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Il Covile - N.o 271 (3.6.2005) L'onore della vecchia guardia: Enzo Tiezzi come Pietro Barcellona

L’onore della vecchia guardia: Enzo Tiezzi come Pietro Barcellona


Da Tempi n° 23 del 31 maggio 2005

Ha la «nausea da referendum» Enzo Tiezzi, ordinario di Chimica Fisica all'università di Siena. Uomo di sinistra (è stato deputato indipendente nel 1987), ambientalista, ha detto ad Avvenire ("Guai a forzare la natura. Parola di ambientalista", 28.05.05) che il 12 giugno non andrà a votare. E si è spinto anche più in là quando ha aggiunto di stare attenti «all'ipocrisia di chi vota "no". Chi vota "no" aiuta a raggiungere il quorum e fa vincere i "sì"». Sul merito delle legge 40 («già troppo permissiva») Tiezzi ritiene che le pratiche di clonazione e di manipolazione degli embrioni «illudono doppiamente le donne che desiderano un figlio. La scienza dice che quando si forza la natura si rischia di avere con molta probabilità malformazioni, malattie, bimbi con tare genetiche. E questa non è vita. Non è la bellezza di avere un figlio». Dunque difende la legge 40 «contro gli apprendisti stregoni della manipolazione genetica (leggi Umberto Veronesi). Con lo slogan della libertà di ricerca si vuole ottenere la libertà di manipolazione genetica». E da persona di sinistra rabbrividisce quando vede «persone che stimo moltissimo come Fausto Bertinotti finire in questo referendum per fare il gioco delle multinazionali americane. Così si illudono i malati. è un atteggiamento demagogico e populista».