, secondo la quale (art.3, comma 1 della Costituzione italiana) i cittadini erano “uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Da ora in poi non è più così, almeno per le distinzioni di religione. Infatti come può un cristiano, ma anche un ebreo o un musulmano accettare l’imposizione etica dell’articolo 1 della legge che al comma 2 “garantisce il diritto all’autodeterminazione di ogni persona in ordine alla propria identità di genere”? Tutte le religioni danno alla natura un valore morale come indicazione della volontà e dell’amore del Creatore. Decretare che la natura umana in ordine al sesso è tabula rasa, vuol dire imporre per legge una nuova etica che discrimina le religioni fondate sull’etica eterosessule. Per fare un paragone sarebbe come dire che l’ambiente tecnologico ha uguale valore di quello naturale, che la presenza di boschi, montagne, fiumi, ghiacciai è indifferente di fronte all’autodeterminazione dell’uomo, che OGM e semi naturali sono la stessa cosa, ma questa è l’etica capitalistica che sta discriminando e cancellando tutte le identità e autonomie locali del mondo.
 
La migliore definizione di stato laico l’ho trovata in una lettera di Don Milani:
“…quando si parla di scuola le persone che meglio m’intendono sono i liberali, quelli liberali davvero però… Eppure il presupposto da cui prendiamo il via è diametralmente opposto: io parto sapendo già la Verità, loro partono in quarta contro quelli che sanno già la Verità. Ma la maniera di concepire la scuola è identica: un’assoluta indifferenza per i dogmi. Loro non li rammentano mai perché non ci credono. Io non li rammento mai perché ci credo:”
La legge toscana istituisce un nuovo dogma, l’indifferenza del sesso di nascita, e facendo questo fa piazza pulita dello stato laico.
 
La portata di questo fatto è immensa perché ripropone lo stato etico, cioè non riconosce un’architettura morale che viene prima e al di fuori dello stato, al di fuori anche delle maggioranze, ma sulla base di una eventuale maggioranza momentanea, stabilisce i valori di fondo, affossando quella laicità politica che aveva rinunciato ad essere fonte di morale e di dogmi. Il rispetto per chi ha usato il suo libero arbitrio per fare una scelta omosessuale non ha nulla a che vedere con questa nuova etica. Infatti gli omosessuali ci sono sempre stati ma si sono accontentati della tolleranza, della non discriminazione, del rispetto umano, non hanno preteso di fondare loro l’etica sociale, la quale potrebbe diventare anche intollerante e violenta, come avvenne a Sodoma.
 
Non si può servire a due padroni. Infatti non si può servire un’etica eterosessuale e contemporaneamente anche un’etica fondamentalista omosessuale come quella della legge toscana. Questa, all’art. 1 comma 1, consente “la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale”. Grazia hai mai sentito il bisogno che la Regione Toscana o lo stato o qualunque istituzione Ti dessero il consenso alla libera manifestazione del Tuo orientamento sessuale? Sarebbe stato come chiedere il consenso istituzionale a respirare. La ragione è che il Tuo orientamento corrisponde al Tuo genere di nascita e la sua espressione è spontaneamente libera senza bisogno di riconoscimenti.
 
Ha bisogno di liberamente esprimere e manifestare il proprio orientamento sessuale e la propria scelta di genere chi non accetta il genere di nascita, ma pretende che la società gli riconosca questo rifiuto come normale. Il che può voler dire che un maestro elementare omosessuale non si accontenta di non essere discriminato ma vuole anche liberamente esprimere e manifestare il suo orientamento sessuale in ogni luogo, compresa la sua professione: e i bambini figli di genitori ebrei, musulmani, o cristiani non si sentirebbero discriminati in quella classe?
 
Ma il principio di non discriminazione è il supremo valore o ha un suo posto specifico all’interno di un’architettura di valori di cui altri sono i trainanti?
 
