Il Covile | | | | |

Consonanze: invettive e riflessioni sulla potenza del denaro



William Shakespeare (Timone di Atene)

Traduzione di Eugenio Montale
"Terra, dammi qualche radice.
 
(Scava)
 
E se qualcuno cerca cose migliori in te,
stuzzicagli il palato
coi tuoi veleni più potenti!
 
Che c'è qui? Oro?
Giallo, luccicante, prezioso oro?
No, dèi, non faccio voti insinceri:
voglio radici, o puri Iddii!
 
Basterà un po' di questo
per rendere nero il bianco, bello il brutto,
diritto il torto, nobile il basso,
giovane il vecchio, valoroso il codardo.
 
O dèi, perché questo? Che è mai, o dèi?
Questo vi toglierà dal fianco i vostri preti e i vostri servi
e strapperà l'origliere (*) di sotto la testa
ai malati ancora vigorosi.
 
Questo schiavo giallo
cucirà e romperà ogni fede,
benedirà il maledetto
e farà adorare la livida lebbra,
collocherà in alto il ladro e gli darà titoli,
genuflessioni ed encomio
sul banco dei senatori;
 
È lui che decide l'esausta vedova
a sposarsi ancora. Colei che un ospedale
di ulcerosi respingerebbe con nausea
l'oro la profuma e la imbalsama
come un dì d'aprile.
 
Orsù dunque, maledetta mota,
comune bagascia del genere umano
che metti a soqquadro la marmaglia dei popoli,
io voglio darti il tuo vero posto nel mondo.".

(*) Riferimento all’uso di togliere il guanciale al disotto della testa di un moribondo per rendergli più agevole il trapasso e, in sostanza, affrettargli la morte.


Wolfgang Goëthe (Faust)

FAUST

Lo sento, invano io mi sono accaparrato
tutti i tesori dello spirito umano;
se alla fine mi fermo a riposare
dal di dentro non sgorga alcuna forza nuova;
non sono né più alto di un capello
né più vicino all'infinito.


MEFISTOFELE

Mio buon signore, voi vedete le cose
come tutti le vedono; dobbiamo
prenderle con più disinvoltura,
o la gioia di vivere ci sfugge.
Mondo boia! Di certo mani e piedi,
testa e chiappe sono tue;
ma tutto ciò che mi godo in allegria
è per questo meno mio?
Se mi posso pagare sei stalloni,
le loro forze non sono le mie?
Corro via di galoppo e sono un uomo in gamba,
come se avessi ventiquattro zampe.

Karl Marx (Manoscritti economico-filosofici del 1844)

Marx commenta il brano dal Faust

Ciò che mediante il danaro è a mia disposizione, ciò che io posso pagare, ciò che il danaro può comprare, quello sono io stesso, io, il possessore del danaro medesimo.
Quanto grande è il potere del danaro, tanto grande è il mio potere.
Le caratteristiche del danaro sono le mie stesse caratteristiche e le mie forze essenziali, quelle di me stesso, che ne sono il possessore. Ciò che io sono e posso, non è quindi affatto determinato dalla mia individualità.

Io sono brutto, ma posso comprarmi la più bella di tutte le donne. E quindi io non sono brutto, perché l'effetto della mia bruttezza, la sua forza repulsiva, è annullata dal danaro.
Io, considerato come individuo, sono storpio, ma il danaro mi procura ventiquattro gambe; quindi non sono storpio.
Io sono un uomo malvagio, disonesto, senza scrupoli, sono stupido; ma il danaro è onorato, e quindi anche il suo possessore.

Il danaro è il bene supremo, e quindi anche il possederne è bene
il danaro inoltre mi toglie la pena di essere disonesto, e quindi si presume che io sia onesto.
Io sono stupido, ma il danaro è la vera intelligenza di tutte le cose; ed allora come potrebbe essere stupido chi lo possiede? Inoltre costui potrà sempre comperarsi le persone intelligenti, e chi ha potere sulle persone intelligenti non ha più intelligenza di ogni uomo intelligente?

Ezra Pound (Cantos)

Pound riprende l’invettiva scespiriana. La traduzione è di Mary de Rachewiltz, figlia del poeta.

Contro l'Usura



Con Usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v'è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l'Annunciazione dell'Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa, ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà straccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio

CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l'usura, spunta
l'ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fé con usura
Duccio non si fé con usura
né Pier della Francesca o Zuan Bellini
né fu la "Calunnia" dipinta con usura.
L'Angelico non si fé con usura, né Ambrogio de Praedis,
Nessuna chiesa di pietra viva firmata: Adamo me fecit.
Con usura non sorsero
Saint Trophime e Saint Hilaire,
Usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte e artigiano
tarla la tela nel telaio, non lascia tempo
per apprendere l'arte d'intessere oro nell'ordito;
l'azzurro s'incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
Usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane drudo,
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra i giovani sposi

CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
Carogne crapulano
ospiti d'usura.