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Il Covile - N.o 288 (17.10.2005) Il giovane Holden russo (di PesceVivo)

Il giovane Holden russo (di PesceVivo)


Fonte: http://pescevivo.splinder.com
Azzeccato lo pseudonimo di Eduard Savenko (1943), ovvero Eduard Limonov, riecheggiante un tipo di granata. Mille mestieri, emigrato all'estero, ritornato in Russia, fondatore del minuscolo Partito Nazional Bolscevico, più a destra che a sinistra, guerrigliero in Serbia, Abchazia e Moldavia, ambiguo trasformista e provocatore nato. Lasciate perdere il discutibile Limonov reale, Eddy-Baby, ti amo, Salani, è un forte e riuscito romanzo sulla sua adolescenza difficile nella provincia sovietica degradata all'inizio degli anni '60. Eddy, da bambino pieno di talento poiché ricco di passioni (storia, geografia, scienze naturali, poesia), diventa un teppista dopo averle prese la prima volta da un coetaneo. Decide di abbandonare i libri scolastici e di imparare a vivere e a restituire le botte. I genitori non gli danno soldi e lui se li procura rubacchiando qua e là. Già strabeve alcolici ed è innamorato di una ragazza. Come sia accaduta questa trasformazione lo si capisce anche guardando al comportamento autoritario, stupido e conformista degli adulti che Eddy si ritrova accanto, e non solo i genitori, che non comprendono appieno l'intelligenza di Eddy bambino, salvo poi rimpiangerla successivamente. Il padre non svela la propria professione - come era d'uso per tutti i funzionari dei ministeri sovietici -, ma Eddy la scoprirà, scoprendo a sua volta di essere già disilluso. L'animo viene mortificato negli spazi angusti delle microabitazioni: Eddy è costretto a conservare le sue carte geografiche, le sue mappe storiche, i suoi quaderni di appunti in un angolo di un bagno in comune. L'amicizia femminile con una coetanea gli fa intravvedere il mondo dell'emigrazione da cui è attirato rispetto al nulla della periferia dell'impero.
Lo scritto non cela nulla della violenza, anche e non solo verbale, che Eddy deve sopportare per adattarsi, per sopravvivere. I giovani non amano le bugie degli adulti, il loro conformismo, la loro rassegnazione, la sottovalutazione costante delle proprie capacità, la mancanza di spazi personali. Esiste un'educazione indiretta che viene percepita e giudicata dai ragazzi, sia a livello sociale sia rispetto agli adulti che hanno sottomano. Gli adulti intorno ad Eddy non gli hanno mai dato alcuna formazione religiosa. Non aveva intorno le babushke, le nonne russe che hanno tenuta viva la fede cristiana durante il regime comunista. Eddy non sa che cosa sia la Pasqua, sa solo che si colorano i gusci delle uova sode. Che cosa vuol dire che Dio è risorto? Non lo sa e, per non sembrare impreparato, sentenzia che Dio è noioso. Non ne parlerà più. Non collegherà niente e nessuno alla sua ricerca: materiale (soldi per portare la sua ragazza ad una festa) ed interiore (sensazioni nuove per le quali troverà le parole in futuro; incontri su incontri; libri su libri - bisogna fare caso ai titoli dei libri che legge instancabilmente). In questo vagabondare infinito alla ricerca di soldi e della sua ragazza, incappa in una gara di poesia che gli impedirà di partecipare ad un'ennesima rapina che andrà malissimo. I suoi amici saranno condannati alla pena capitale, mentre per lui si intravvede un futuro diverso, comunque pagato sulla sua pelle. La poesia lo ha salvato in due sensi, evitandogli la prigione e rendendolo consapevole di una resistenza interiore che lo farà fuggire dalla terra desolata sovietica.
 
PesceVivo
 

Limonov 2


Per completezza riporto anche quanto PesceVivo aggiunge rispondendo ad un commento:
"Non penso proprio che Limonov sia un genio assoluto, anche se è stato un grande innovatore della lingua russa scritta. [...] Questo potrebbe essere utile indipendentemente dal periodo storico, per quei genitori con un figlio adolescente chiuso e ribelle, frequentante pessime compagnie. Alcuni chiedono 'Chissà cosa pensa?'. Ecco, il racconto di Limonov riesce a svelare questo vissuto."
Fa piacere che anche PesceVivo, grande esperta di cose russe, abbia apprezzato Limonov (che, inascoltati, nello scorso agosto avevamo invitato gli amici a leggere) e ne abbia colto l'importanza. Anche per me Eddy-Baby, ti amo, di Limonov, affianca, alla pari, gli altri grandissimi, unici, libri sull'adolescenza: Il Giovane Holden di Salinger ed il magico Grande Maulnes di Alain-Fournier. Libri che ritengo praticamente obbligatori e che sono accomunati da molto più che l'eccentricità degli autori.
Solo due piccoli rilievi alla sua utilissima recensione. Il primo è che, a mio avviso, per Eddy-Baby la questione non è tanto che "Dio è noioso". Dopo che è stato colpito dalla realtà, sotto l'aspetto dei solidi pugni del piccolo Jurka Obejuk, Eddy abbandona la sua ricerca libresca della verità per seguire una strada più virile, più cavalleresca, e se "l'articolo n. 1 del codice elementare dell'adolescente di Saltovka" recita che "Bisogna essere uomini sempre e dovunque", e perciò è proibito piangere, ve n'è un altro per il quale "a Saltovka, a Tjurenka, nel parco Krasnozadskoj e tutto intorno, Dio esiste solo nella mente infiacchita delle vecchiette. Né i poliziotti né Eddy-baby e i suoi amici hanno bisogno di Dio nella loro vita, come neanche nel compiere le loro funzioni, elementari e reciprocamente ostili"; insomma Dio sarebbe qualcosa che può distogliere dalla ricerca della verità (sappiamo da Eliot che "il genere umano non può sopportare troppa realtà", e sappiamo quante volte Dio venga usato come sedativo).
Il secondo: nella sua Quest Eddy incontrerà effettivamente una babushka, la nonna dell'amico Vit'ka Nemčenko, sarà proprio quell'esperienza a fargli realizzare come la sua sia una famiglia "sintetica". Ma basta: avete capito che bisogna leggerlo.
 
sb