Poiché la situazione è molto simile cito dalla rivista Principi, scritta sotto il regime di uno stato etico:
“La realtà è costituita da una scala gerarchica di valori: la legge che regola i rapporti fra questi valori è quella della tendenza dei valori inferiori verso i superiori… posto che l’uomo non occupa la cima di questa scala gerarchica… ne deriva che è attratto da questi valori superiori e quindi da Dio… Così va pure spiegata l’attrazione che i beni creati esercitano sull’uomo… Le cose ci attirano perché Dio ci attira… l’atto libero è un atto che provoca una crescita di entità; è quindi un atto buono. Infatti la volontà, operando nella direzione del valore superiore, produce un’espansione del suo essere… nella scala ascensionale che a Dio eleva. Ma come spiegare il male morale? L’atto cattivo è o no un atto libero?... per il fatto di essere in contrasto con la « natura » della volontà esso anziché essere, come l’atto libero, fonte di libertà … è invece causa di schiavitù e distruttore dell’essere. Il rimorso e l’angoscia sono la testimonianza di questa prigionia. … L’atto libero non comporta inversione o rottura di valori; è libero perché ispirato alla legge del meglio; perché tende ai più alti valori ideali del vero e del bene; perché, nei confini del suo essere, imita l’atto libero di Dio. La libertà dunque definisce l’uomo… ed è il fondamento unico di ogni edificio umano… Ogni sistema sociale, per essere saldo, deve poggiare sopra i due elementi costitutivi della libertà: la spontaneità e la spiritualità. Innaturali e transitori, oltre che cattivi, sono perciò i sistemi sociali – politici e giuridici – che poggiano sopra elementi opposti: che cioè sostituiscono al primato dello spirito il primato della materia e della carne e che al primato della spontaneità sostituiscono quello della violenza e della coazione. Per essi vale l’aurea 'dignità' di G.B. Vico: « le cose fuori del loro stato naturale né vi si adagiano né vi durano». E più la severa sentenza del Vangelo: l’edificio costruito sulla sabbia è destinato a sicura e grande rovina”
Giorgio La Pira
Cara Grazia, Tu dici che vai a messa la domenica ad ascoltare un prete che Ti invita a difendere gli ultimi. Fra i cristiani vi sono stati sempre dei grandi campioni del servizio agli ultimi, ai più emarginati, a quelli che non possono fare nessuna rivendicazione, che non hanno alcun potere: penso in questo momento a madre Teresa di Calcutta, eppure proprio loro sono stati fedelissimi alla consegna “Non una virgola delle legge cadrà prima che io venga”, ricorda la sua fortissima testimonianza contro la legge sull’aborto.
 
Tu vai a messa la domenica ad ascoltare un prete che “ci invita a guardare dentro noi stessi e a cercare di estirpare le nostre supposte superiorità, le nostre arroganze, il nostro credere di sapere tutto nel bene e nel male” cioè quelle della parabola del fariseo e del pubblicano, ma sono sicuro che non T’invita ad estirpare le verità della Tua fede con le relative conseguenze.
 
Tu non sai cos’è il mondo cattolico e temo che a questo punto siano in pochi a saperlo perché la maggioranza dei cattolici per buonismo istituzionale e comodità consumista si sono rifugiati in una religione della messa domenicale senza conseguenze sociali e spesso nemmeno personali.
 
Un carissimo amico mi ha scritto “Non sono per il dentifricio cattolico, né per le ferrovie cattoliche”. Gli ho risposto che essere contro il dentifricio o le ferrovie cattoliche è una posizione molto condivisa fra i cattolici, la cui ampia maggioranza non ha mai capito che rifiutare il nucleare era più cattolico che accettarlo, che scegliere le ferrovie al posto dell'auto privata era più cattolico che viceversa e che rispettare la natura delle sementi è più cattolico degli OGM, checché ne dicano alcuni vescovi dabbene. I cattolici dovrebbero essere all’avanguardia nel rispetto della natura, incontrandosi in questo con tutte le religioni. Invece si agitano (sempre meno) richiamandosi alla natura solo quando si parla di sesso, pillole e fecondazione tecnologica, meno ancora quando si parla di guerra e per nulla quando si parla di inquinamento, consumo di materie prime, televisione e sviluppo industriale.
 
Tu non sai cos’è il mondo cattolico ma un mondo cattolico è esistito: buona parte delle opere d’arte e architettura per visitare le quali a Firenze passano ogni anno oltre 5 milioni di persone ne sprizzano i messaggi di bene e bellezza. Forse è proprio il momento di cominciare a ricostruirlo in noi, forse è l’ora di capire che per affrontare i disastri umani, sociali e ambientali serve più San Tommaso d’Aquino della scienza e della tecnologia.
 
Giannozzo Pucci