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Il Covile - N.o 438 (12.3.2008) L段nutile sforzo (di Daniello Bartoli)

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Campagna elettorale moscia, all段nsegna della depressione per la prevista recessione e per il lutto non elaborato per la morte indicibile di partiti di massa e storie di sinistra. Allora i giornali titolano su notizie inesistenti, o meglio fanno diventare notizia banali verit・ come i risultati fallimentari degli studenti delle superiori: media quattro insufficienze su circa sei materie 砺ere・ ネ il momento di ripubblicare le eleganti e oggi politicamente scorrette riflessioni di Daniello Bartoli (1608-1685). L誕utore che in quanto gesuita di scuola superiore se ne intendeva (praticamente l檀anno inventata loro・, oggi non ha una gran fortuna, ma questo dice qualcosa sui tempi, non sul suo valore; ecco come ne parlava Leopardi: ォVi trovate una lingua nuova, locuzioni e parole e forme delle quali non avevate mai sospettato, bench・le riconosciate ora per bellissime e italianissime; efficacia ed evidenza tale di espressioni che alle volte disgrada lo stesso Dante [・ Il padre Daniello Bartoli ・il Dante della prosa italiana. Il suo stile in ci・che spetta alla lingua, ・tutto risalti e rilieviサ. Imperdibile il suo Missione al Gran Mogr.
 

L段nutile sforzo di chi studia contro l段nclinazione del suo genio (di Daniello Bartoli)


Tratto da: L置omo di lettere difeso ed emendato, a cura di Rosario F. Esposito, Edizioni Paoline, Bari 1962, Capo VI - Imprudenza , ァ 1.

Per mettersi felicemente in viaggio nelle scienze, nell誕rti, in ogni professione di lettere, ・s・necessario il consigliarsi col proprio genio, e dalla sua inclinazione prender l段ndirizzo, come a chi si mette in mare osservare il vento che spira per accorciare secondo esso la vela e torcere il timone. La natura ・come i pianeti, che dove camminan retrogradi fanno poco viaggio. Da lei non cava pi・chi pi・la spreme e sforza, ma chi pi・l段ndovina e feconda; onde quella che liberamente operando in ogni, quantunque malagevole, impresa, non meno facilmente, che felicemente riesce (come le sirene del cielo girare le grandi loro sfere solo col canto), se violenza le si usi, non che non le cresce la virt・con la forza, ma piuttosto perde il potere ci・che prima poteva; e se prima movevole era, spenta in lei ogni forza, sta immobile e quasi morta.
 
Chi nelle fatiche dell段ngegno ha a contrastare non tanto con le difficolt・ che nell誕cquisto delle scienze s段ncontrano, quanto col proprio suo genio, e con quella che il maestro dell誕rte chiam・inv・a Minerva [1], a guisa di chi nuota contro acqua dove pi・precipita la corrente, assai fatica e poco s誕vanza, fintanto che, vincendo il tedio e mancando col poco potere tutto il volere, si prova in fatti la verit・di quel naturalissimo assioma, che durevole non ・ci・ch定 violento.
 
Con questo si fa manifesto l弾rrore di chi si applica alle lettere, e fra essi o alle speculative o alle pratiche, o alle miste, dove l段nclinazione, dove il genio, dove la natura non lo porta; ch・altro non ・che volere, che i fiumi tolti dalla corrente, s誕ggrappino a forza sul dosso de・monti e vi sagliano alle cime.
 
I savii Ateniesi stimavano principio di non saper mai nulla, il non saper da principio applicarsi a quello, per cui la natura ci fece. Quindi ・ che prima d誕pplicare i loro figli, curiosamente spiavano la loro inclinazione, di cui interpreti, per ordinario, veritieri, sono i desiderii, e ci・facevano proponendo loro gli strumenti di tutte l誕rti: ut qua quisque delectabatur (disse Nazianzeno) et ad quam sponte currebat, eam doceretur [2].
 
L・credevano che il cielo li chiamasse dove l段nclinazione da s・li portava. E con ci・incontravano appunto il senso del misterioso Cebete, che al primo giro della sua tavola pose il Genio, che chiamando giusta la serie che ne tenea in carta gli uomini a questa vita: mandabat quid eis, ubi in vitam venerint, faciendum sit, et cui vitae se committere debeant, si salvi esse in vita velint, ostendebat [3].
 
Ha Dio (disse Platone, coprendo il midollo d置na bellissima verit・sotto la corteccia di una favola) legate l誕nime degli uomini coi metalli. Alle contadinesche il ferro, a quelle de・principi l弛ro, e a tutte le altre che fra questi termini si comprendono, proporzionatamente a・loro stati i loro metalli ha infusi. Quindi le varie inclinazioni e i varii genii. Vuoisi dunque da ognuna prima al tocco di buon paragone conoscere qual tempra di metallo sia la sua, indi esiger da lei quello che ella pu・dare. Veggasi (dicono pure i Platonici) nello scender che fece il genio suo dalle stelle, mentre pass・per le sfere minori, dal suggello di qual pianeta prese la impronta; se da un Saturno speculativo, se da un Giove signore, se da un Marte guerriero; indi o alla penna, o allo scettro, o alla spada sicuramente s誕ppigli.
 
