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Il Covile - N.o 246 (26.1.2005) Giorno della Memoria

27 gennaio - Giorno della Memoria


Lo celebriamo con un omaggio di Moni Ovadia a Rabbi Loew (ce l’ha inviato proprio al momento giusto Enrico Salvatori) e con una opportuna raccolta di evidenze storiche offertaci da Bruto Maria Bruti (d’altra parte se non si ha il coraggio di ricordare che Giorno della Memoria è?)
 

Il Maharal di Praga


Il Maharal di Praga, noto al secolo come Rabbi Loew, il creatore del golem, fu uno dei più grandi maestri dell’ebraismo. Il suo contributo all’ermeneutica ebraica è straordinario ed è parto della mente di un pensatore modernissimo. Fra i suoi innumerevoli contributi c’è una lettura inedita del concetto di medietas. Il Maharal lo colloca in una prospettiva originalissima: per lui l’idea di medio non è affatto una diminuzione rispetto alla forza dell’estremo, ma è piuttosto il luogo della possibilità per gli estremi di incontrarsi, di comunicare. E’ lo spazio intermedio alle due estremità che rende possibile l’atto di consegna delle tavole della legge da parte dell’Onnipotente all’uomo Mosè. Rabbi Loew se lo immagina così: le “mani” del Santo Benedetto tengono l’estremità superiore delle Tavole, le mani di Mosè tengono l’estremità inferiore delle Tavole. In mezzo c’è uno spazio che separa le loro mani e al tempo stesso le mette in comunicazione perché esse tengono insieme lo stesso senso. Ma il Creatore e la creatura sono così incommensurabili per energia, che un loro contatto diretto provocherebbe un corto circuito esiziale all’uomo. Lo spazio che si apre fra il loro “essere di fronte” è l’etica che, sola, consente di costruire una relazione possibile, illuminando l’impronta divina nell’uomo e impegnando il Santo Benedetto a ricordare il patto.
 
Il filosofo Levinas, in un memorabile saggio di poche pagine, scritto a commento dell’opera di Zvi Kolitz Yossl Rakover si rivolge a Dio, spiega che, considerato in una prospettiva radicale, l’ebraismo stima l’etica più importante della religione, ovvero, la torah è più importante di Dio. Senza la torah la relazione con il divino non è neppure concepibile. La torah è quel medium che costruisce il senso di quella relazione. Per mezzo di essa, Dio può chiedere all’uomo di essere come Lui: “yutem kedoshim ki ani kadosh!” (sarete santi perché io sono Santo).
 
L’idea di santità promana da quella distinzione. Il Dio del monoteismo è Dio vivente, non un idolo di pietra, è universale, non tribale, è unico ed uno e dunque, davanti a Lui, tutti gli uomini sono uguali, è ineffabile perciò inomologabile, è libero, quindi fondatore di libertà e solo un essere umano nella pienezza delle sue prerogative di dignità e diritto può accedere ad un rapporto con Lui. […]
 
Moni Ovadia
 

Cosa ricordiamo domani


Il nazismo è l'abbreviazione di nazional-socialismo: il socialismo nazionale di Alfred Rosenberg e di Adolf Hitler è una combinazione fra l'ideologia socialista, il nazionalismo e le teorie sociologiche derivate dal concetto di evoluzionismo elaborato da Charles Robert Darwin.
 
Il fondamento di ogni socialismo (da non confondere con il principio di solidarietà) consiste soprattutto nell'idea secondo cui l'attività economica deve essere diretta dallo stato.
 
Il principio del nazionalismo (da non confondere con il principio di nazionalità e con il giusto amor di patria ) consiste nel considerare un diritto l'espansione ed il dominio della propria nazione a scapito dei diritti delle altre nazioni.
 
La teoria di Darwin applicata alla società (il cosiddetto darwinismo sociale) consiste nel considerare ogni forma di lotta fra gli uomini un fattore fondamentale per l'evoluzione ed il progresso sociale.
 
