Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 294 (7.12.2005) Uno sfogo (condivisibile) dell'amico Riccardo

Uno sfogo (condivisibile) dell'amico Riccardo


Oggi, per la prima volta in vita mia, mi sono vergognato di essere fiorentino. I tanti che sanno quanto io ami la nostra città possono immaginare quanto mi pesi questa affermazione. Vedere che il Sindaco di Firenze accetta la "Mezzaluna d'oro", in Palazzo Vecchio, da parte di una associazione le cui uniche credenziali sono l'odio per Oriana Fallaci, definita "una carnefice che con i suoi libri ha raggiunto il medesimi grado d'infamia di Hitler col Mein Kempf", è più di quanto la mia coscienza, ed il mio stomaco, possano sopportare.
Fallaci è l'ultima grande personalità che resti a questa città. Amo tutto di lei: il talento, il coraggio. l'indipendenza, l'orgoglio. Amo anche la sua rabbia ed il suo cattivo carattere. La sua storia, i suoi libri, la sua vita. Le sue radici profonde sono le mie. Così la sua tenerezza per il suono delle campane ed i tabernacoli di campagna. La prosa asciutta, scarna, dura come la nostra terra.
Allo stesso modo detesto tutto quello che la politica fiorentina rappresenta da tanti anni. Un buonismo d'accatto, un internazionalismo straccione e interessato, i luoghi comuni delle scuole e delle ASL, perfino la topografia delle nostre strade. E il non decidere mai, il non prendere posizione finché è possibile, quel cercare di accontentare tutti al livello più basso. Alla cattiva amministrazione, che moltiplica sigle astruse e incarichi di ogni genere per sistemare amici e clienti, si uniscono le fughe in avanti, ridicole e tragiche allo stesso tempo, culminate nella legge sul genere della Regione Toscana.
I milioni di libri venduti dalla Fallaci, i giornali esauriti quando appaiono i suoi articoli, sono una delle poche speranze che ci restano. Significano che l'anima antica del nostro popolo non si è ancora persa. Spero che un giorno, anche a Firenze, si possano tradurre in voti. Forse aspettano solo una alternativa e persone credibili, che, per ora, non ci sono state.
 
Riccardo Zucconi