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Il Covile - N.o 356 (10.12.2006) Siti freschi (7) - Maschi selvatici

Siti freschi (7) - Maschi selvatici


“Senza parole!” Così Gabriella Antonimi ha commentato le immagini che Armando Ermini ci ha fatto conoscere nel numero scorso. Armando non è solo complice del Covile, ma anche tra i curatori del sito, che raccomando, Maschi selvatici . Connesso al sito c'è anche un blog dal quale ho tratto il post che trovate sotto.
 
Curiosità. Alternativo a Il Covile è stato per un po' il titolo L'omo salvatico, sarebbe stato un omaggio agli amati Giovanni Papini e Domenico Giuliotti ed anche al detto mugellano, per me pieno di significato, “L'omo salvatico si rallegra al tempo cattivo, perché – dice – dopo quello cattivo arriva quello bono.”
 

Strategie comunicative. Il marito? Un fastidioso accessorio da cambiare a piacimento (di Armando Ermini)


fonte: http://maschiselvatici.blogsome.com

Qualche tempo addietro Telecom fece una campagna pubblicitaria sull'importanza sociale della comunicazione scomodando i grandi della storia, fino a Gandhi. In questi giorni la stessa Telecom, in uno spot che reclamizza una sua offerta commerciale, ci comunica che i mariti sono solo fastidiosi accessori che potrebbero essere sostituiti senza drammi. Riassumo per chi non lo conoscesse. Lui, seduto ad un tavolo, sgrida la moglie per certi suoi regalucci troppo costosi, poi si accinge con terrore a prendere visione della bolletta telefonica, scoprendo invece che è poco costosa perché la moglie ha aderito ad una offerta commerciale della compagnia. Se ne compiace, ma si appropria del merito e conclude: “Se non ci fossi io in questa casa…”. Al che la moglie gli risponde, molto serafica e tranquilla: “Ci sarebbe un altro”. Fine dello spot.
 
Chiarissimo: un marito, dal momento che c'è, a qualcosa servirà pure (a portare i soldi a casa, forse?), ma l'uno vale l'altro. In ogni caso è solo l'accessorio fastidioso di una famiglia centrata sulla donna, che da brava moglie sopporta (ma fino a quando?) le sue brontolate e fanfaronate.
 
Il messaggio pubblicitario in questione è tanto più subdolo in quanto non rappresenta situazioni palesemente irreali da cui lo spettatore non fa fatica a distanziarsi, ma mette in scena una possibile quotidianità familiare. Insinua in chi lo vede, pensiamo ai giovani ma anche agli adulti, il pensiero che qualsiasi maschio/marito/padre non abbia valore come persona specifica, e che la sua presenza sia un male necessario, da “tollerare” con pazienza nonostante i palesi difetti, salvo cambiarlo con altro accessorio simile quando questi ultimi saranno giudicati eccessivi.
 
Lo spot Telecom non è il primo e non sarà l'ultimo a rappresentare gli uomini come, nella migliore ipotesi, perfetti imbecilli. E' questo quello che si vuole veicolare? Forse si pensa che solleticare il senso di superiorità femminile faccia vendere di più, ma a che prezzo a lungo andare? Non crediamo faccia bene a nessuno. Sicuramente non all'autostima degli uomini, sicuramente non all'immagine della figura maschile trasmessa ai giovani, ma neanche alle donne stesse, perché convincerle che i maschi sono fanfaroni idioti equivale a condannarle alla solitudine, e ad alimentare la guerra fra i generi alla fine della quale tutti usciremo perdenti e impoveriti.
 
Armando Ermini