Hitler fondò il partito nazional-socialista a partire dal Partito dei Lavoratori Tedeschi. Joseph Paul Goebbels, ministro della politica culturale del nazional-socialismo e leader, all'interno del nazismo, della corrente nazional-bolscevica, così sintetizzava tutto il programma del nazismo: “il futuro è la dittatura dell'idea socialista nello stato”. Infatti il pilastro di ogni socialismo è che l'attività economica deve essere diretta dallo Stato e l'obbiettivo di Hitler era il controllo totale dell'economia da parte del partito. Questo progetto si manifestò pienamente durante la seconda guerra mondiale: i salari ed i prezzi furono sottratti al mercato e le imprese private deperirono o prosperarono soltanto in proporzione alla loro disponibilità a collaborare con i progetti del partito nazista.
Il punto n.11 del programma nazional-socialista prevedeva per il futuro “l'eliminazione di tutti i redditi non derivanti da lavoro”. (1)
 
Non bisogna confondere il nazismo con la destra conservatrice: Hitler cercò in ogni modo di sradicare e liquidare la destra aristocratica prussiana la quale giunse ad organizzare il complotto antinazista del 20 luglio 1944 e l'attentato alla vita di Hitler. (2)
 
Sempre dal socialismo deriva l'odio di Hitler per gli ebrei. Infatti il principale teorico del socialismo, Pierre Joseph Proudhon, il quale sosteneva che “la proprietà è un furto” considerava gli ebrei come responsabili del capitalismo e pertanto li definiva come nemici della razza umana. Proudhon scriveva: “si deve rimandare questa razza in Asia o sterminarla”. (3)
 
Karl Marx, teorico del socialismo scientifico, detto comunismo, pur essendo ebreo di origine, era fortemente antisemita.
Nel suo scritto Sulla questione ebraica scrive: “Il denaro è il geloso dio d'Israele, di fronte al quale nessun altro dio può esistere […] il dio degli ebrei si è mondanizzato, è divenuto un dio mondano. La cambiale è il dio reale dell'ebreo. Il suo dio è soltanto la cambiale illusoria” (4)
Nel 1856 egli scrive sulla New York Tribune, in un articolo intitolato Il prestito russo: “Sappiamo che dietro ogni tiranno c'è un ebreo […]. L'utilità delle guerre promosse dai capitalisti cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell'umanità […] gli usurai contemporanei che stanno dietro i tiranni e le tirannie […] per la maggioranza sono ebrei. Il fatto che gli ebrei siano diventati tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo, ci induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinché il loro lezzo possa risvegliare i lavoratori del mondo a combatterli e ad eliminare un simile cancro”. (5)
 
Anche per Hitler, come per gli altri socialisti, il capitalismo si identificava con gli ebrei: “la finanza e il commercio sono ormai il suo monopolio [dell'ebreo]”. (6)
 
Altra teoria a cui attinge Hitler è quella dei darwinisti sociali. Liberismo, comunismo e nazismo pretendono di applicare agli uomini la stessa legge che ritengono regolare l'evoluzione della specie nel mondo animale: la lotta.
Darwin scriveva: “tra tutti gli uomini ci deve essere lotta aperta; […] le razze umane più civili stermineranno e si sostituiranno in tutto il mondo a quelle selvagge”. (7)
I darwinisti sociali non si rendono conto che nell'uomo, a differenza del semplice animale, compare la ragione e per questo l'uomo viene detto animale razionale. Mentre gli animali seguono solo l'istinto, l'uomo può controllare e guidare gli istinti con la volontà e con la ragione e può mettere l'istinto di aggressività al servizio della giustizia e dei diritti degli altri.
 
Il liberismo è il principio darwiniano applicato nel mondo dell'economia e del mercato, esso può essere definito come la concezione del “capitalismo selvaggio” o del “mercato selvaggio”, cioè del mercato senza regole, senza solidarietà, separato dall'ordine morale.
Il liberismo segue Darwin e pensa che la lotta economica fra gli uomini, migliori l'umanità perché distrugge i deboli e fa sopravvivere i forti: giganti del capitalismo selvaggio come John D. Rockefeller e Andrew Carnegie facevano regolarmente appello ai principi darwiniani. (8)
 
Il comunismo segue Darwin e pensa che la lotta di classe porti al miglioramento della materia: Marx dichiarava che il libro di Darwin era molto importante perché permetteva di fondare la lotta di classe sul principio della selezione naturale e Iosif Stalin diventava rivoluzionario dopo aver letto Darwin. (9)
Il marxista Ludwig Woltmann, dirigente socialista tedesco, univa organicamente la filosofia marxista con il darwinismo: per Woltmann la lotta di classe era solo un aspetto della universale lotta fra le razze, necessaria all'evoluzione dell'umanità. Egli, pur essendo di origini ebraiche, sosteneva la superiorità razziale dell'ariano e del tedesco. (10)
 
Anche il nazional-socialismo segue Darwin e crede che la lotta fra le razze sia necessaria per il miglioramento dell'umanità.
 
