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Il Covile - N.o 249 (13.2.2005) Il “doloroso mistero” di Achille Lollo

Il “doloroso mistero” di Achille Lollo


Questa NL si è trovata più volte ad occuparsi dei cosiddetti anni di piombo: motivo è che il curatore, e diversi collaboratori, hanno fatto parte all’epoca di gruppi della sinistra extraparlamentare, segnatamente di Lotta Continua. Di tanto intanto la cronaca riporta alla ribalta accadimenti dell’epoca e sempre di più risulta per me inaccettabile il vero e proprio sequestro della verità storica esistente su quegli anni.
 
Devo dire che per Potere Operaio (gruppo secondo per dimensioni, ma non per importanza, a LC) le cose stanno cambiando: nel 2003 il bel libro di Aldo Grandi La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio, Einaudi, il primo libro che di quelle vicende cerca di fare la storia vera: fatti date, documenti, persone e non il solito romanzetto ideologico-nostalgico alla Capanna. Ora Achille Lollo che in sostanza dice: “sono stanco di passare per l’unico assassino che ora fa la bella vita. Nel 1973 facemmo un patto: mantenere il silenzio per trent’anni; siamo a trentadue, vi racconto le cose come sono andate davvero”.
 
Dovendo tornare con la memoria a quei tempi, mi sono sentito in dovere di fare un piccolo controllo nei miei archivi. Ecco il risultato: quotidiano Lotta Continua, 17 aprile 1973, titolo: “La provocazione fascista oltre ogni limite: è arrivata al punto di assassinare i suoi figli” sottotitolo: “Tutte le organizzazioni fasciste devono essere sciolte”. Certo, si tratta della prima uscita, “a caldo”, ma la linea sarà mantenuta anche nei giorni successivi: i colpevoli sono sicuramente di destra. Il 29 aprile, dopo l’arresto di Lollo, quando ormai il tamtam aveva diffuso la verità e tutti sapevamo che i responsabili erano “dei nostri”, un corsivo di riflessione, verosimilmente di Adriano Sofri, commenta nel più puro togliattismo:
“La verità su Primavalle resta un fine preciso e decisivo per il movimento antifascista. Per una ragione politica e umana insieme. Il bambino ammazzato a Primavalle non appartiene ai fascisti, ne è la vittima, e appartiene a chi si batte contro un potere che rende possibile e fomenta crimini così mostruosi.”

Come non vergognarsi leggendo queste righe? Quanto scade il “patto” per quelli di LC? Che differenza c’è tra Achille Lollo e Leonardo Marino?
 
Nel febbraio del 2001 ne scrissi ad un ex che fa lo storico all’Università:
“Mi sto, ormai da un pezzo, chiedendo se non sia arrivato il momento di ricostruire seriamente la storia di Lotta Continua: sono passati più di 25 anni dallo scioglimento e mi sembra che le ragioni di opportunità siano venute meno. Cosa ne pensi, tu che sei storico professionista? Io, da parte mia, ho già cominciato: per ora mi sono limitato ad aspetti, per me ineludibili, di mentalità, ma prima o poi dovremo anche arrivare ad una storia di fatti (veri) date e persone. Quando sarà, a tuo parere il momento? O dovremo, come per la resistenza, accontentarci di fiabe per altri trent'anni? Francamente mi sembrano troppi, ma è una decisione che, credo, dovremo prendere collettivamente. Puoi trovare i miei primi, timidi, tentativi in www.stefanoborselli.elios.net/scritti/raccolta.html in particolare nei brani Agli ex e Parole difficili.
Se ti va, fammi sapere cosa ne pensi.”
Mi rispose che era interessato all’ “anima” del periodo, alla
“ricostruzione generale di un clima, di un insieme di passioni, sentimenti, lacerazioni”.
Insomma “l’anima” sì, ma fatti, circostanze, responsabilità, magari dell’omicidio di Calabresi, no: dettagli, cose troppo prosaiche, che non possono interessare ad uno storico di mestiere.
 
Stefano Borselli