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Il Covile - N.o 275 (2.7.2005) Nuovo libro e nuovo blog

Questo numero


Gli amici ci segnalano due libri, il secondo ha dato anche origine ad un interessante blog, http://compassionate.blog.excite.it, da cui è tratta la recensione, curato da Raffaele Iannuzzi e Francesco Natale.
 
Tra i due testi c'è un nesso: Ivan Illich tutta la vita ha combattuto contro il filantropismo desertificante: quello, ad esempio, di chi non sapeva vedere la rete di rapporti comunitari, e di lavoro, che rende possibili le bidonville e pensava di risolvere "il problema" con i casermoni di cemento dell'edilizia popolare pianificata.
 

Il testamento di Ivan Illich

"[...] pochi mesi fa è uscito presso la casa editrice House of Anansi Press Inc. (Toronto) il libro The rivers north of the future. The testament of Ivan Illich as told to David Cayley. Il libro contiene la trascrizione delle lunghe interviste di David Cayley con Ivan Illich sulla 'corruptio optimi quae est pessima', tema fondamentale del pensiero di Ivan Illich negli ultimi anni della sua vita.
 
Nella sua lunga introduzione David Cayley, già autore di Illich in conversazione, offre un ottima descrizione della vita e dell'opera di Illich.
 
Il libro finisce così:
 
Cayley: I have no more questions ( Io non ho altre domande )
 
Illich: Thank you. (Grazie)
 
Cayley: Do you have any more answers? (E tu hai altre risposte?)
 
Illich: I hope nobody takes what I said for answers. (Spero che nessuno prenda ciò che ho detto per delle risposte)
 
Franz Tutzer"

Il conservatorismo compassionevole (di Raffaele Iannuzzi)


Marvin Olasky, Il conservatorismo compassionevole, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2005

Il conservatorismo compassionevole non è una filosofia politica astratta. E' un modo pratico di affrontare i problemi delle persone povere - tanto sul piano materiale, tanto su quello spirituale - consentendo a queste ultime di reinserirsi attivamente nella società.
 
Questo libro è un manuale per mettere in pratica il conservatorismo compassionevole.
 
Non nel senso più schematico del "copiare" un modello americano, ma nel senso dell'osservazione attenta degli esempi precisi, puntuali, che aiutano a comprendere come il conservatorismo sia di fatto compassionevole perché capace di tenere insieme la coesione sociale delle comunità civili (i valori) e lo sviluppo (l'economia).
 
Si tratta, dunque, di un modo veramente post-ideologico di affrontare e risolvere i problemi, un modo intelligente ed efficace di aiutare i più deboli, senza fare dell'assistenzialismo a fondo perduto. L'Italia ha oggi più che mai bisogno di conservatorismo compassionevole. Perché la riforma del welfare, che prelude alla costituzione di una società attiva e moderna, deve certamente tenere in considerazione gli svantaggi sociali e le disuguaglianze. Ma ciò - ecco la preziosa novità - al di fuori dell'assistenzialismo praticato per circa mezzo secolo dalla sinistra comunista e veterosocialista. I soldi della gente sono preziosi, saperli ben investire aiutando chi sta peggio diventa un investimento serio, ma soltanto nel quadro di una politica che faccia della compassione non un catechismo per devoti, bensì un modo di vivere ed agire concretamente. E' compassionevole chi vuole aiutare l'altro ad uscire fuori dalle sue difficoltà, ma senza sostituirsi alla sua libertà, anzi provocandola e proiettandola sulla scena del mondo come risorsa per lo sviluppo dell'intera società. Olasky sintetizza tutto ciò con una formula molto ricca e densa: progresso sociale e cambiamento della persona. E' un modo molto affascinante di essere, oggi, cristiani e liberali, laici e moderni. Tutti si possono ritrovare in questo stile etico, religioso, culturale e politico, anche chi non crede, ma si orienta avendo una serie di valori di riferimento. La nostra strada guarda infine all'America di Bush per ritrova e riscoprire il meglio della tradizione cattolica e liberale del nostro Paese.
 
Raffaele Iannuzzi