Liberismo, comunismo e nazional-socialismo negano l'origine divina dell'uomo: per queste ideologie l'uomo non è un valore ma soltanto un prodotto dell'economia o della biologia e quindi la guerra fra gli uomini serve per migliorare l'economia o la razza.
 
Mentre l'idea nazista è stata uccisa dal genocidio che ha compiuto - dopo Aushwitz non si può più essere nazisti -, l'idea comunista continua ad essere giustificata nonostante i 212 milioni di morti.
Anche se le due ideologie, nazional-socialismo e comunismo, hanno provocato milioni di morti, anche se entrambe hanno avuto un'analoga inclinazione sterminazionista, permane una disparità di trattamento fra i due gemelli eterozigoti, secondo la definizione dello storico della Sorbona, Pierre Chaunu.
Il nazismo viene considerato come il male assoluto mentre il comunismo continua ad essere considerato una bella utopia realizzata male.
 
Questo avviene perché la vera natura del comunismo - cioè la filosofia del materialismo dialettico di Karl Marx e Friedrich Engels - viene coperta da un'ideologia liberatrice e portatrice di giustizia sociale e la maggior parte degli uomini vede e considera solo gli aspetti esteriori del comunismo e cede alla tentazione delle sue abbaglianti promesse.
Il comunismo, scrive Alain Besancon, membro dell'Institut de France, è più perverso del nazismo perché si serve strumentalmente dello spirito di liberazione e di giustizia sociale ed è capace di trasformare brava gente in criminali, facendo passare il crimine per una ineluttabile necessità storica.
Dice Besancon: “il comunismo, a differenza del nazismo, si presenta come un'ideologia liberatrice, portatrice di giustizia. Ma siccome produce risultati come l'espropriazione e l'assassinio, direi che aggiunge semplicemente la menzogna al crimine. […] Il nazismo è apertamente criminale a priori, l'altro è criminale a posteriori. Ma questa bugia iniziale del comunismo lo rende più perverso perché capace di trasformare brava gente in criminali e persone normalmente intelligenti in abbrutiti.” (11)
 
Papa Pio XI, nella enciclica Divini Redemptoris, aveva profeticamente individuato questa perversità tipica del comunismo. Egli scriveva: “ma come mai può avvenire che un tale sistema, scientificamente da lungo tempo sorpassato, confutato dalla realtà pratica; come può avvenire, diciamo, che un tale sistema possa diffondersi così rapidamente in tutte le parti del mondo? La spiegazione sta nel fatto che assai pochi hanno potuto penetrare la vera natura del comunismo; i più invece cedono alla tentazione abilmente presentata sotto le più abbaglianti promesse. Sotto pretesto che si vuole soltanto migliorare la sorte delle classi lavoratrici, togliere abusi reali prodotti dall'economia liberale e ottenere una più equa distribuzione dei beni terreni (scopi senza dubbio pienamente legittimi), e profittando della mondiale crisi economica, si riesce ad attirare nella sfera d' influenza del comunismo anche quei ceti della popolazione che per principio rigettano ogni materialismo e ogni terrorismo. E siccome ogni errore contiene sempre una parte di vero, questo lato della verità che abbiamo accennato, messo astutamente in mostra a tempo e luogo per coprire, quando conviene, la crudezza ributtante e inumana dei principi e dei metodi del comunismo, seduce anche spiriti non volgari, fino a diventarne a loro volta gli apostoli presso giovani intelligenze ancora poco atte ad avvertirne gli intrinseci errori”. (12)
 
