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Marxismi

Un insospettato Marx antimoderno nelle letture più attente e più libere: Baudrillard, Bordiga, Camatte, Cesarano, Collu, Debord, Michea, Preve.

«Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate — virtú, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. — tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore». (Miseria della filosofia, 1847.) ¶ «La ric­chezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si presenta come una immane accumulazione di merci». (Il Capitale, 1867.) ¶ Possiamo leggere questi brani come una definizione della società capita­listica: è quella dove la merce dilaga, e come una previsione: tutto diventerà merce. Va onestamente preso atto che la previsione si è avverata e continua a farlo ed è propria di Marx.

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Marxisti antimoderni










Armando Ermini
Conversando con Camatte.
Jacques Camatte può essere classificato ... Jacques Camatte può essere classificato fra i marxisti «eretici»: coloro cioè (pensiamo per tutti a Jean Baudrillard) che partendo dallo studio di tutta l'opera marxiana non ne hanno taciuto le aporie tentato al contempo di portarne alle estreme conseguenze le intuizioni più profonde per decifrare il nostro tempo che, come Camatte scriveva nel suo lavoro più conosciuto (1972), «Il Capitale Totale», è quello in cui il capitale si è fatto uomo, o, ma è lo stesso, l’uomo si considera «particella di capitale». In forza di ciò il pensatore francese, che nei primi anni sessanta del novecento aveva aderito attivamente al marxismo di Amadeo Bordiga, ha finito per rifiutare i concetti tradizionali di lotta di classe e di rivoluzione, tutti interni allo sviluppo del capitale stesso e del «valore», per approdare ad una concezione in cui è centrale il concetto di «naturalità». Per recuperarla occorre però «uscire da questo mondo», nel senso di rifiutarne i paradigmi concettuali e di comportamento pratico. Ci è sembrato perciò buona cosa andare a trovarlo nel suo «eremo» in terra di Francia e parlare con lui a lungo. Un parlare e confrontarsi, però, in cui l’ambiente (la casa, la campagna circostante, le abitudini) è stato altrettanto importante delle parole, dando ad esse significato e senso concreti, conferendo loro un’anima.







Armando Ermini
L'altro Marx.
È un fatto che intere generazioni di gio... È un fatto che intere generazioni di giovani, non importa se assumendone o rifiutandone l’impianto concettuale e le idee forza, hanno pensato Marx quale trasmessoci dalla lettura datane dai teorici di riferimento dei Partiti Comunisti della Terza Internazionale. Lettura, beninteso, avente solide basi nelle opere principali di Marx, e che, ai nostri fini, può essere sintetizzata nella dottrina della rigida successione dei modi di produzione, ciascuno dei quali è premessa necessaria del successivo che subentrerà allorquando si saranno sviluppate tutte le potenzialità (e le contraddizioni) del precedente. Esiste però, documenta Ettore Cinnella, anche un «altro Marx», che sul finire della sua vita e grazie allo stretto rapporto di stima e amicizia con i populisti russi, fu capace di ripensare i suoi precedenti schemi, fino a quel fondamentale mutamento di giudizio sul mondo slavo che lo portò a valorizzare l’antica proprietà comunitaria delle Obscine (le Comunità rurali russe) come base per un possibile passaggio al comunismo senza transitare dalle «forche caudine del capitalismo».





AA.VV.
Marxisti antimoderni.
Disponibile anche in forma cartacea.
Secondo l’interpretazione «ufficiale» de... Secondo l’interpretazione «ufficiale» del pensiero marxiano, quella progressista, il capitalismo e la modernità che ne è sinonimo, rappresentano un oggettivo e decisivo passo in avanti nella prospettiva del comunismo. La lettura progressista più estrema e coerente, l’«accelerazionismo», giunge quasi ad identificare il comunismo col capitalismo sviluppato in ogni sua potenzialità, del quale andrebbe quindi accelerata l’opera dissolvitrice di ogni antica struttura culturale, sociale e oggi biologica (transumanesimo). La lettura progressista corrisponde senza dubbio al contenuto della maggioranza quantitativa degli scritti di Marx; tuttavia negli anni sessanta del secolo scorso, parallelamente alla trasformazione delle strutture economiche ed anche antropologiche indotte dal capitalismo da un lato, e dall’altro alle contraddizioni dell’esperienza sovietica, presero corpo linee interpretative originali favorite anche dalla conoscenza dei Grundrisse, tradotti in italiano solo nel 1958. I situazionisti, il gruppo raccolto intorno alla rivista Invariance, gli operaisti e la scuola althusseriana, ne rappresentano i principali filoni, che nello scorrere del tempo hanno tuttavia prodotto esiti discordanti fino all’inconciliabilità (valgano come esempio le concezioni a cui è approdato Toni Negri). Rimane il fatto che le intuizioni di allora, che partivano dall’analisi di concetti marxiani chiave (capitale, valore, classi), seppero cogliere con grande anticipo la deriva antiumana della modernità.L’antologia raccoglie passi di quegli autori, nell’intento di testimoniare ad un tempo la contraddittorietà ma anche la fecondità del pensiero marxiano.

Testi di Jacques Camatte








Jacques Camatte
Emergenza di Homo Gemeinwesen.
Edizione ancora in bozza. Si invitano i lettori a segnalarci eventuali errori.

Jacques Camatte
L'erranza dell'umanità.
Edizione ancora in bozza. Si invitano i lettori a segnalarci eventuali errori.

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