Il Covile | Indice Newsletter (2001-2009)

Il Covile - N.o 440 (19.3.2008) Buona Pasqua

Tanti auguri di buona Pasqua


Nel porgervi i consueti auguri, arricchiti da una preziosa lettera del caro Enrico Delfini, devo segnalare due fatti, scaturiti dall'impegno di amici del Covile, che potrebbero essere importanti per cose che ci stanno molto a cuore: Il Domenicale di questo sabato, per le cure di Ciro Lomonte, sarà  in gran parte dedicato all'opera di Nikos Salingaros, mentre, sempre sabato, il Foglio ospiterà  un saggio di Roger Scruton sull'architettura moderna e i suoi critici, in particolare Nikos (e questo grazie a Stefano Silvestri, che per pura passione lo ha tradotto).
 
Annibale Carracci,Lamentazioni di Cristo, 1606
 
Annibale Carracci (1560-1609)
Lamentazioni di Cristo, 1606, Londra, National Gallery.

Ad una donna coraggiosa


Ventiquattro anni fa, il 2 marzo 1984 al policlinico di Firenze, una signora partorì un bambino. Per motivi che non sappiamo, aveva deciso di non volere o non potere tenere con sé questo esserino. Gli operatori del centro Aiuto alla Vita avevano evitato la soluzione dell’aborto e la signora aveva scelto l’opportunità, prevista dalla legge, di non essere registrata con nome e cognome al momento del parto.
Le carte erano già state preparate dal Tribunale, e dopo 5 giorni fu chiamata una coppia di aspiranti genitori, da tempo inseriti nella lista degli “idonei”; per l’esattezza, da nove mesi.
Il giorno successivo, l’8 marzo, io e mia moglie arrivammo a Firenze a conoscere nostro figlio: quattro chili tanti capelli e un sorriso che aveva fatto innamorare tutte le infermiere del reparto.
Non sappiamo chi sia la donna che ha fatto nascere nostro figlio; giustamente la legge tutela il suo anonimato.
Meno giustamente, su di lei e sulle donne che fanno una scelta come la sua, pende una condanna muta e ingiusta da parte di tanti benpensanti. La sua scelta viene, magari inconsciamente, assimilata a quella delle mamme dei cassonetti. Viene considerato poco elegante invece il paragone con le donne che hanno scelto l’aborto; qualcuno, magari a mezza voce, giunge a considerare tale scelta decisamente sbagliata.
Mia moglie ed io abbiamo sempre pensato a lei come ad una donna coraggiosa, e un poco ci dispiace non poterle far arrivare il nostro grazie.

Enrico Delfini
(La lettera è stata pubblicata dal Foglio il 16 marzo 2009)