Il comunista Stalin nel 1932 aiuta Hitler a prendere il potere impedendo che il partito comunista tedesco ( KPD ) si unisca con le altre forze antinaziste. La parte “ubbidiente” dell'apparato comunista, il 9 febbraio del 1940, in un articolo apparso in Die Welt di Stoccolma, attraverso le firme di Walther Ulbricht (che diventerà presidente della RDT) e Herbert Wehner (che diventerà leader socialdemocratico della Repubblica di Bonn) con cui già collaborava il futuro cancelliere Willy Brandt, dichiara criminale il tentativo di quei socialisti e di quei cattolici che cercano di modificare il regime nazista. (13)
Il XVIII congresso del PCUS lancia una politica di apertura a Hitler che ha invaso la Cecoslovacchia. Nel 1938 il vertice del Komintern, con il voto di Palmiro Togliatti (segretario del PCI), decide l'assassinio di tutto il gruppo dirigente del Partito comunista polacco per preparare l'invasione della Polonia che non sarebbe mai stata accettata dai dirigenti comunisti polacchi: la Russia comunista e la Germania nazista si alleano ufficialmente nel 1939.
Stalin, per giustificare l'intesa con il nazional-socialismo, gli dà una dimensione teorica: in Europa si è aperto un conflitto fra stati capitalisti, ma da un lato ci sono quelli ricchi (Francia e Gran Bretagna) e dall'altro i poveri (Germania e Italia), il movimento operaio appoggia questi ultimi. (14)
Il 1° settembre del 1939 la Germania attacca la Polonia e il 17 settembre del 1939 anche l'URSS attacca la Polonia. La Polonia viene smembrata: un quarto del suo territorio, con Danzica, annesso alla Germania, un altro quarto ridotto a governatorato sotto controllo nazista e il resto occupato dall'URSS.
 
I comunisti, finché dura l'alleanza con Hitler, saranno del tutto insensibili alla persecuzione degli ebrei polacchi attuata dai tedeschi e che porta all'eliminazione del 90% degli ebrei della Polonia: i comunisti già fin dai tempi di Lenin avevano istituito i campi di concentramento per l'eliminazione dei nemici di classe, dei dissidenti e di intere popolazioni. (15)
 
Rudolf Hess, segretario di Hitler, era stato inviato nel 1935 in URSS per studiare i campi di sterminio prima di realizzare quello di Auschwitz. I servizi segreti sovietici, NKVD, avevano fornito ad Hess una documentazione dettagliata sui campi di sterminio e sul loro funzionamento. Hess, dopo aver studiato i campi di sterminio, si lamentò con Hitler perché i russi erano facilitati nelle pratiche di eliminazione in quanto si limitavano a far lavorare i prigionieri a 40 gradi sotto zero e gettavano i corpi in fosse scavate nel ghiaccio: “noi purtroppo dovremo arrangiarci con un sistema di macchine, treni, campi e forni”. (16)
L'efficienza dei Gulag sovietici, definiti “crematori bianchi” raggiungeva veramente dei livelli di produttività da catena di montaggio: non bisogna dimenticare che il costo totale in vite umane in URSS è stato di 60 milioni di vittime. (17)
 
In base al patto di non aggressione, Hitler permette a Stalin di occupare i paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania) e di invadere la Finlandia e Stalin appoggia, definendola difensiva, l'occupazione tedesca di Norvegia e Danimarca.
Stalin spedisce a Parigi il segretario del Komintern Dimitrov e il suo vice dell'epoca Togliatti per coordinare l'allineamento dei comunisti europei e schierarli a favore del nazismo.
Quando Hitler invade la Francia nel 1940, il partito comunista francese si schiera a favore di Hitler, il segretario del PCF Maurice Thorez si toglie la divisa da soldato e lancia l'appello alla diserzione proletaria per non fare guerra ai nazisti. Stalin, dopo l'occupazione tedesca riconosce il regime collaborazionista di Vichy inviando come ambasciatore Bogomolov mentre il generale Petain manda a Mosca come ambasciatore Bergerey. (18)
 
Dopo aver dato fuoco all'Europa insieme a Stalin, Hitler scaglierà la Germania contro L'URSS, nel 1941, in una prospettiva imperialistica, per dominare tutta l'Europa e per conquistare gli spazi dell'impero russo.
Stalin, aggredito da Hitler, si allea con gli USA e dopo la seconda guerra mondiale conserva le conquiste fatte grazie all'alleanza con la Germania nazista: Polonia e paesi baltici. La storia dell'imperialismo e del terrore comunista (considerando anche la Cina, la Cambogia e gli altri satelliti ) che è continuata anche dopo la seconda guerra mondiale, ha portato ad un costo totale, in termini di vittime, di 212 milioni di persone. (19)
 
Pochi sanno che, dopo la seconda guerra mondiale, nazisti e comunisti sono tornati all'antico amore del 1939: il politologo Pierre Faillant de Villemarest ricordava che i maggiori esponenti nazisti, in America del Sud, passarono al servizio del KGB.
Martin Bormann, delfino di Hitler, era convinto della coincidenza ideologica fra il nazismo ed il comunismo: nel 1939 la sua funzione era quella di collaboratore diplomatico con i comunisti russi.
 