E certo ・deformissima cosa, a vedere talvolta nelle scuole certe teste pi・abili a romper testuggini, che a studiare. Teste che hanno una mente s・stupida e s・male adatta al mestier delle lettere, che sembrano al rovescio di Giove, portar Bacco al cervello e Pallade alla pancia. Il loro intelletto pingue e grosso come l誕cqua del lago Asfaltide, in cui nulla va al fondo, ha un discorso pi・pigro della Pigrizia, animale segnalato dell棚ndie, che quando ・pi・veloce, in cento passi fa un mezzo passo, ed in cento giorni un miglio. Non si trova lima tanto dura di tempra, che intacchi il lor cervello, s・che almeno ne tolga la ruggine. Mettete loro attorno (come d弛rse gl段nformi orsacchini) tutte le lingue maestre del mondo, non ne scolpiranno mai una menoma fattezza d置omo di lettere. Ammonio terrebbe anzi a fare il suo giumento filosofo, che un di costoro grammatico.
 
A che pro metter simil gente in una scuola come in una officina, se quantunque si battano e si scalpellino, tengono sempre pi・del sasso che del Mercurio? A che volere colle lettere rompere il capo ad uno ad uno, cui se Vulcano l誕prisse, vedreste uscirne in vece d置na Pallade un gufo? A che cercare un maestro che sia un誕quila, perch・insegni volare a una testuggine; che sia un oracolo di sapienza, perch・si pigli l段mpresa di stampar le lettere in capo ad uno che voli, quanto sa col cervello, mai non former・tante lettere, quanto le gru e le cicogne volando ne scrivono.
 
Non bisogna volere che le pumici sieno spugne, che i mastini diventino levrieri e che le roveri invece di ghiande producano mele, che per quanto facciate, l段nnesto non vi pu・mai. Stolti i Sibariti insegnarono a ballare a・cavalli e l段ndole guerriera di quel generoso animale guastarono, applicandolo ad esercizio di femmina. Lo stesso errore ・ volere che chi nacque per l誕rmi riesca nelle lettere, e sia un Archimede chi vuol essere un Marcello.
 
Ma se si pu・far contrasto, non si pu・vincer la natura. Presto o tardi, quand弾lla si lascia alla sua libert・si porta col・ ond誕ltr・con violenza la ritolse. Pu・stare Achille sotto abito donnesco per qualche tempo nascosto: ille apud rupicem. et sylvicosum, et monstrorum eruditorem, scrupea schola eruditus, patiens iam ustriculas, sustinens stolam fundere, comam struere, cutem fingere, speculum consulere, collum demulcere, aurem quoque coralli effeminatus [4]; ma tutto questo tanto non pu・essere durevole in Achille, quanto al genio di Achille si confanno esercizi non da femmina, ma da guerriero. Dunque necessitas non della guerra di Troia, ma del suo genio svegliato alla vista d置na spada, reddidit sexum. De proeho sonuerat, nec arma longe. Ipsum, inquit, ferrum virum attrahit [5]. Cos・ne scrisse Tertulliano.
 
Ma eccovi in materia di lettere, quattro soli de・mille che applicati diversamente da quello a che il peso della naturale inclinazione li portava, dopo essersi affaticati invano, si diedero per vinti.
 
Socrate, applicato alla scultura, avendo intagliate le tre Grazie, ma credo s・sgraziatamente, che l段nferno non le avrebbe accettate per Furie, accorgendosi che per lavorare i marmi egli era un sasso rotte le punte dei suoi scarpelli, ed aguzzate quelle del suo ingegno, si diede alla filosofia morale, dove il genio lo conduceva, e quegli che lavorando non avea saputo fare di sassi statue d置omini, filosofando faceva per istupore, d置omini statue.
 
Platone, datesi alla pittura, vedendo riuscire s・un pittor dipinto, e le sue pitture solo degne d弛mbra, trasferitosi dal poco felice disegno de・corpi, alla nobile pittura degli animi, lasciate le bugie de・pennelli, si diede alla verit・delle idee, di cui egli primo disegn・le fattezze, e port・in terra l段mmagine.
 
Augusto, ambizioso d段nnestare gli allori di poeta su quelli d段mperatore, e d弾sser cos・un Apollo con la lira, com弾ra un Giove col fulmine, compose l但iace, tragedia, che per la burla che ne meritava, riusc・anzi una commedia, s・era ella mal composta. Ma egli pur volle che al dispetto dell誕rte, tragedia fosse e gli riusc・dandole un esito lagrimevole con stracciarla. Il capricorno, che egli ebbe in ascendente, lo chiamava a comandare, non a poetare; non alla penna, ma allo. scettro; non alle scene private, ma al pubblico teatro del mondo [6].
 
