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Il Covile - N.o 376 (22.2.2007) Diableries mécaniques

Diableries mécaniques, un’altra collezione?


Un brano tratto dal Grande Lebowski, film cult dei fratelli Coen, fornitomi di recente da mio figlio, si è aggiunto ad un anneddoto che conservavo da tempo. Ciò mi fa sperare nella possibilità di metter su un’altra delle mie antologie tematiche: le sette già pubblicate sono elencate nell’Indice degli scritti del Covile.
 
Si noterà come, nel passaggio da Edgar Degas a Walter Sobchak, lo stile diventi un tantino più rude. A discolpa ricordiamo che l’invasività del mezzo, in un secolo, si è fatta decisamente più prepotente.
 

Telefono


A Parigi, all’epoca dei primi telefoni, Degas era stato invitato a pranzo da un mecenate che si era appena fatto installare il nuovo strumento e che, per mettere in rilievo l’invenzione, aveva fatto in modo di ricevere una telefonata proprio in presenza dell’artista. Tornato, guardò impaziente il suo ospite. “È questo dunque il telefono?” disse Degas “Uno suona e Lei accorre?”
Ernst Jünger, Il libro dell’orologio a polvere, Adelphi, Milano, 1994, p. 15.

Teledrin


Walter: Zitto e vaffanculo Donnie! Allora Drugo quanto ti hanno offerto?
Drugo: Ventimila bei verdoni amico! E chiaramente posso anche tenermi il tappeto.
Walter: Solo per fare la consegna?
Drugo: Sì, mi hanno anche dato un teledrin, così quando quelli chiamano io posso...
Walter: E se succede durante la partita?
Drugo: Ah, gli ho detto che se succede durante una partita di torneo...
Donnie: Cosa durante una partita?
Walter: La vita non si ferma e poi riparte a vostro comodo, miserabili pezzi di stronzi!
Joel e Ethan Coen, The Big Lebowski (1998)