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Il Covile - N.o 280 (12.8.2005) Presenza di 'Der christliche Epimetheus' in 'Ex Captivitate salus'

Rapporto Schmitt-Weiss: facciamo il punto


Dicevamo nel numero 278 che la nostra inchiesta “Epimeteo-Illich-Schmitt-Weiss” ha due versanti, l’uno volto a comprendere la figura di Epimeteo, meglio dell’ “Epimeteo cristiano” di Konrad Weiss, l’altro a soddisfare alcune curiosità nateci leggendo Ex Captivitate salus (abbr. ECS) di Carl Schmitt. Ebbene, su questo secondo versante l’indagine è arrivata a qualche provvisoria conclusione. Vediamo.
 
Nel maggio scorso, “aprendo”, per modo di dire, l’inchiesta, non a torto parlavo dell’ “ormai dimenticato Konrad Weiss”: un controllo su Google dà questi risultati (pagine in italiano): “ivan illich” 8.270, “carl schmitt” 7.270, “ex captivitate salus” 58, “konrad weiss” 15; se togliamo la spazzatura e le pagine medesime della nostra inchiesta, Weiss è citato solo nell’interessante testo di uno studioso, Bernd A. Laska, che si occupa del rapporto Schmitt–Stirner (partendo da ECS) e di Weiss solo per dire “esso non è qui di interesse”. Un vero oblio quindi, ma sono certo che di Konrad Weiss e della sua poesia 1933 si tornerà a parlare.
 
Inizialmente i nostri sforzi, dico nostri perché vari amici hanno collaborato, si sono concentrati su questo passo di ECS :
“Ma se mia figlia volesse sapere alcunché dell’arcanum nel fato di suo padre e mi domandasse parole che tocchino il nucleo più segreto della mia vita, non le potrei citare alcun verso di Daübler. Non le posso rispondere al modo di un prometide, ma solo come in Epimeteo cristiano, con una strofa di Konrad Weiss:
So wird der Sinn, je mehr er sich selber sucht,
Aus dunkler Haft die Seele geführt zur Welt.
Vollbringe, was du mußt es ist schon
Immer vollbracht und du tust nur Antwort
La strofa, cercata in Der christliche Epimetheus, non si è trovata e non si poteva trovare perché nell'edizione Adelphiana c’è un errore che l’amico Pietro De Marco ha presto rilevato: “come in Epimeteo cristiano” è in realtà “come un Epimeteo cristiano”(1). Ma senza quell’errore non avremmo incontrato la poesia 1933 che è risultata così importante.
 
Perché importante? Perché si è potuto scoprire che Schmitt all’epoca della scrittura di ECS non solo l’aveva letta e probabilmente memorizzata(2), ma era arrivato fino ad identificarsi con quel misterioso (almeno per noi: ma cos’è poi? il poeta?, la Germania? altro?) “frutto nella tempesta”, Frucht im Sturm, che della poesia pare il soggetto. Tanto che ECS assomiglia ad una formazione geologica nella quale sono inglobati numerosi frammenti di 1933, come potete vedere nella tabella riepilogativa qui sotto. Non a caso Schmitt dice che da quelle parole si sentiva “afferrato”.
 
Ora sarebbe bello anche capire cosa la poesia significhi, ma questo è compito superiore alle mie forze.
 

Presenza di Der christliche Epimetheus in Ex Captivitate salus


Colloquio con Eduard Spranger (11-14)p.14: Sono dunque inerme. Inerme, ma in nulla annientato. Nell’edizione tedesca “Wehrlos, doch in nichts vernichtet”: è un verso di 1933 (il grassetto è mio)
 
p.14 “È il caso, brutto e indegno, di un Epimeteo cristiano
Osservazioni in risposta a un discorso radiofonico di Karl Mannheim (15-26)
p.22: Ogni amplificazione sonora comporta una distorsione di senso. Si confronti con “Sinn im Echo fortbenommen” di 1933
Historiographia in nuce: Alexis de Tocqueville (27-36)p.33: “Per questo egli non divenne quel che più d’ogni altro sembrava predestinato a essere: un Epimeteo cristiano”
Due tombe (37-56)p.37: “una fornace prometeica”
 
p.40: idem
 
p.42: “Nell’autunno del 1935 col poeta Konrad Weiss […] sostai a Wannsee davanti alla tomba di Kleist. Konrad Weiss ha pubblicato su questo un magnifico saggio. Nella visione storica di Weiss, che è del tutto mariana, le figure femminili di Kleist diventano meravigliosamente cristiane, mentre le donne di Goethe si fanno pallide di un pallore idealistico”
 
p.47: “Entrambi, umanesimo e idealismo, sono, come Konrad Weiss dice, pieni di luce ma privi di aria”
 
p.51: “un irradiamento autoctono che i prometidi della terra inviano nel cosmo”
 
p.52: “l’idea, degna di un prometide, dell’aurora boreale”
 
p.54: “Ora mi ero avvicinato a Konrad Weiss, uno svevo cattolico, il poeta della Sibilla cumana (1921), di Tantalo (1929) e dell’Epimeteo cristiano (1933) […] Konrad Weiss è morto nel gennaio del 1940 a Monaco, e ivi è sepolto”
 
p.55: “Ma se mia figlia volesse sapere alcunché dell’arcanum nel fato di suo padre e mi domandasse parole che tocchino il nucleo più segreto della mia vita, non le potrei citare alcun verso di Daübler. Non le posso rispondere al modo di un prometide, ma solo come un Epimeteo cristiano, con una strofa di Konrad Weiss:
So wird der Sinn, je mehr er sich selber sucht,
Aus dunkler Haft die Seele geführt zur Welt.
Vollbringe, was du mußt es ist schon
Immer vollbracht und du tust nur Antwort
Ex captivitate salus (57-80)- -
La sapienza della cella (81-95)p.93-94: “Meravigliose sono l’energia spaziale e la forza germinativa della lingua tedesca. Essa ha fatto sì che Wort [parola] e Ort [luogo] rimino tra loro [vedi sotto la rima Worte-Orte] […] La rima tedesca […] è eco, abito e ornamento e al tempo stesso una bacchetta da rabdomante delle dislocazioni del senso. Ora mi afferra la parola di poeti sibillini, dei miei così diversi amici Theodor Däubler e Konrad Weiss. L'oscuro gioco delle loro rime diviene senso e preghiera. Tendo l'orecchio alla loro parola, tendo l'orecchio e soffro e riconosco di non essere nudo, ma vestito e sulla via di una casa. Vedo il frutto copioso e indifeso degli anni, il copioso, indifeso frutto dal quale cresce al diritto il suo senso [vedi 1933 versi 1-6].
 
Echo wächst vor jedem Worte.
wie ein Sturm vom offnen Orte
hämmert es durch unsre Pforte
[sono gli ultimi versi di 1933]
Canto del sessantenne (96-99)p.99: “Per tre volte sono stato nel ventre del pesce.
Ho visto negli occhi il suicidio per mano del boia.
Eppure protettiva mi ha circondato la parola di poeti sibillini,”

 
Stefano Borselli
 

NOTE


(1) In effetti così il passo è stato reso più avanti, nella nota 3 a pagina 126
 
(2) Difficile che in cella disponesse di Der christliche Epimetheus: “Oggi non posso che affidarmi alla memoria”, scrive Schmitt a pag. 66 a proposito di Hobbes e Bodin, ripensando a “quando ancora la mia biblioteca non mi era stata tolta”. Certo i testi di ECS potrebbe averli rivisti in seguito, prima della pubblicazione…