All段ncontro Ovidio applicato dal padre alle liti, litig・pi・con se stesso, che con altrui, perch・il genio di poeta e il gentilissimo influsso de・gemini lo richiamava dagli strepiti del foro alla quiete delle muse e dalla spada d但strea al plettro d但pollo: onde finalmente cominciando da s・l弛pera delle sue Metamorfosi, un giorno si trasform・d誕vvocato in poeta.
 
Eccovi come il genio ・una calamita fedele che pu・ben a forza rivolger altrove, che alla sua tramontana, ma non mai acquetarvisi, s・che senza violenza vi stia, finch・anch弾gli soavemente operi in noi quello, che del Fato disse il Poeta:
Ducunt volentem fata, nolentem trahunt [7].
Che s弾gli avvenga, che l段nteresse o dell弛nore, o del guadagno non voglia che si tralasci quello che male si cominci・ eccovi nelle accademie delle lettere come nella Libia d但frica i mostri. Un medico poeta, un filosofo storico, un giurista matematico, nei quali confondendosi quegl段nnati semi, che si portaron nell段stinto dell誕nimo, con quelli che s誕cquistarono studiando, mentre n・quelli n・questi affatto prevalgono, con esser l置no e l誕ltro, non s定 n・l置no n・l誕ltro.
 
Ha dunque di mestieri [8], perch・felicemente riesca, l誕pplicarsi non solo alle lettere, ma a questa pi・ che a quell誕ltra professione di lettere, consigliarsi col proprio genio che suole, a chi ha buon orecchio, farsi intendere con la lingua de・spessi desiderii, quando non ha ci・che vuole, e col gusto che prova quando l弛ttiene. Anche alla sua volont・bisogna dire com脱olo a Giunone:
Tuus, o regina, quid optes
Explorare labor; mihi iussa capessere fas est
[9].
Altrimenti pretendere di riuscire, al dispetto del genio suo, eccellente in qualche professione di lettere, ・lo stesso che per aprirsi la strada ai campi Elisi, volere staccare dal ceppo suo quel ramo d弛ro che se la natura noi dona,
Nos viribus ullis
Vincere, nec duro poteris convellere ferro
[10].
Ma spiegata ho io finora pi・la necessit・di incontrare il suo genio, che la maniera di conoscerlo: perch・ come io credo, ha voce s・conosciuta, che non ha bisogno d段nterpreti che la dichiarino, ma di orecchi che l弛dano. Quello par solo mi resti a dire che ・per altrui conoscimento, e sono i contrassegni onde si congetturi ingegno; e serviranno perch・nell誕pplicare chi da noi dipende, non erriamo; siccome altri, non conoscendo il suo genio, pu・errare, applicando contra la propria inclinazione se stesso.
 
Daniello Bartoli
 

Note


[1] ォNonostante l弛pposizione di Minervaサ.
 
[2] ォE gli veniva insegnato quello che effettivamente piaceva loro, e verso il quale spontaneamente correvanoサ. Nelle nazioni pi・progredite la pedagogia segue esattamente questo metodo anche oggi.
 
[3] ォOrdinava loro che cosa dovevano fare una volta venuti in questo mondo, e mostrava loro a qual genere di vita dovevano dedicarsi se ci tenevano ad essere salvi in essaサ.

[4] ォLui che ・stato abituato presso un educatore rupestre e selvatico, abituato ad educare mostri, che dunque ・stato allevato in una scuola rude, solo a malincuore sopporta i belletti, si adatta agli ornati della moda, cura la capigliatura e il maquillage, sosta dinanzi allo specchio, piega vezzosamente il collo, si adatta persino gli orecchini nel foro femminilmente praticato nei suoi orecchiサ.

[5] ォL弾sigenza... gli restitu・il vero sesso. Si senti uno strepito di guerra; le armi non erano lontane. Il ferro di per s・・disse ・attira l置omoサ.

[6] Non scandalizziamoci se il Bartoli talvolta da eccessivo peso all誕strologia. Malattia dei suoi tempi era proprio l弾sagerazione: in ogni cosa. Pi・sotto vedremo che dir・il fatto suo anche all誕strologia (Cfr pag. 225).

[7] ォIl destino porta colui che ha buona volont・ ma tira il recalcitranteサ.
 
[8] ネ dunque necessario...
 
[9] ォSpetta a te, o regina, decidere ci・che desideri; quanto a me, io posso solamente eseguire i tuoi ordiniサ.
 
[10] ォ(Quell誕lbero) non riuscirai a prenderlo comunque ti sforzerai, e non riuscirai a svellerlo nemmeno a furia di colpi d誕ccetta サ ・Ognuno ricorda, in proposito, lo stesso concetto espresso con la consueta energia da Dante:
Ci・che natura non gli volle dare
Nol dar・n mille Ateni e mille Rome.