Dopo la guerra viene costruita la montatura della sua morte mentre, in realtà, Bormann muore nel 1959 in Paraguay. Nel 1946 Bormann, considerando un errore la rottura del patto tedesco-sovietico del 1939, diventò agente operativo del KGB in sudamerica e nel 1949 lanciò un appello a tutti i rifugiati tedeschi in Sudamerica affinché lavorassero per Mosca. (20)
 
Il nazista Walter Rauff, che ha costruito la via romana di evasione dei nazisti verso l'America meridionale, verrà protetto da Salvador Allende, presidente social-comunista del Cile, perché era passato al servizio del KGB insieme ai maggiori esponenti nazisti in America. Simon Wiesenthal si lamentò perché Allende non gli aveva voluto consegnare Walter Rauff e altri nazisti rifugiati in Cile.(21)
 
Bruto Maria Bruti
 

Bibliografia


  1. cfr Luciano Pellicani, Il nazismo come movimento gnostico di massa, MondOperaio, marzo 1993, pp. 86-99, in particolare pp. 88-89.
  2. cfr Ernesto Galli Della Loggia, Intervista sulla destra, a cura di Luciano Caracciolo, Laterza, Bari 1994, pp. 83-84, 89
  3. cfr George Mosse, Il razzismo in Europa, dalle origini all'olocausto, Mondadori, Milano 1992, pp.165-167; cfr Zeev Sternhell, La destra rivoluzionaria, Corbaccio, Milano 1997, pp. 201-202
  4. Marx e Engels, Opere 1843-1844, vol.III, ed. Riuniti, Roma 1976, p. 187
  5. Karl Marx, Lettera del 2 dicembre 1863 a Friedrich Engels, in Marx e Engels, Werke, Berlin, Dietz Verlag, 1974, Vol. XXX, p. 376, cfr Richard Wurmbrand, L'altra faccia di Carlo Marx, Editrice Uomini Nuovi, Marchirolo (Varese) 1984, pp. 39-40
  6. Adolf Hitler, Mein Leben, ed. Sentinella d'Italia, p. 342
  7. cfr Giuseppe Sermonti, Roberto Fondi, Dopo Darwin, critica all' evoluzionismo, Rusconi, Milano 1980, p. 6
  8. cfr James Rachels, Creati dagli animali, implicazioni morali del darwinismo, edizioni di comunità, Milano 1996, p. 77
  9. cfr James Rachels, ivi, p. 4; cfr Richard Wurmbrand, op.cit., p. 80
  10. cfr Zeev Sternhell, op. cit., pp. 173-174
  11. PierLuca Pucci Poppi, Nazismo e comunismo, le due orribili facce di una stessa medaglia, intervista ad Alain Besancon, Pierluigi Battista, Sergio Romano e Thierry Wolton, in Il Giornale, 14 settembre 2000, p. 34; cfr Alain Besancon, Novecento il Secolo del male, nazismo, comunismo, shoa, ideazione editrice, Roma 2000
  12. Pio XI, Lettera Enciclica Divini Redemptoris, 19 marzo 1937, n.15
  13. cfr Oscar Sanguinetti, Le fonti finanziarie del comunismo e del nazionalsocialismo, Quaderni di Cristianità, anno 1, n.1, Piacenza, Primavera 1985, p.49
  14. cfr Ugo Finetti, Le amnesie dei comunisti, Studi Cattolici, novembre 1999, anno XLIII, n.465, Ares, Milano, p. 772, 774
  15. ibidem, p. 774
  16. cfr Bertrand de Jouvenal, Un voyageur dans le siècle, Laffont, 1979, pp. 230-231
  17. cfr Luciano Gulli, Comunismo, 212 milioni di morti, Il Giornale 18 marzo 1995, pp.20-21; cfr Robert Conquest, Il Grande terrore, Rizzoli, Milano 1999; cfr AAVV Il libro nero del comunismo, Mondadori, Milano 1997
  18. cfr Ugo Finetti, op.cit, p. 773
  19. ibidem, p.774
  20. cfr Daniela Serpi, A colloquio con Faillant de Villemarest, Il Secolo d'Italia, 13 dicembre 1994, p.15
  21. cfr Pierre Faillant de Villemarest, La Santa Sede e i dossier nazionalsocialisti d'Argentina, Cristianità, n.204, Piacenza,aprile 1992, pp. 9-10