Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 297 (19.12.2005) Marcello Galeotti glossa l'intervento di Vincenzo Bugliani

Questo numero


Il clima natalizio rende produttivi. Ricevo oggi e subito distribuisco questa riflessione, con auguri finali, di Marcello Galeotti. Da parte mia, se l'ho compresa bene, dico subito che sono sostanzialmente d'accordo.
 

Glosse all'intervento di Vincenzo Bugliani (di Marcello Galeotti)


Caro Stefano,
ho letto con molto interesse l'intervento di Vincenzo Bugliani al Convegno "La natura e l'uomo", a cui sarei stato presente senza l'impedimento di un imprevisto raffreddore. Dico subito che sono in buona parte d'accordo sulle conclusioni, ma ho qualche osservazione in merito alle premesse (pignolerie speculative?). In particolare, per quanto riguarda le "leggi di natura". Ora, io non credo che la natura, così come l'umanità, siano "statiche". Il concetto di evoluzione si può ritrovare, prima che in Darwin, negli stessi Vangeli. C'è una frase del Vangelo (gnostico) di Tommaso: "Gesù disse: siate transeunti". Siate, non siete. E' l'invito a sentirsi "di passaggio", in un universo "di passaggio".
 
Voglio dire che non credo che esistano "leggi di natura"? Al contrario: io credo che esistano, che siano degne di amore, e che proprio per questo vadano ricercate. Si tratta, però, di una ricerca in divenire, il cui oggetto è, in qualche modo, a sua volta in divenire, se non altro per effetto della stessa ricerca. E' un po' come per l'interpretazione di uno spartito musicale. Benedetti Michelangeli diceva: "E' tutto scritto". Appunto: ma ad ogni lettura "attenta" si scoprono nuove sottigliezze e nuove aperture. Oppure potrei portare l'esempio, a me più familiare, di una teoria matematica. Diciamo, la teoria dei numeri naturali (appunto, "naturali"). Tutti sappiamo di cosa si tratta: sono i numeri con cui si conta. Ed è possibile "assiomatizzarli", cioè enunciare le regole a cui sono sottoposti. Eppure le loro proprietà sono ancora in buona parte sconosciute e neppure sappiamo se la loro conoscenza sia esauribile (Io credo di no: io credo che tutto ciò che è reale sia "inesauribile").
 
Discendono da queste osservazioni alcune indicazioni di comportamento? Bene, di questo mi farebbe piacere discutere in qualche prossima occasione.
 
Per ora, a te ed a tutti i lettori della Newsletter un affettuoso Buon Natale.
 
Marcello Galeotti